Esiste una Scozia che le guide turistiche ignorano e nella quale le cornamuse, i kilt e i castelli tanto amati dai turisti non sono che sbiadite immagini su cartoline in vendita fuori da qualche negozietto di souvenir. Una Scozia meno appariscente e meno glamour, ma non per questo meno affascinante. Anzi, forse proprio per questa sua ritrosia verso le orde che affollano il Royal Mile poche decine di miglia più a est, appare assai più genuina, sincera e, soprattutto, ammaliante. Una Scozia per pochi che ha in Glasgow la sua capitale. Chi vuole scoprirne le storie, i sapori, le tradizioni deve dimenticare i musei e lasciarsi piuttosto trasportare in una lunga notte di vagabondaggi tra strade, stadi e pub, entrando così in sintonia con la sua gente e con quello che ha da raccontare. Perché è solo dopo aver gustato un paio di pinte magari giù al vecchio The State che si può cogliere l'anima profonda di questa città e orgogliosamente dire, come recita una vecchia canzone, "Glasgow belongs to me".
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità e non può quindi essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7/03/2001. L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti che siano lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima. Le foto di questo blog sono pubblicate su Internet e sono state quindi ritenute di pubblico dominio. Se gli autori desiderano chiederne la rimozione, è sufficiente scrivere un'e-mail o un commento al responsabile del sito.
Nessun commento:
Posta un commento