Visualizzazione post con etichetta Fanzine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fanzine. Mostra tutti i post

24 febbraio 2026

🇬🇧UK in ITALY. Più che mai, PROFILO BASSO FANZINE


Profilo Basso Fanzine è un’idea che nacque nel lontano 2012. Il primo numero, composto da otto pagine in bianco e nero e fotocopiate sotto casa, venne distribuita al giro di amici stretti e a quelli fuori città grazie alle conoscenze che avevo in giro per lo stivale. 
Fin da subito riscosse la curiosità dei ragazzi. Un progetto nato anacronistico in anni in cui l’immediatezza di internet stava prendendo il sopravvento. Senza scopo alcuno, se non quello di mettere nero su bianco le proprie passioni e poterle condividere con chi ne fosse interessato. Fanzine che è stata da sempre indirizzata a chi frequenta le gradinate, va ai concerti, compra i dischi, ha l’armadio che trasborda di vestiti e sta con il gomito al bancone del pub. Fin dai primi numeri c’è stato un gran interesse da parte di molti lads ed i social, prima Facebook e poi Instagram hanno sicuramente aiutato a far conoscere Profilo Basso a molte persone. I social sono sempre stati un mero canale pubblicitario. Successivamente, senza tante pretese, venne creata una linea di abbigliamento e negli anni possiamo orgogliosamente dire di aver prodotto molti articoli interessanti come felpe personalizzate, tote bag, berretti, portachiavi e molto altro cercando sempre l’originalità e la qualità. A più di tredici anni di distanza, il progetto va ancora avanti, con numerosi lettori e con il numero 63 che verrà pubblicato a breve. Una fanzine che negli anni è cresciuta di pagine, può vantare molti collaboratori ed ora è interamente a colori. Un sentito ringraziamento a chi ha consentito tutto questo sia possibile.
di Demis, @ProfiloBassoFanzine

12 gennaio 2026

🇬🇧UK in ITALY. TUTTO PER IL CELTIC. "I Celtic Insubri" & "Memocelts" di Boretti Alessandro

I Celti Insubri, prima fanzine italiana su una squadra di calcio scozzese, nacque su iniziativa di Massimiliano Bordignon, reporter di Milano; io conobbi questa fanzine durante il ritiro estivo che il Celtic trascorse a Carisolo nel 1993; partecipai attivamente all’iniziativa e poi presi il testimone viste le difficoltà avute dal Bordignon. Si interessarono dell’iniziativa gli amici romani e cambiammo il nome in Memocelts, grazie al contributo prezioso di Max Troiani, Massimiliano Morganella, Nima Rafat (saluto tutti con stima).
A quel tempo avevo più tempo da dedicare alla fanzine e soprattutto al Celtic perciò redigemmo questo giornalino in maniera discreta ed ironica sulla nostra squadra del cuore. Era un bellissimo modo per tenerci in contatto e al tempo stesso avere notizie dei Bhoys. L’ultimo numero di Memocelts uscì nel ottobre/novembre 1998. I Celti Insubri uscirono con il 1° numero Ottobre 1992, vennero fatti 6 numeri fino a gennaio 1994, poi fu sostituito da Memocelts di cui uscirono 20 numeri da gennaio 1994 a ottobre ’98.
Questo tipo di fanzine credo sia stata unica nel suo genere, calcolando che per 6 anni non ci fu mai sosta di pubblicazione.

La pubblicazione ciclostilata era a supporto del club "The Italian Bhoys" ora "The Italian Celts C.S.C".

21 ottobre 2025

🇬🇧UK in ITALY. La rivista "FEVER PITCH. Storia e storie di calcio e cultura britannica" (2008-2012)

Ancora una volta è Giacomo Mallano insieme a tanti amici appassionati di calcio inglese. Nel dicembre 2008 esce il primo numero di "FEVER PITCH. Storia e storie di calcio e cultura britannica", con una grafica accattivante, questa nuova rivista è uscita per ben 4 anni con 16 numeri + 2 monografie (una dedicata alla Fa Cup e l'altra al Dirty Leeds). Tanti articoli e tante storie raccontate fino al 2012. 

📌https://feverpitchfanzine.blogspot.com

16 ottobre 2025

🇬🇧UK in ITALY. "CALCIOINGLESE.IT (2005-2006)" Fanzine ciclostilata.


Era la primavera del 2005.
Tempo di FA Cup Final e Giacomo Mallano usciva con il primo numero di
"CALCIOINGLESE.IT" rivista cartacea ciclostilata in proprio del sito d'internet di allora calcioinglese.it.
"Racconti e "stimoli", materiali e suggerimenti, storie e idee.." questo era la pubblicazione
"CALCIOINGLESE.IT", uscita per 2 anni dal 2005 al 2006 in 4 numeri totali.
Un consiglio.. leggete l'Editoriale qui sotto del primo numero  ne vale la pena e ti riporta indietro nel tempo (quando i social non esistevano).


1 ottobre 2024

Una chiacchierata con Andy Lyons, direttore di "When Saturday Comes".

L’ingresso della sede di When Saturday Comes (WSC) ricorda un po’ quello di SportsPages (la vecchia libreria sportiva di Londra), prima della “ristrutturazione” e, ovviamente, della sciagurata chiusura. 
Ci sono scaffali con centinaia di libri sul calcio inglese ed internazionale stipati alla bella e meglio. Un bengodi, per gli appassionati di editoria sportiva. 
Andy Lyons, direttore di WSC, ci accoglie con i suoi modi garbati e molto amichevoli, ammonendoci di fare attenzione a una delle librerie alla nostra destra. “Sai, è troppo piena e rischia di franare!”. Dopo un bel the ristoratore iniziamo la nostra chiacchierata ad ampio raggio. Due ore di storie e (a volte amare) riflessioni sul calcio inglese. 
Andy ci racconta rapidamente come è nata l’idea di mettere in piedi When Saturday Comes.




















“Era il 1986 e insieme ad alcuni amici decidemmo di creare una fanzine che rispecchiasse le posizioni e i pensieri della maggioranza dei tifosi di calcio. Per intenderci, quelli che andavano e vanno tuttora allo stadio solo per divertirsi e sostenere la loro squadra. All’epoca sentivamo questo bisogno perché la piaga degli hooligans era dilagante e tutti i media, chi più e chi meno, dipingevano i tifosi come dei potenziali delinquenti. E poi serviva uno strumento nuovo, che contenesse elementi di critica e analisi seria, non come il sensazionalismo dei tabloid o l’appiattimento sulle posizioni della società presente nei programmi delle partite. Gli anni ottanta videro l’affermarsi del fenomeno delle fanzine, sia musicali che calcistiche, quindi possiamo dire che la congiuntura ci fu molto favorevole. Nell’arco di un paio d’anni, grazie al successo tributatoci dai lettori, siamo riusciti a mettere su una vera e propria rivista, che poi ha assunto il formato di un mensile. Al picco delle vendite siamo arrivati anche oltre le 30.000 copie per numero, mentre ora ci siamo assestati sulle 20.000.” 
Ma allora quale è la ricetta vincente che ha permesso a WSC di fare così tanta strada? Andy ci fornisce un paragone molto illuminante. “Pensa a un gruppo di tifosi che si stanno recando a una partita e alle loro chiacchiere. Ci sarà l’ottimista, il pessimista, l’esperto di calcio internazionale, quello che non si perde un match da anni e così via. Nella nostra rivista abbiamo cercato di ricreare questa atmosfera, con articoli che a volte hanno un taglio diverso tra loro, ma che seguono sempre questa linea precisa.”

Passiamo alle “dolenti note”, a quello che anche in Inghilterra inizia ad essere etichettato come calcio moderno, oltre che corporate football. Trattando l’argomento Andy ci appare molto disilluso, ma non perdutamente nostalgico dei tempi andati, di cui riesce a discernere i lati positivi così come quelli negativi. “Il big bang si è avuto con l’entrata in ballo dei soldi di Sky e con la nascita della Premierleague. Quest’ultima deve la sua esistenza al decennale conflitto tra la FA e la Football League. Per fare uno sgarbo alla Lega e soprattutto per cercare di metterle i bastoni tra le ruote, la Football Association diede il suo beneplacito alla creazione della Premier, voluta fortemente dai grandi club. La FA fu particolarmente miope, non foss’altro perché sin da subito la ridistribuzione dei diritti televisivi andò a totale svantaggio delle realtà più piccole, ed economicamente disagiate, della piramide del calcio inglese (prima c’era una divisione molto più equa). Poi sappiamo tutti come è andata. L’arrivo di tanti campioni stranieri – e anche di qualche brocco – il fenomeno calcio che, anche grazie al traino di Euro ’96 – diventa parte integrante dell’industria dell’intrattenimento, il costo dei biglietti delle partite che lievita, l’affermazione del merchandising e via discorrendo”. Però negli anni novanta si risolve il problema degli hooligans e si ricostruiscono stadi spesso inadeguati, faccio notare ad Andy, calandomi un po’ nel ruolo di avvocato del diavolo. “E’ certamente come dici tu – riprende – la violenza nel football sparisce, o meglio si sposta lontano dagli stadi, e l’alto livello di sicurezza nei nuovi impianti o in quelli rimodernati dopo il Taylor Report è innegabile. Però troppe arene di ultima generazione mancano di atmosfera, di personalità. Di recente sono stato all’Emirates Stadium. Bello, per carità. Però quasi quasi mi sarei divertito di più a vedere la partita a casa mia, insieme a un gruppo di amici, tale è stata la sensazione che ho provato seguendo il match dagli spalti del nuovo impianto dell’Arsenal. C’è poco da fare, si sente la mancanza delle gradinate con i posti in piedi, dove albergava la vera essenza del tifo e della passione dei supporter di questo Paese.” 
Tanti tifosi veri sono rimasti tagliati fuori, a causa dell’insensato aumento del prezzo dei biglietti. “Verissimo, al posto di queste persone, spesso esponenti della working class, sono subentrati altri soggetti, che hanno una visione del calcio come di uno spettacolo, oppure che vanno alla partita per altri motivi, per parlare di affari in uno dei migliaia di corporate box che sono spuntati come funghi in tutti gli stadi del regno. E pensare che il Taylor Report tra le varie indicazioni suggeriva anche di abbassare il costo dei biglietti per vedere una partita. Quel rapporto, redatto all’indomani dell’immane tragedia di Hillsborough, è stato utilizzato dai maggiorenti del nostro calcio in base alle proprie necessità e ignorato lì dove diventava scomodo.” Concludo con un’ultima domanda, d’obbligo, sulle prospettive future. “Secondo me nell’arco di qualche anno, specialmente se il Paese dovesse rallentare la sua crescita economica, l’industria calcio è destinata a subire un ridimensionamento. Il tempo ci dirà di che portata”. 
di Luca Manes, da UKFP (dicembre 2006)

7 settembre 2024

🇬🇧UK in ITALY. La fanzine italiana "UK Football please" (2002-2008)

“Il primo amore non si scorda mai” e non dimentichiamo di certo il progetto, il sogno divenuto realtà, sotteso a “UK Football please”, parlare esaustivamente ed appassionatamente di football britannico, in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. 


Nel 2002 alcuni appassionati italiani di calcio d’Oltremanica si coordinano e concretizzano il loro intento: argomentare del pallone che più li entusiasma. 
Producono, di mano propria, una fanzine cartacea-ciclostilata ad uscita trimestrale, figlia dell’ormai dismesso forum “Godsavethefootball” (nato nel 2001), frequentato dagli amanti della Britannia. Proprio così. Non si argomenta solo dello sport più bello del mondo, ma anche di tutto ciò che gli ruota attorno. 
Dal 2008 (purtroppo) la rivista di carta non viene più prodotta, ma sostituita da una pagina Facebook, supportata da un blog, che ne fanno le veci. 
Però la prosecuzione fisiologica dell’intento, notizia di poco tempo fa, si concretizza su “First Division” lo sbocco naturale dell’interesse collettivo, sempre consultabile sul web. 
Il celebre giornalista radiofonico e televisivo romano, Michele Plastino, ci mette del suo.. Ideando e conducendo nei primi anni ‘80 il programma “Football Please”, sul canale Teleroma 56, serve un assist che è impossibile non tramutare in goal. Ammalia.. 
La Premier League diventa il pane quotidiano: stadi meravigliosi, tifosi rumorosi e atmosfere uniche sbarcano in Italia, contagiano velocemente e decretano una malattia bellissima, quanto irreversibile. Singolare constatare quanti appassionati, più o meno ferrati sul calcio britannico, si siano espressi e continuino a farlo con pertinenza in materia. 
L’interesse comune diviene foriero non solo di confronti, ma di autentiche amicizie, che a distanza di tanti anni resistono imperterrite. Rinnovate con dei meeting organizzati prevalentemente nella capitale, rappresentano l’occasione per conoscersi personalmente, gustare i match nei pub davanti ad innumerevoli pinte di birra, presentare libri, giocare a Subbuteo e dare sfogo a tutte le forme ritenute opportune a vivacizzare l’ambiente. 
Filippo Rossi e Max Troiani, padri fondatori di tutto ciò ed assidui frequentatori del newsgroup “godsavethesoccer”, si ritrovano tra le mani una creatura che chiede solo di essere svezzata bene. E così succede: sempre più persone si innamorano dell’idea e la alimentano coi loro preziosi contributi. 
Col tempo anche la stampa si interessa alla cosa e firme autorevoli pubblicano delle recensioni in merito sui giornali. 

Qui un esempio:
“Ambiziosa ma non presuntuosa. È la coraggiosa scommessa di due super appassionati del calcio d’oltremanica e fondatori di questa figlia cartacea di Godsavethesoccer, il primo forum italiano dedicato al tema. I mezzi, inversamente proporzionali alla competenza, non le garantiscono una grafica adeguata ai tempi e, appunto, alle ambizioni. Ma per i contenuti, si passa alla cassa: scommessa vinta. Oggi tifare per i club inglesi è quasi un atto di snobismo, un disperato bisogno d’aria fresca contro i miasmi del calcio nostrano. Ma è anche più comodo. Fino a pochi anni fa gli sparuti ed «eroici» fedelissimi "vivevano" di sabato ascoltando il BBC World Service e di mercoledì con le rare copie di «Match». Il tutto con la frustrante sensazione di non poter parlare di football, quello vero, please, con gente che nemmeno sapeva chi fosse Dixie Dean…”
(di Christian Giordano, dal "Guerin Sportivo")

Ma non è certo godere di qualche scampolo di notorietà che interessa questi ragazzi, quanto piuttosto mantenere vivo l’amore per la cultura britannica, scandagliata a 360 gradi e rinvigorita non solo dai ricordi, ma da continui viaggi nel Regno Unito. Chiunque raggiunga quelle latitudini sente quasi il dovere di riportare in Italia un tassello della sua variegata esperienza, rendendola nota ai compagni d’avventura. 
L’ incessante scambio di informazioni, di pareri, di emozioni innalza costantemente la qualità della trattazione. 
Rende appetibili determinati contenuti e mantiene costante l’aggiornamento della pagina, cartacea o web che sia. 
Una vera e propria redazione di “fans” distribuita nella penisola, che può passare dalla discussione sugli stadi progettati dal geniale architetto Archibald Leitch a quella sulla musica dei Beatles.. Chi dispone di testi cartacei come riferimento, facenti parte della propria preziosa biblioteca, lo partecipa agli altri e ne spartisce significati costituenti un tesoro informativo unico nel suo genere. 
Tutti questi tifosi non hanno solo a cuore personaggi, storie e vicende. 
Nel corso degli anni, soprattutto quando si riuniscono fisicamente, contribuiscono a delle raccolte fondi estremamente nobili, per le cause più disparate. 
Un aspetto che non rappresenta un vanto, ma un atto di riconoscimento dovuto a coloro che abbinano la passione per l’ “Old football” all’amore per il prossimo. “Lunga vita a UK Football please!”
di Vincenzo Felici
Questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità e non può quindi essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7/03/2001. L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti che siano lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima. Le foto di questo blog sono pubblicate su Internet e sono state quindi ritenute di pubblico dominio. Se gli autori desiderano chiederne la rimozione, è sufficiente scrivere un'e-mail o un commento al responsabile del sito.