Fabio Del Secco: Nel mio ultimo libro ho dedicato un'ampia riflessione a quella che, a mio parere, può essere considerata un'estetica del collezionismo, laddove con estetica si intenda l'esperienza sensoriale del "bello" (ovvero della rarità) ma anche la decodifica dei criteri che definiscono quel "bello", decodifica che nel libro identifico con la costruzione di una vera e propria Cultura del Subbuteo, incentrata sulla conoscenza, sullo studio e sull'approfondimento.
Nel libro infatti ho più volte sottolineato come l’esplorazione e la ricerca si siano rivelate strumenti imprescindibili nel processo di realizzazione e formazione di una mia cultura personale in materia di Subbuteo, una cultura attraverso la quale ho, a tutti gli effetti, rimodulato il mio concetto di slancio collezionistico, ridefinito adesso in una prospettiva sempre più selettiva e sempre più proiettata verso la scelta di pezzi che non siano solo rari ma anche concettuali, pezzi che sappiano trasmettere un messaggio e raccontare di un tempo lontano e di un mondo che non c'è più, e che assumano un significato ben preciso nel contesto di una collezione, la mia, che vira sempre più lontano dai consueti canoni di mercato. www.artlibri.it
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