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7 luglio 2026

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24 novembre 2025

[MISTER FOOTBALL] "Gerry Harrison, il commentatore instancabile di ITV" di Roberto Gotta

Qualche mese fa è scomparso Gerry Harrison, 89 anni, telecronista di vastissima esperienza, attivo soprattutto, nel periodo della maturità, con Anglia Television, la rete locale di Norwich City e Ipswich Town, ma anche commentatore di cinque edizioni dei Mondiali di calcio per la ITV, l’alternativa alla BBC nata nel 1955.

Anche la sua vita, come quelle di tantissime persone che hanno vissuto anni meno comodi e logisticamente meno facili di quelli attuali, è piena di aneddoti e fatti curiosi, che qui riporto proprio come lettura leggera e significativa di un periodo in cui, appunto, ci si doveva arrangiare molto di più e i risvolti curiosi erano dietro l’angolo. Ad esempio, un giorno gli venne chiesto di scrivere l’articolo su una partita della Oxford University, cosa che fece con una certa ansia perché… quella partita la doveva anche giocare, come terzino sinistro, ruolo che ebbe anche nella tradizionale sfida contro Cambridge, giocata a Wembley. Nel periodo di passaggio tra un lavoro e l’altro fu inviato anche dal quotidiano Daily Express a seguire la guerra in… Vietnam , esperienza che - disse - gli fu utile quando per fare telecronache dovette salire scalette a precipizio in mezzo a tifosi ostili.

La sua carriera di telecronista ai Mondiali si aprì nel 1970 in maniera casuale, e le circostanze fanno davvero sorridere. Nel 1969 infatti la BBC aveva organizzato un concorso chiamato ‘Find a commentator’, in pratica un’audizione aperta a chiunque volesse diventare telecronista. L’idea fu di un nome noto, David Coleman, e il testo del bando, pubblicato dal settimanale Radio Times, diceva «pub e circoli sportivi sono pieni di gente che pensa realmente di essere migliore del telecronisti attuali, ma in realtà pochi capiscono il livello di specializzazione richiesto. Ora possono scoprirlo», frase che peraltro sostituendo ‘i social media’ a ‘pub e circoli sportivi’ varrebbe tuttora. 

I quasi 10.000 aspiranti furono sottoposti a una estenuante serie di provini in diverse città (Cardiff, Bristol, Leeds, Birmingham, Newcastle, Belfast, Londra, Manchester) che produssero 30 selezionati, chiamati a fare la telecronaca (fuori onda) di Irlanda del Nord-Inghilterra dell’indimenticabile Torneo Interbritannico, giocata pochi giorni prima. I migliori 12 furono poi portati a Wembley a commentare Inghilterra-Galles: sei fecero il primo tempo e sei il secondo, e i sei finalisti furono presentati la sera del 22 maggio durante un’edizione speciale del programma Sportsnight, condotto proprio da Coleman. Tra i membri della giuria c’era Alf Ramsey, Ct della nazionale, e pensate se accadesse oggi in Italia, con Gennaro Gattuso (o Luciano Spalletti o chiunque sia stato Ct) a giudicare l’operato di un telecronista. 

Pare tra l’altro che Ramsey non gradisse per nulla la presenza tra i sei finalisti di Ian St.John, attaccante scozzese (ahia) del Liverpool e già avviato ad una carriera radio-tv: fu convinto a fatica ad accettarla, dopo aver addirittura minacciato di rinunciare a farsi intervistare dalla BBC ai Mondiali dell’anno successivo. Il vincitore fu un gallese, Idwal Robling, ex nazionale dilettanti, che fu poi parte della squadra BBC a Messico 1970 ed ebbe una bella carriera con la BBC in Galles. E Harrison, da cui è partito questo racconto in attesa del tè? Arrivò terzo, ma presto, grazie alle immagini dello spezzone di partita che aveva commentato, venne chiamato da Anglia Television, branca locale di ITV. E pochi mesi dopo ai Mondiali andò pure lui, perché ITV ottenne i diritti in parallelo alla BBC e lo assegnò alle partite dell’Italia nel girone. 
In Messico, però, rischiò di essere travolto dalla folla, ma non per le sue cronache: un giorno infatti un addetto dell’hotel in cui Harrison soggiornava vide che una stanza era prenotata da ITV a nome di ‘G.Harrison’, pensò che si trattasse di GEORGE Harrison, il batterista dei Beatles invitato speciale dalla rete, lo disse ad alcuni amici e tempo poche ore davanti all’albergo si radunò una folla di fan del gruppo inglese.

Ma non finisce qui, la storia di Harrison, che ha a che fare anche con un cane e un taxi. Ne riparliamo la prossima volta, sempre davanti a un tè.

9 settembre 2024

BACK TO THE “SIXTIES”. Match of the day (MOTD) di Gianluca Ottone



Gli editori mi hanno chiesto di produrre una nuova rubrica fissa dedicata al calcio inglese degli anni sessanta (sapendo della passione che nutro per questo decennio). 
È stata sicuramente per il football britannico una golden era (insieme con una gran parte degli anni settanta) dove i successi internazionali a livello di clubs e nazionale fecero ammirare il beautiful game d’oltre manica in tutto il mondo. 
Oltre ai clubs anche i singoli giocatori passarono da una fama nazionale ad una notorietà internazionale divenendo vere e proprie icone oltre che sogni proibiti dei presidenti calcistici di mezzo globo, ma di questo parleremo in un prossimo articolo. Il mio esordio come curatore di questa rubrica lo vorrei dedicare ad un argomento sociale oltre che sportivo.
Il 22 Agosto 1964, in concomitanza con l’inizio della stagione 1964/65, fece il suo debutto sulla rete televisiva BBC 2 una nuova ed unica, sino ad allora, trasmissione televisiva chiamata “Match of the day”
La BBC volle portare nelle case degli inglesi in possesso di un televisore la sintesi della più importante partita della giornata calcistica fosse essa gara di campionato piuttosto che di FA Cup. L’onore dell’esordio fu assegnato all’incontro Liverpool – Arsenal che non deluse i telespettatori terminando 3-2 con molte emozioni. Ho la fortuna di avere una VHS dedicata ai goals più belli segnati in oltre 25 anni di MOTD e vi è proprio l’esordio della trasmissione da Anfield Road dove un pacato Kenneth Wolstenholme (nella foto sopra), il Nando Martellini inglese, per capirci, nel cerchio di metà campo con il microfono in mano annunciava l’inizio di questo nuovo programma. 
La trasmissione rigorosamente in bianco e nero fu vista da alcune decine di migliaia di telespettatori che si trasformarono nel corso degli anni in alcuni milioni. La partita fu contraddistinta da un’invasione solitaria di…un cagnolino nero entrato chissà come nel catino di Anfield e prontamente allontanato da uno zelante “bobby”. 
La Kop era già in splendida forma ed ogni avanzata dei Reds veniva contraddistinta da impressionanti ondeggiamenti che davano l’idea di un crollo e il sottofondo era ricco di incitamenti e lunghi cori. Immancabile il classico rotolo di carta igienica che pioveva sulla rete ospite ad ogni goal del Liverpool.

Per oltre 25 anni MOTD fu la trasmissione più attesa dagli appassionati di calcio, poi l’avvento delle varie pay tv tolse addirittura per un certo periodo i diritti a trasmettere le gare più importanti della giornata, ma verso la fine degli anni 90 una sentenza della corte di giustizia di Londra riconobbe MOTD come evento culturale di importanza pubblica e quindi venne riconcessa la possibilità di presentare sintesi delle partite più importanti. 
Da ricordare che gli autori della trasmissione idearono anche un premio chiamato “Goal of the month” in cui i telespettatori ed una giuria di esperti sceglievano la migliore realizzazione vista nelle sintesi trasmesse da BBC 2. Successivamente scegliendo tra i vari Goal of the month si arrivò a premiare il Goal of the year, ovvero la rete più bella di tutta la stagione. Indimenticabile la sigla, una gradevolissima marcetta che aveva come sottofondo i boati del pubblico e il gracchiare delle rattles. (Nella foto piccola Jimmy Hill, altro noto conduttore di MOTD).
Dando uno sguardo alla stagione 1964/65 registriamo il successo del Manchester United in campionato che beffa il Leeds United sul filo di lana solo per differenza reti, del Liverpool in FA CUP (anche qui Leeds sconfitto in finale) ed un primo successo internazionale per il football inglese con la vittoria nella ormai defunta coppa delle coppe di un grande West Ham United a Wembley contro il Monaco 1860. 
Si deve anche annotare un brutto scandalo che porterà due giocatori della nazionale (Kay e Swan) più altri otto professionisti in prigione, oltre alla squalifica a vita, per aver addomesticato degli incontri, al fine di fare guadagnare alcuni scommettitori, tra il 1960 e il 1963 quando militavano nel Sheffield Wednesday. 
Nel 1964 il laburista Harold Wilson viene eletto primo ministro, il parlamento vota l’abolizione della pena di morte per l’accusa di omicidio e le bande giovanili dei Mods e dei Rockers se le danno di santa ragione sulle spiagge di Brighton e Hastings durante i week ends e nel 1965 muore Winston Churchill.
di Gianluca Ottone, da "UK Football please" (settembre2003)
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