12 febbraio 2026

"PLAY UP POMPEY" di Massimo Zannotti

Salve, mi chiamo Massimo da Livorno, 53 anni appassionato del “calcio a punta di dito”, infatti ho una pagina facebook chiamata “Il subbuteo di Highlands 19” e sono innamorato del football inglese. Per quale squadra tifo??

Non essendo nato in terra di Albione, sceglierne una non è stato facile, la prima fu l’Aston Villa in onore della band dei Duran Duran nativi di Birmingham che ascolto dagli anni 80, con tanto di acquisto di sciarpa. La prima partita british vista dal vivo è stato il Leeds United che in un turno di coppa contro una squadra israeliana l'Hapoel Tel-Aviv giocò a Firenze, aveva giocatori del calibro di Given, Harte, Dorigo, Kewell, Viduka e Smith, non male, ma entrambe si sono rivelati  “amori estivi”Poi nel 2010 ero in ferie a Eastbourne dove vive una mia cugina, le chiesi quale città visitare e mi indicò Brighton e Portsmouth, feci il biglietto per quest'ultima con destinazione Harbour, poi quando dall'altoparlante annunciarono “the next stop Fratton Park” ebbi un sussulto, guardai fuori dal finestrino e vidi i riflettori, decisi di scendere e qui mentre mi avvicinavo avevo le gambe che mi tremavano, cosi come la voce quando chiamai un mio amico per raccontare dov'ero, riuscii a strappargli una promessa, bisogna venire a vedere una partita e cosi facemmo nell’ aprile 2010. Era l'ultima in casa, già retrocessi ma con i tifosi che chiedevano autografi ai giocatori, rammento Kanu e il portiere James, che atmosfera!! La partita fu un tifo continuo, nessuna contestazione, due settimane dopo c'era da giocarsi la finale di Fa Cup con il Chelsea (poi vinta 1-0 dai blues di Londra). Ricordo che vinse 2-1 l'Aston Villa (coincidenza?) e quando fu fischiato un penalty per i Clarent & Blue urlai: "James right,right!!!" chiaramente non mi senti ma si tuffò a destra e lo respinse. La famigliola nella fila davanti a noi, composta da babbo, due figli e nonno, si girò verso di noi porgendo la mano per un gimme five.

Da quella data ho attivato le notifiche ed anche se le stagioni seguenti sono state un calvario che ha visto i pompey retrocedere fino alla League Two, per colpa di amministrazioni pirata, prima di essere comprata dai tifosi e piano piano risalire fino alla championship l'amore per questi colori si fa sentire e negli ultimi tre anni, grazie al buon Fabio Del secco che conoscete ho sottoscritto l'abbonamento alla piattaforma "ifollow" e cosi, sono stato fino allo scorso maggio, incollato alla tv con tanto di maglia, sciarpa e tatuaggio in mostra.

Non l'ho rinnovato nella stagione in corso perché sono impegnato nei weekend con i ragazzi under 18 dell’Orlando Calcio Livorno e praticamente vedevo solo i turni infrasettimanali ma nè distanza e nè km possono affievolire questa passione, perché come mi piace pensare, sono stato scelto per tifare questi colori e ne vado fiero…Play up Pompey!!

10 febbraio 2026

"ARRIVEDERCI LONDRA" di Enrico Franceschini (Baldini & Castoldi), 2026


Sono dodici giornalisti europei: un italiano, un francese e uno spagnolo, una tedesca, un’austriaca e una danese, e così via, ciascuno prigioniero degli stereotipi nazionali, come in certe barzellette politicamente scorrette, ma uniti dall’amore per Londra, dove abitano e lavorano da anni. Considerano la metropoli sul Tamigi, sfavillante, multiculturale, globalizzata, come una New York d’Europa e ci si sentono perfettamente a casa. Finché un giorno arriva il referendum sulla Brexit, l’equivalente di un tradimento coniugale: l’amara scoperta che gli inglesi, decidendo di uscire dall’Unione Europea, li hanno ripudiati. La delusione diventa rabbia e poi, quando uno di loro subisce un’aggressione xenofoba, si trasforma in desiderio di vendetta: da quel momento decidono di dare una lezione collettiva ai brexitiani, augurandosi che contribuisca a fare cambiare idea al Regno Unito sul divorzio dal continente. Dapprima organizzano una serie di scherzi atroci, quindi passano alle maniere forti: messo da parte il computer su cui scrivono gli articoli, iniziano una caccia indiavolata alle categorie più fieramente euroscettiche all’ombra del Big Ben. Con il passare dei mesi gli incidenti si moltiplicano, Scotland Yard assegna le indagini a un’ispettrice con l’acume di Miss Marple e a un sergente con la pigrizia di Poirot, mentre si avvicina il momento fatidico in cui la Brexit deve entrare in vigore. La sporca dozzina di corrispondenti esteri riuscirà a scongiurarla? Oppure verranno scoperti, arrestati, sbattuti in prigione? Una dark comedy sulla surreale pagina di storia che dieci anni fa ha diviso l’Europa. Un giallo semiserio sulla speranza che, parafrasando una vecchia battuta, la nebbia sulla Manica non isoli per sempre l’Inghilterra. Il romanzo della Brexit.

8 febbraio 2026

ROBERT MAXWELL. "UNA SPIA AL DERBY COUNTY" di Max Troiani

Robert Maxwell è stato un magnate dell'editoria britannica che ha legato il suo nome al
Derby County tra il 1984 e il 1991. Intervenne in un momento critico, salvando il club dal fallimento imminente grazie a un'iniezione di capitali che estinse i debiti con il fisco. 
Sotto la sua proprietà, il club visse una rinascita sportiva fulminea, passando dalla Third Division alla massima serie (First Division) in soli tre anni, grazie anche all'acquisto di campioni come Peter Shilton, Dean Saunders e Mark Wright.
Tuttavia, la sua gestione fu estremamente controversa e segnata da un forte egocentrismo. Maxwell, che possedeva contemporaneamente anche l'Oxford United, impose il proprio nome come sponsor sulle maglie del Derby e minacciò ripetutamente di lasciare la società se i tifosi non avessero risposto con maggiore entusiasmo allo stadio. Il suo stile autoritario e i sospetti conflitti d'interesse crearono tensioni costanti con la Football League.
Il legame si interruppe nel maggio 1991, quando Maxwell vendette il club a un consorzio locale pochi mesi prima della sua misteriosa morte in mare. Solo dopo la sua scomparsa emerse il colossale scandalo finanziario legato al furto dei fondi pensione dei suoi dipendenti; fortunatamente, la cessione tempestiva del Derby County permise al club di non essere trascinato nel crack del suo impero mediatico, salvaguardando la sopravvivenza della storica squadra inglese.
Maxwell era anche il padre di Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 per traffico sessuale di minori nel caso legato a Jeffrey Epstein. Ghislaine era la sua figlia prediletta, tanto che battezzò il suo yacht di lusso Lady Ghislaine in suo onore.

A lungo sospettato di essere una risorsa del KGB sovietico, grazie a un accesso privilegiato ai leader del Cremlino e al monopolio sulla diffusione della scienza russa in Occidente tramite la sua Pergamon Press. Documenti del National Archives britannico confermano che i servizi segreti lo tenevano sotto stretta sorveglianza sin dagli anni '50 come potenziale agente d'influenza. Agiva come un intermediario oscuro, sfruttando i suoi canali mediatici per ammorbidire l'immagine dell'URSS in cambio di favori economici. La sua morte misteriosa nel 1991 e i legami con il software di spionaggio PROMIS hanno alimentato la tesi che fosse un agente "triplo", fedele solo al proprio potere. Recentemente, indagini sui contatti del clan Maxwell con figure legate all'intelligence russa hanno riacceso il dibattito sulla sua natura di spia.

FIRST Division🇬🇧, il calcio inglese di una volta..

Il fascino dei vecchi piccoli stadi, le pinte al pub con gli amici, il match programme della partita, le ends che si muovevano ondeggiando ai goals della propria squadra, il pallone 18 panels rigorosamente bianco, il portiere con la maglia verde ed i pantaloncini come quelli dei compagni, il profumo forte degli hot dog con cipolla nei dintorni dello stadio oppure l'amarissimo Bovril, per i più "vecchi" i rumorosissimi turnstiles oppure.. i totalisator a lato dei campi di gioco? atmosfera unica, irripetibile..

Ecco FIRST Division, un punto di riferimento di chi ha vissuto tutto questo e chi lo sogna..


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