5 ottobre 2026

"LEAGUE CUP 1972. Il ballo degli underdog" di Stefano Salerno


La portata di quell’accoglienza offri probabilmente la misura esatta dell’impresa e del suo significato nella storia del club e della città di Stoke on Trent. Si trattò di un percorso di otto miglia e mezzo effettuato a bordo di un vecchio autobus della Lymer che prese il via da Barlaston, dove 5.000 tifosi attesero il treno della squadra, per poi toccare Rough Close, dove erano presenti 20.000, sommati agli altri durante il tragitto, si pensa che siano stati oltre 300.000 i tifosi che omaggiarono un impresa. Accadde nel marzo 1972 e rappresentò l’ennesima pagina epica del decennio d’oro della First Division. 
Il segreto dello Stoke City risiedeva nel loro allenatore, Tony Waddington,che creò il famoso “Working man’s ballet” (il balletto della classe operaia). Nonostante Stoke-on-Trent fosse una dura città industriale famosa per le sue fabbriche di ceramica, lui pretendeva che la sua squadra giocasse un calcio elegante e spettacolare,per dare gioia e bellezza ai lavoratori che riempivano il Victoria Ground. Waddington amava scommettere su giocatori di talento che sembravano smarriti o etichettati come “problematici”. Jimmy Greenhoff, George Eastham e Peter Dobinge e puntare su un mostro sacro Gordon Banks – ormai prossimo alla conclusione della sua gloriosa carriera in nazionale.

In realtà,lo Stoke era una buona squadra come dimostrò nel cammino per la finale: 11 turni e una semifinale epica contro il West Ham decisa al 4 replay con Bobby Moore in porta che paro’ anche un rigore per gli Hammers. La finale della League Cup si disputò nel marzo 1972 a Wembley gremito dai consueti 100.000 spettatori di cui oltre 35.000 venuti da Stoke di fronte il Chelsea. Il Chelsea era il grande favorito, avendo vinto la FA Cup e la Coppa delle Coppe nelle due stagioni precedenti, mentre lo Stoke l’underdog che puntava a conquistare il suo primo trofeo importante.
Conroy portò in vantaggio lo Stoke nelle fasi iniziali, ma il Chelsea pareggiò i conti con Peter Osgood poco prima dell’intervallo. Lo Stoke trovò il gol decisivo grazie a Eastham nella ripresa, ponendo fine a un’attesa di 109 anni per un trofeo di prestigio, facendo sognare la città dei “Potters”. da https://www.instagram.com/shark_1963_

"DAL MERSEY AL TYNE: IL FOOTBALL NEL NORD DELL’INGHILTERRA" di Luca Di Lullo (Urbone), 2026


Esiste un’Inghilterra del football lontana dalle luci di Londra, dai grandi club di Manchester e dal richiamo universale di Liverpool. È l’Inghilterra del Nord: ruvida, orgogliosa, segnata dalla rivoluzione industriale e legata alle proprie squadre da un sentimento che attraversa intere generazioni.
Nell’estate del 2025 Luca Di Lullo e il suo inseparabile compagno di viaggio Andrea partono alla scoperta di questo mondo. Dal Mersey al Tyne, tra il Mare d’Irlanda e il Mare del Nord, incontrano città, stadi, tifosi e tradizioni che raccontano l’anima più autentica del calcio inglese. Da Blackpool a Bolton, passando per Huddersfield, York, Scarborough, Middlesbrough, Sunderland, Newcastle, Carlisle, Lancaster, Bradford, Blackburn e Preston: tredici tappe nelle quali il football si intreccia con la storia, la cultura, il paesaggio e la vita quotidiana. Vecchie gradinate, pub, maglie, leggende, rivalità, fabbriche scomparse e comunità che continuano a riconoscersi nei colori di un club. Ogni città ha una voce e una guida pronta ad accompagnare i due viaggiatori dentro il proprio passato, tra imprese sportive, personaggi indimenticabili e piccoli racconti capaci di restituire dignità anche alla periferia dell’Impero.
Dal Mersey al Tyne non è soltanto un libro sul calcio. È un viaggio sentimentale nell’Inghilterra che resiste al tempo e ai cambiamenti, dove gli stadi custodiscono la memoria collettiva e il football resta appartenenza, identità e destino.
Perché certi viaggi non finiscono quando si arriva, ma quando si comincia a raccontarli.
Prefazione di Roberto Beccantini

2 ottobre 2026

FIRST Division🇬🇧, il calcio inglese di una volta..

Il fascino dei vecchi piccoli stadi, le pinte al pub con gli amici, il match programme della partita, le ends che si muovevano ondeggiando ai goals della propria squadra, il pallone 18 panels rigorosamente bianco, il portiere con la maglia verde ed i pantaloncini come quelli dei compagni, il profumo forte degli hot dog con cipolla nei dintorni dello stadio oppure l'amarissimo Bovril, per i più "vecchi" i rumorosissimi turnstiles oppure.. i totalisator a lato dei campi di gioco? atmosfera unica, irripetibile..

Ecco FIRST Division, un punto di riferimento di chi ha vissuto tutto questo e chi lo sogna..


25 settembre 2026

FIRST Division. Football & cultura britannica. Dove la storia del calcio inglese si scrive tra una pinta al pub, l'odore del Bovril e il brivido delle vecchie terraces.
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