15 giugno 2026

"IL VILLAGGIO CHE ANDO' IN EUROPA. Llansanttfraid FC, la Welsh Cup 1996 e il viaggio fino a Chorzów" di Marco Parmigiani (Urbone), 2026


Un villaggio del Mid Wales, una squadra part-time, un campo troppo piccolo per l'Europa e una Welsh Cup capace di cambiare tutto. Nel 1996 il Llansantffraid FC, club di paese di poche centinaia di abitanti al confine tra Galles e Inghilterra, compie una delle imprese più sorprendenti del calcio gallese: batte il Barry Town nella finale di Welsh Cup e si guadagna un posto nella Coppa delle Coppe contro il Ruch Chorzów. Questo libro racconta quella stagione attraverso gli occhi di Gaz, voce narrativa immaginaria ma radicata nei fatti reali: Il Recreation Ground, il Lion, le trasferte, i giornali locali, la finale di Cardiff, la notte europea di Wrexham e il viaggio in Polonia. Non è una favola perfetta. E' una storia di calcio minore, memoria, pub, lavoro, pioggia, rigori, sconfitte e orgoglio di paese.
Prima che il Llsantffraid diventasse The New Saints, ci fu un momento breve e irripetibile in cui un villaggio entrò nel calcio europeo.
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"Quando Marco mi ha chiamato per chiedermi una prefazione non ci ho pensato due volte, primo perchè Marco è un amico ormai da tanti anni, ed è uno che conosce a menadito il calcio britannico, soprattutto quello minore, ha vissuto e lavorato a Londra, faceva il groundhopper da ben prima che scoppiasse la moda e i suoi reportage sul blog di Rule Britannia erano sempre molto attesi perchè sapevamo curasse ogni particolare. E poi ricordare la squadra di calcio di questo villaggio gallese dal nome per noi impronunciabile "Llansantffraid" significa ricordare quella vittoria poco pronosticabile in Welsh Cup nel 1996 contro il Barry Town, un successo che scaraventò un gruppo di emeriti sconosciuti nel tabellone della Coppa della Coppe per un viaggio lunghissimo fino a Chorzów in Polonia. Non è solo una storia di pallone. È una storia di paese, di pub, di trasferte, di lavoro, di memoria e orgoglio. Il Llansantffraid FC oggi non esiste più, è stato inglobato dalla fusione con Oswestry che ha partorito i New Saints ma senza dubbio ebbe in quella stagione il suo momento irripetibile. 
Una prefazione era obbligatoria. Potete trovarla all'interno del libro, insieme al racconto e a una succosa postfazione di Matteo Della Vite, all'epoca inviato del Guerino per gli Europei inglesi". Simone Galeotti

31 maggio 2026

FIRST Division. Football & cultura britannica. Dove la storia del calcio inglese si scrive tra una pinta al pub, l'odore del Bovril e il brivido delle vecchie terraces.

FIRST Division🇬🇧, il calcio inglese di una volta..

Il fascino dei vecchi piccoli stadi, le pinte al pub con gli amici, il match programme della partita, le ends che si muovevano ondeggiando ai goals della propria squadra, il pallone 18 panels rigorosamente bianco, il portiere con la maglia verde ed i pantaloncini come quelli dei compagni, il profumo forte degli hot dog con cipolla nei dintorni dello stadio oppure l'amarissimo Bovril, per i più "vecchi" i rumorosissimi turnstiles oppure.. i totalisator a lato dei campi di gioco? atmosfera unica, irripetibile..

Ecco FIRST Division, un punto di riferimento di chi ha vissuto tutto questo e chi lo sogna..


28 maggio 2026

"NOTTINGHAM FOREST. SIAMO TUTTI FIGLI DI BRIAN CLOUGH" di Fabrizio Miccio

Ognuno di noi ha una diversa esperienza attraverso la quale ha scoperto, vissuto, gustato ed oserei dire caratterizzato la parte ludica della propria esistenza con questa splendida passione che e' il calcio britannico in tutte le sue molteplici sfaccettature. episodi, memorie, flashbacks, memorabilia e quant'altro si fondono in un bagaglio personale ed il voltarsi indietro aiuta a capire il nostro presente.
Per quanto riguarda la mia esperienza, e spero e credo anche quella di molti che come me ormai guardano in faccia i quaranta, il fenomeno NOTTINGHAM FOREST stagione 1977/78 e' stato basilare quale grimaldello per la scoperta di un mondo affascinante perché ai tempi semisconosciuto e difficile da compenetrare (i risultati li conoscevo al lunedì sera passando alla mitica edicola di via Veneto ...altro che tele+ ed internet!!). Ricordo che il fatto che una squadra neopromossa nella First Division potesse come poi ha fatto il Forest vincere il titolo lo consideravo splendidamente e piacevolmente destabilizzante, nel senso che poteva accadere tutto ed il contrario di tutto, nessun risultato era scontato e scritto in partenza, come invece faceva da tristissimo contraltare la Serie A di quel tempo. Io mi sento un po' figlio di Brian Clough, il manager che creò quel team straordinario insieme al suo fidatissimo ed inseparabile vice Peter Taylor, perché quella filosofia, quel compenetrarsi visceralmente con il club che si dirige ha creato un modello che rappresenta il mio calcio inglese vero, autentico, moderno ma antico, sano e, perché no? provinciale. Io sono un Gooner, badate bene, cioè agli antipodi ma non c'e' contraddizione perché la scelta per l'Arsenal è cuore, cieco, senza logica.
Il mitico Clough ha incarnato alla perfezione l'uomo-simbolo del calcio britannico che ho amato ( e che cerco tuttora tra i vari Manchester etc.) dove era possibile costruire con poche sterline, tanta saggezza , pazienza ed un briciolo di fortuna un team due volte Campione d'Europa (che gioia quei goals decisivi di Trevor Francis e John Robertson) e tre volte vincitore della Coppa di Lega. Quanti campioni devono la loro carriera a Clough!
Tra i tanti mi piace citare un mio idolo di allora: Garry (si, con due erre) Birtles. Clough ne scoprì il grezzo ma eccezionale talento realizzativo mentre Garry si dilettava a segnare valanghe di reti con la maglia del Long Eaton Utd. nella Midland League mentre a tempo perso faceva il parchettista e lo portò in riva al Trent per poche sterline. La crescita di Birtles fu enorme ed in pochi anni divenne uno degli attaccanti più prolifici della First Division. Tanti sono gli esempi in questo senso: da Tony Woodcock a Martin O'Neill (attuale tecnico del Celtic in cui netta si riconosce la mano del suo mentore),da Viv Anderson al più recente Stuart Pearce.

Al Nottingham Forest è legato un grande ricordo personale: dal mio primo viaggio in Inghilterra nel Luglio 78' riportai un poster a colori in cui vi era immortalata la squadra al completo seduta tra le prime fila del City Ground con la splendida Coppa di Lega a far bella mostra di se ed il geniale Brian Clough in tuta che sorride compiaciuto. Questo poster lo custodisco ancora gelosamente tra le tante memorabilia di calcio inglese a testimonianza di un mito per me intramontabile. Oggi leggo Brian tra le pagine di Four-Four-Two dove tiene una rubrica fissa "Over the top" e le sue osservazioni sul calcio inglese attuale sono sempre lucide e taglienti, mai banali e scontate. Si,lo confesso: mi manca molto, e credo manchi a tutto il movimento calcistico inglese. Ormai non tornerà più ad allenare, ma forse mentre leggerete queste righe il suo Forest starà dando battaglia per ritornare nella Premier League. Se soltanto lo facesse utilizzando in minima pare lo spirito indomito del suo vecchio condottiero, beh, ci sarebbe di sicuro calcio d'elite la prossima stagione a Nottingham.
E voi, anche voi sentite che la vostra passione è figlia di qualcuno o qualcosa?
di Fabrizio Miccio, da UK Football Please (maggio 2003)
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