27 febbraio 2026
"LA LEGGENDA DI SANT'ALBERTO, 1986 quando il Celtic infranse i cuori di Edimburgo" di Alessandro Boretti (Urbone), 2016
26 febbraio 2026
"1977. ACCADDE IN INGHILTERRA" di Christian Cesarini
24 febbraio 2026
[UK CINEMA] 30 anni di TRAINSPOTTING (1996)
🇬🇧UK in ITALY. Più che mai, PROFILO BASSO FANZINE
Profilo Basso Fanzine è un’idea che nacque nel lontano 2012. Il primo numero, composto da otto pagine in bianco e nero e fotocopiate sotto casa, venne distribuita al giro di amici stretti e a quelli fuori città grazie alle conoscenze che avevo in giro per lo stivale.
20 febbraio 2026
"MASTERS OF FOOTBALL 113 anni di calciatori britannici e irlandesi in Italia" di Massimo Truzzi & Corrado Delunas (GeoEdizioni), 2005
MASTERS OF FOOTBALL
(113 anni di calciatori britannici e irlandesi in Italia).
Il libro è stato scritto dal nostro amico nonche’ collaboratore della nostra fanzine Massimo “Mac” Truzzi e Corrado Delunas. Ripercorrendo 113 anni del campionato di calcio italiano, il libro ci fa conoscere tutti i giocatori britannici e irlandesi che vi hanno partecipato. Una vera e propria enciclopedia. (La prefazione è di Max Troiani)
Potete richedere il volume alla GEOEDIZIONI.
"ROY KEANE. L'autobiografia" di Roy Keane & Eamon Dumphy (Libreria dello Sport), 2005
18 febbraio 2026
[MISTER FOOTBALL] "GARY ROWELL ed il suo Sunderland" di Roberto Gotta
17 febbraio 2026
"HOOLIGAN" di Eddy Brimson (Libreria dello Sport), 2002
16 febbraio 2026
RONNIE LAWSON. "The Burscough Roar” di Gianluca Ottone
Nationwide era un programma televisivo della BBC che andò in onda tra il 1969 ed il 1983.
Programma di intrattenimento leggero si direbbe oggi, veniva trasmesso nel tardo pomeriggio, orario che per molte case inglesi corrispondeva con l’ora della cena, tipicamente piuttosto anticipata rispetto alle latitudini latine. Nationwide offriva servizi legati a notizie regionali, sport, un panorama di informazione nazionale, storie eccentriche. Proprio queste ultime incontravano molto favore tra i telespettatori e sovente regalavano un quarto d’ora di gloria al personaggio o all’evento di turno. E così fu per una puntata dell’ottobre 1975 quando la squadra esterna della BBC1 si recò nel Lancashire, ad Ashton Under Lyne, praticamente periferia nord est di Manchester presso Hurst Cross, lo storico stadio dell’Ashton United Football Club ai tempi partecipante alla Cheshire League, campionato “non-league” che coinvolgeva squadre del Cheshire e del Lancashire. E’ giusto ricordare che Hurst Cross è dal 1884 casa dei biancorossi e risulta essere uno degli impianti più vecchi al mondo ad avere ospitato ininterrottamente le gesta della squadra locale. Ma l’obiettivo dell’inviato e della sua crew non era nessuno che avesse relazione con la squadra di casa ma bensì un tifoso ospite del Burscough Football Club, tale Ronnie Lawson.
Lawson, al tempo 46 anni, anche se ne dimostra almeno una dozzina in più, di professione camionista, alto, struttura fisica possente con ventre da consumatore di pinte che ingurgita in pochi secondi, pressione sanguigna alta, è salito alle cronache perché, nonostante si sia ad inizio stagione, ha già ricevuto due “banning orders” da altrettanti club ovvero dal Barrow e dal Lancaster City per i quali risulta essere ospite indesiderato.
Quindi un violento? Un tifoso aggressivo? Ha causato incidenti?
No, nulla di tutto ciò, Lawson è semplicemente conosciuto nel Lancashire e dintorni per essere un super tifoso del suo local club che segue in casa ed in trasferta ma grazie ad un fiato infinito, ad una voce baritonale ed una costanza invidiabile urla per 90 minuti incitamenti per i suoi colori ma soprattutto perseguita arbitro e guardalinee, oltre a mettere pressione agli avversari pur senza mai offendere o insultare. Tutto ciò gli ha conferito il soprannome di “the Burscough Roar, “ il ruggito di Burscough. Il giornalista della BBC1 lo attende all’ingresso di Hurst Cross il delizioso stadio dell’Ashton United dove il Burscough disputerà l’incontro di campionato. Arriva alla testa del gruppo di tifosi ospiti, un mix di giovani e meno giovani, alcuni con le sciarpe biancoverdi i colori del club della cittadina posta grosso modo a metà strada tra Liverpool e Preston. Lawson svetta fisicamente sui suoi compagni di trasferta, indossa un classico sheepskin coat, un cardigan, camicia e la cravatta ufficiale del suo club. Una volta all’interno dello stadio si posiziona nell’enclosure sotto al main stand, posti in piedi e da qui inizia a urlare, senza un attimo di pausa, incitamenti ai suoi beniamini caricandoli con continui inviti a non mollare, a stare addosso agli avversari, a calciare in porta, a sminuire le azioni della squadra di casa, rimproverando l’arbitro, beccando il guardalinee…
Tra i fans di casa reazioni contrapposte, chi sogghigna, chi gli urla senza mezzi termini “shut up!!!”, in particolare una anziana tifosa che lo rimprovera diverse volte. Ma lui non molla un attimo e per il secondo tempo guida i suoi compagni di tifo a posizionarsi dietro la porta difesa dal portiere di casa, uno zelante poliziotto lo segue e si sistema dietro a lui, non si sa mai, magari qualche esasperato fan dell’Ashton potrebbe perdere la pazienza e da qui nascere qualche problema di ordine pubblico. Sarà la presenza di Lawson, sarà che il Burscough gioca meglio ma proprio sotto gli occhi dei fans in trasferta i bianco verdi ospiti segnano il goal della vittoria scatenando ulteriori urla, di gioia in questo caso, del nostro Ronnie. Terminato il match, Lawson viene ammesso negli spogliatoi per congratularsi con la squadra che si trova già immersa nella vasca per il bagno, il tradizionalissimo “communal bath” che fino agli anni 80 ed oltre era il rito che si praticava nei più piccoli e vetusti spogliatoi della Non League come a Wembley dopo una finale di F.A. Cup…
Immediatamente dopo la crew della BBC1 lo segue nel pub dove i tifosi del Burscough celebrano la vittoria esterna e qui Lawson dà piena dimostrazione della sua abilità nel tracannare una pinta in una manciata di secondi. Tutta la settimana Lawson viaggia su e giù per l’Inghilterra con il suo camion, ma il pensiero costante è rivolto al sabato quando potrà recarsi a Victoria Park o in trasferta per non perdersi nemmeno una partita dei suoi idoli. Ronnie Lawson se ne andrà nel 2012 ad 84 anni, notevole come abbia potuto vivere così a lungo nonostante un fisico e una patologia che potevano tranquillamente causare problemi di cuore oltre ad un’attività estremamente sedentaria, il consumo di pinte e suppongo una dieta non propriamente bilanciata. Se un giorno doveste passare per Burscough o assistere ad una partita dei bianco verdi chiedete in giro se qualcuno conosceva Ronnie Lawson e chiunque vi risponderà affermativamente.Sotto il video https://www.youtube.com/watch?v=frUqq4Q8gsg13 febbraio 2026
"L'EROE SBAGLIATO" di Danilo De Nardis (Urbone), 2015
12 febbraio 2026
"PLAY UP POMPEY" di Massimo Zannotti
Non essendo nato in terra di Albione, sceglierne una non è stato facile, la prima fu l’Aston Villa in onore della band dei Duran Duran nativi di Birmingham che ascolto dagli anni 80, con tanto di acquisto di sciarpa. La prima partita british vista dal vivo è stato il Leeds United che in un turno di coppa contro una squadra israeliana l'Hapoel Tel-Aviv giocò a Firenze, aveva giocatori del calibro di Given, Harte, Dorigo, Kewell, Viduka e Smith, non male, ma entrambe si sono rivelati “amori estivi”. Poi nel 2010 ero in ferie a Eastbourne dove vive una mia cugina, le chiesi quale città visitare e mi indicò Brighton e Portsmouth, feci il biglietto per quest'ultima con destinazione Harbour, poi quando dall'altoparlante annunciarono “the next stop Fratton Park” ebbi un sussulto, guardai fuori dal finestrino e vidi i riflettori, decisi di scendere e qui mentre mi avvicinavo avevo le gambe che mi tremavano, cosi come la voce quando chiamai un mio amico per raccontare dov'ero, riuscii a strappargli una promessa, bisogna venire a vedere una partita e cosi facemmo nell’ aprile 2010. Era l'ultima in casa, già retrocessi ma con i tifosi che chiedevano autografi ai giocatori, rammento Kanu e il portiere James, che atmosfera!! La partita fu un tifo continuo, nessuna contestazione, due settimane dopo c'era da giocarsi la finale di Fa Cup con il Chelsea (poi vinta 1-0 dai blues di Londra). Ricordo che vinse 2-1 l'Aston Villa (coincidenza?) e quando fu fischiato un penalty per i Clarent & Blue urlai: "James right,right!!!" chiaramente non mi senti ma si tuffò a destra e lo respinse. La famigliola nella fila davanti a noi, composta da babbo, due figli e nonno, si girò verso di noi porgendo la mano per un gimme five.
Da quella data ho attivato le notifiche ed anche se le stagioni seguenti sono state un calvario che ha visto i pompey retrocedere fino alla League Two, per colpa di amministrazioni pirata, prima di essere comprata dai tifosi e piano piano risalire fino alla championship l'amore per questi colori si fa sentire e negli ultimi tre anni, grazie al buon Fabio Del secco che conoscete ho sottoscritto l'abbonamento alla piattaforma "ifollow" e cosi, sono stato fino allo scorso maggio, incollato alla tv con tanto di maglia, sciarpa e tatuaggio in mostra.Non
l'ho rinnovato nella stagione in corso perché sono impegnato nei weekend con i
ragazzi under 18 dell’Orlando Calcio Livorno e praticamente vedevo solo i turni
infrasettimanali ma nè distanza e nè km possono affievolire questa passione,
perché come mi piace pensare, sono stato scelto per tifare questi colori e ne
vado fiero…Play up Pompey!!
10 febbraio 2026
"ARRIVEDERCI LONDRA" di Enrico Franceschini (Baldini & Castoldi), 2026
8 febbraio 2026
ROBERT MAXWELL. "UNA SPIA AL DERBY COUNTY" di Max Troiani
6 febbraio 2026
MONACO 1958 di David Peace (Il Saggiatore), 2024
"MUNICH 1958. UN RICORDO DEI BUSBY BABES" di Luca Manes
Quante volte avrete sentito un tifoso di una squadra di calcio, forte o debole non importa, pronunciare con grande enfasi la frase “ah, se tal dei tali avesse segnato quel gol” oppure “se l’arbitro tizio avesse dato quel rigore”, quasi come se quegli eventi non verificatisi, vuoi per presunte colpe altrui o per un apparente scherzo del destino, avrebbero potuto contribuire a cambiare non solo la storia di quel club, ma di una intera fetta della storia del calcio. E’ invece certo, e non siamo gli unici a pensarla così, che se un maledetto incidente aereo non avesse falcidiato le fila di una meravigliosa nidiata di campioni, il Manchester United avrebbe mietuto ancor più successi, arricchendo un albo d’oro che a tutt’oggi fa comunque la gioia dei supporter bianco-rossi. Certo, senza la tragedia consumatasi sulla pista dell’aeroporto di Monaco di Baviera il 6 febbraio di 60 anni fa, il mito dei Red Devils, della squadra che rinasce dalle sue ceneri come una sorta di fenice del football, sarebbe più “ordinario”, più simile a quello delle altre grandi dinastie calcistiche del pianeta.





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