20 febbraio 2025

[DRESSERS]. La storia di FRED PERRY



























FRED PERRY …perché è bene conoscere la storia! 
Frederick John Perry (18 maggio 1909 - 2 febbraio 1995),è nato a Stockport nello Cheshire, è stato uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi e tra nel suo lungo palmares sottolineiamo le tre vittorie a Wimbledon; tra le altre cose è stato anche campione del mondo di ping pong. Nonostante fosse un’icona del tennis mondiale e fosse adorato dal pubblico inglese, Perry viene descritto come opportunista ed egoista, tant’è che avrebbe potuto fare molto per migliorare questo sport, ma questo evidentemente non era nelle sue corde… 

Alla fine degli anni 1940 , Perry è stato avvicinato da Tibby Wegner , un calciatore Austriaco che aveva inventato un polsino anti-traspirante, Perry fece alcune modifiche e lo adattò a fascia per la testa. L’idea successiva di Wegner era di produrre una camicia sportiva, che doveva essere realizzato in cotone piquet bianco a maglia con maniche corte e bottoni sul davanti. Così fu lanciato a Wimbledon nel 1952, la polo Fred Perry, e fu un successo immediato, tant’è che come per Lacoste (di cui Perry era amico), il capo simbolo del marchio rimane appunto la polo. Il marchio è ora proprietà di una società giapponese, il logo è una foglia di alloro (in base al vecchio simbolo di Wimbledon), che presenta come segno distintivo una corona d'alloro sulla sinistra del petto; si distingue da Lacoste per il fatto che il logo è ricamato nel tessuto piuttosto che essere cucito come invece avviene per il piccolo coccodrillo francese. Fred Perry vide il successo della sua linea consolidarsi soprattutto negli anni Sessanta, allorché il marchio divenne molto popolare tra i giovani inglesi. 
Buona parte del movimento giovanile degli anni Sessanta era conosciuto col nome di Mod, abbreviazione di «modernist»; appartenendovi si seguiva tra l'altro un certo stile nel vestire, successivamente la F.P. fu usata anche dagli skinheads e dai primi casuals a Manchester, detti appunto Perry Boys. 

Ai nostri giorni è indossata da chiunque, anche se resta tra i brand favoriti di alcune sottoculture. (A.Dresser)
Interessante seppur con alcune precisazioni la storia sul sito ufficiale, parte dagli anni cinquanta e arriva ai giorni nostri, parla delle sottoculture di strada e del loro rapporto con la Fred Perry, ho tradotto solo la parte riguardante la fine degli anni settanta ed parte degli ottanta: i casuals! 

1. “…Al di fuori della musica, tuttavia, un modo intrigante di vestire stava prendendo forma sulle terraces, che sfidò lo status della F.P.. Per anni, i media avevano posato al loro attenzione sui fenomeni dei mods, punk e skinheads, mai avevano esaminato lo stile dei tifosi del football, se lo avessero fatto, avrebbero incontrato i casuals. La nascita del movimento casual è ancora la causa di molte discussioni tra londra e Liverpool. I primi dicono di averne inventato il look, mentre i secondi sostengono che è tutto nato sulle terraces di Anfield, la casa del Liverpool FC. Qualunque sia la verità, i casuals erano tifosi di calcio che nel tardo 1970 iniziarono ad indossare i jeans della Lois, scarpe Adidas (in particolare Stan Smith) o Puma e un nuovo taglio di capelli, ossia alla “Wedge”. La parte più importante del loro look era il busto, vestito da marche europee come Lacoste, Armani o Fila, comunque niente di britannico, come F.P. o altro. La passione per le marche europee si sviluppò grazie ai fan del Liverpol, la cui squadra era in quel periodo sempre qualificata per le coppe continentali. Questo permise ai fans di seguire la squadra all’estero e riportare in patria i brand conosciuti. Il desiderio di acquisire nuovi brand ci viene testimoniato nel 1981, durante la finale di coppa dei Campioni tra Real Madrid e Liverpool… La polizia francese consapevole della violenta fama degli inglesi all’estero venne messa in allarme rosso per eventuali incidenti tra opposte tifoserie, ma con loro enorme sorpresa, tutti gli inglesi andarono a fare shopping! Che i loro metodi di pagamento fossero un po’ dubbi venne confermato il giorno dopo, quando tutti i negozi interessati assunsero buttafuori e guardiani. Chi non aveva la fortuna di tifare per una squadra forte, seguiva la nazionale inglese, fu cosi che l’Inghilterra si riempì di marche europee e trainers tra le più disparate. I media nazionali rimasero all’oscuro di tutto, dato che non c’erano band o portavoci del movimento ad articolare azioni o obiettivi. Il casual è il vero culto nato dai giovani e quello che durò di più senza la rappresentazione dei media. Questa tendenza portò la F.P leggermente alla deriva, anche l’avvento dell’acid house a Londra nel 1987 non portò i benefici sperati, tant’è che alcuni si iniziarono a chiedere se la carriera di strada della F.P. fosse finita e che fosse il tempo ti tornare a Wimbledon…”

“La Fred Perry è stata una gran parte della mia giovinezza” Paul Weller
di Alberto Di Candia, https://dressersroma.com

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