8 febbraio 2026

ROBERT MAXWELL. "UNA SPIA AL DERBY COUNTY" di Max Troiani

Robert Maxwell è stato un magnate dell'editoria britannica che ha legato il suo nome al
Derby County tra il 1984 e il 1991. Intervenne in un momento critico, salvando il club dal fallimento imminente grazie a un'iniezione di capitali che estinse i debiti con il fisco. 
Sotto la sua proprietà, il club visse una rinascita sportiva fulminea, passando dalla Third Division alla massima serie (First Division) in soli tre anni, grazie anche all'acquisto di campioni come Peter Shilton, Dean Saunders e Mark Wright.
Tuttavia, la sua gestione fu estremamente controversa e segnata da un forte egocentrismo. Maxwell, che possedeva contemporaneamente anche l'Oxford United, impose il proprio nome come sponsor sulle maglie del Derby e minacciò ripetutamente di lasciare la società se i tifosi non avessero risposto con maggiore entusiasmo allo stadio. Il suo stile autoritario e i sospetti conflitti d'interesse crearono tensioni costanti con la Football League.
Il legame si interruppe nel maggio 1991, quando Maxwell vendette il club a un consorzio locale pochi mesi prima della sua misteriosa morte in mare. Solo dopo la sua scomparsa emerse il colossale scandalo finanziario legato al furto dei fondi pensione dei suoi dipendenti; fortunatamente, la cessione tempestiva del Derby County permise al club di non essere trascinato nel crack del suo impero mediatico, salvaguardando la sopravvivenza della storica squadra inglese.
Maxwell era anche il padre di Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 per traffico sessuale di minori nel caso legato a Jeffrey Epstein. Ghislaine era la sua figlia prediletta, tanto che battezzò il suo yacht di lusso Lady Ghislaine in suo onore.

A lungo sospettato di essere una risorsa del KGB sovietico, grazie a un accesso privilegiato ai leader del Cremlino e al monopolio sulla diffusione della scienza russa in Occidente tramite la sua Pergamon Press. Documenti del National Archives britannico confermano che i servizi segreti lo tenevano sotto stretta sorveglianza sin dagli anni '50 come potenziale agente d'influenza. Agiva come un intermediario oscuro, sfruttando i suoi canali mediatici per ammorbidire l'immagine dell'URSS in cambio di favori economici. La sua morte misteriosa nel 1991 e i legami con il software di spionaggio PROMIS hanno alimentato la tesi che fosse un agente "triplo", fedele solo al proprio potere. Recentemente, indagini sui contatti del clan Maxwell con figure legate all'intelligence russa hanno riacceso il dibattito sulla sua natura di spia.
di Max Troiani

FIRST Division🇬🇧, il calcio inglese di una volta..

Il fascino dei vecchi piccoli stadi, le pinte al pub con gli amici, il match programme della partita, le ends che si muovevano ondeggiando ai goals della propria squadra, il pallone 18 panels rigorosamente bianco, il portiere con la maglia verde ed i pantaloncini come quelli dei compagni, il profumo forte degli hot dog con cipolla nei dintorni dello stadio oppure l'amarissimo Bovril, per i più "vecchi" i rumorosissimi turnstiles oppure.. i totalisator a lato dei campi di gioco? atmosfera unica, irripetibile..

Ecco FIRST Division, un punto di riferimento di chi ha vissuto tutto questo e chi lo sogna..


7 febbraio 2026

FIRST Division. Football & cultura britannica. Dove la storia del calcio inglese si scrive tra una pinta al pub, l'odore del Bovril e il brivido delle vecchie terraces.

6 febbraio 2026

MONACO 1958 di David Peace (Il Saggiatore), 2024


David Peace torna a raccontare attraverso il calcio la Gran Bretagna del dopoguerra, i suoi incubi e i suoi fantasmi, i suoi traumi e le sue rinascite. Monaco 1958 è il romanzo della più grande tragedia dello sport inglese: l’inno a una generazione che riuscì a risorgere dal lutto collettivo e a trascinare con sé un intero paese verso una nuova epoca.

Il pomeriggio del 6 febbraio 1958, durante il decollo, il volo British European Airways 609 si schianta sulla pista di Monaco di Baviera. A bordo c’è la squadra in trasferta del Manchester United e i giornalisti che la accompagnano: venti passeggeri muoiono nell’incidente; i superstiti vengono ricoverati nell’ospedale più vicino, molti in condizioni critiche, compreso l’allenatore Matt Busby. La disgrazia sconvolge profondamente l’intero Regno Unito, anche perché il Manchester United, con la sua rosa di giovani e geniali giocatori, i «Busby Babes», è una delle squadre più amate e seguite.

Attorno a queste vite David Peace compone un canto di luce e ombra, che dai rottami fumanti sulla pista di Monaco riecheggia fino all’erba calpestata dei campi di gioco, passando per stanze di ospedale, spogliatoi, camere ardenti, strade in lutto e stadi gremiti di tifosi. Pagina dopo pagina, la catastrofe vissuta da un’intera nazione si frammenta e si moltiplica nel flusso delle voci individuali: i timori dei superstiti di non poter più giocare, il dolore delle famiglie nei molteplici, ininterrotti funerali, le preghiere e le speranze dei tifosi e, sopra a tutto, il rimorso e i dubbi dell’assistente di Busby, Jimmy Murphy, costretto a mettere insieme una squadra d’emergenza con le riserve e i giovani dello United. Perché il campionato non si ferma mai. Ma anche perché talvolta il pallone è una necessità; l’unica cosa cui aggrapparsi per andare avanti.
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