Nell’ultimo numero di WSC (quanto ci vorrebbe della stampa calcistica così in Italia…) è presentato un libro particolarmente originale, tutto dedicato a tracciare la storia delle mitiche Fanzine ed a mapparne per quanto possibile la produzione nel loro periodo d’oro, fra anni ’80 e ’90.
La storia racconta che gli anni ’80 sono stati il punto più basso per il tifoso britannico: demonizzato come hooligan, costretto ad assistere a partite mediocri in stadi fatiscenti (Bradford? Hillsborough?), ghettizzato in patria (dopo l’Heysel). In questo contesto poco incoraggiante, alcuni si abbandonano effettivamente alla violenza come quotidianità dell’esperienza calcistica, tanti altri però scelgono un’altra strada per fare la rivoluzione, e si mettono a sfornare Fanzine.
Il fenomeno cresce rapidamente per emulazione, i continui movimenti di tifosi portano su e giù per il Regno Unito i primi pioneristici esperimenti di racconto indipendente, scanzonato e spesso caustico del calcio, quasi ogni tifoseria organizza la propria personale Fanzine (e molto spesso sono più di una).
Diventa un movimento popolare, un modo di essere e di vivere il calcio, una voce libera e non istituzionale, messa nera su bianco in concorrenza con la stampa ‘di regime’ ed anche con la comunicazione ufficiale del club, veicolata dal match programme.
La Fanzine è auto-prodotta, con il suo caratteristico formato A5, la stampa in bianco e nero e la pinzatura centrale, ed è venduta fuori dallo stadio, spesso ‘in concorrenza’ proprio con il Programma ufficiale.
Se ci mettiamo anche i contenuti spesso corrosivi, satirici, critici, lo scontro con il ‘Palazzo’ diventa inevitabile. Molte fanzine vengono bandite dai club, i loro responsabili spesso minacciati di non poter più accedere allo stadio, non mancano le denunce e insomma il sistema, ai minimi storici di credibilità verso il mondo esterno, non gradisce assolutamente una ulteriore voce critica dall’interno.
Il libro di Daniel Gray racconta questa romantica avventura di tifo e di libertà, in un mondo ancora completamente analogico in cui la carta domina la comunicazione, ricercando in profondità negli archivi e intervistando i protagonisti di quella stagione, per restituire un racconto originale e tanto suggestivo per i nostalgici del calcio che fu.
Racconta per esempio di quando Brian Clough, all’inizio degli anni ’90 si imbatte nella sua edicola di fiducia in uno stand pieno di Tre Tricky Tree, una fanzine pubblicata dai tifosi del Forest, che si era permessa addirittura di metterne in discussione la leadership. Dapprima minaccia l’edicolante di sospendere tutti i suoi abbonamenti se non smetterà di vendere quella roba…al rifiuto reciso dell’edicolante, compra tutta la pila di fanzine e la scaraventa in un cestino…
Oppure c’è il caso del Notts County, il cui chairman dell’epoca Derek Pavis convoca gli editor della fanzine The Pie Saw per un incontro chiarificatore insieme con una rappresentanza della squadra. Oggetto del chiarimento una serie di indiscrezioni e gossip pubblicati nell’ultimo numero della fanzine, che avevano particolarmente destabilizzato la squadra. Alla fine si trova un accordo: Cooke (il responsabile della pubblicazione) accetta di distruggere le ultime settecento copie della fanzine incriminata, scansando così una denuncia. Per il futuro, Pavis gli impone di sottoporre la fanzine al capitano della squadra prima di distribuirla ufficialmente…una forma di censura preventiva degna di miglior causa, ma che illustra bene la tensione crescente fra club e fanzine indipendenti.
Si arriva addirittura all’intervento della polizia…succede a Torquay, in occasione di un match contro il Grimsby. I tifosi ospiti si portano dietro la loro Sing When We’re Fishing ma la polizia interrompe la vendita, accusandoli di ‘spacciare’ programmes falsi, di infrangere il copyright o addirittura di essere predicatori non autorizzati.
A Swansea sono gli steward a giocare la parte del leone; minacciano, intimano, spesso strappano ai tifosi i pacchi di fanzine in procinto di essere distribuite fuori dallo stadio, spalleggiati dalle autorità locali che vietano in zona stadio la vendita di qualunque articolo diverso dal gelato.
I piccoli club e molti club non-league non fanno eccezione a questo desiderio di racconto e di partecipazione: per tutte vale la storia del Chorley, che nel 1989 bandisce ufficialmente la fanzine Two For Joy, adducendo presunti attacchi ad altri club e critiche al board della Conference. Ciò non impedì allo speaker dello stadio di annunciare orgogliosamente il numero successivo della fanzine, non è noto il suo destino dopo quest’atto di insubordinazione…
In definitiva si è trattato di una stagione complessa, di cambiamento, di un calcio ancora fondamentalmente genuino pur nei tanti problemi di quegli anni. I tifosi riversarono nelle Fanzine la loro voce, anche se molti di quelli che dirigevano il carrozzone non avevano nessuna voglia di ascoltarla…



