22 settembre 2026

FANZINE. "STREET FIGHT" di Giacomo Mallano


Nell’ultimo numero di WSC (quanto ci vorrebbe della stampa calcistica così in Italia…) è presentato un libro particolarmente originale, tutto dedicato a tracciare la storia delle mitiche Fanzine ed a mapparne per quanto possibile la produzione nel loro periodo d’oro, fra anni ’80 e ’90.


La storia racconta che gli anni ’80 sono stati il punto più basso per il tifoso britannico: demonizzato come hooligan, costretto ad assistere a partite mediocri in stadi fatiscenti (Bradford? Hillsborough?), ghettizzato in patria (dopo l’Heysel). In questo contesto poco incoraggiante, alcuni si abbandonano effettivamente alla violenza come quotidianità dell’esperienza calcistica, tanti altri però scelgono un’altra strada per fare la rivoluzione, e si mettono a sfornare Fanzine.

Il fenomeno cresce rapidamente per emulazione, i continui movimenti di tifosi portano su e giù per il Regno Unito i primi pioneristici esperimenti di racconto indipendente, scanzonato e spesso caustico del calcio, quasi ogni tifoseria organizza la propria personale Fanzine (e molto spesso sono più di una). 

Diventa un movimento popolare, un modo di essere e di vivere il calcio, una voce libera e non istituzionale, messa nera su bianco in concorrenza con la stampa ‘di regime’ ed anche con la comunicazione ufficiale del club, veicolata dal match programme.

La Fanzine è auto-prodotta, con il suo caratteristico formato A5, la stampa in bianco e nero e la pinzatura centrale, ed è venduta fuori dallo stadio, spesso ‘in concorrenza’ proprio con il Programma ufficiale.

Se ci mettiamo anche i contenuti spesso corrosivi, satirici, critici, lo scontro con il ‘Palazzo’ diventa inevitabile. Molte fanzine vengono bandite dai club, i loro responsabili spesso minacciati di non poter più accedere allo stadio, non mancano le denunce e insomma il sistema, ai minimi storici di credibilità verso il mondo esterno, non gradisce assolutamente una ulteriore voce critica dall’interno.

Il libro di Daniel Gray racconta questa romantica avventura di tifo e di libertà, in un mondo ancora completamente analogico in cui la carta domina la comunicazione, ricercando in profondità negli archivi e intervistando i protagonisti di quella stagione, per restituire un racconto originale e tanto suggestivo per i nostalgici del calcio che fu.

Racconta per esempio di quando Brian Clough, all’inizio degli anni ’90 si imbatte nella sua edicola di fiducia in uno stand pieno di Tre Tricky Tree, una fanzine pubblicata dai tifosi del Forest, che si era permessa addirittura di metterne in discussione la leadership. Dapprima minaccia l’edicolante di sospendere tutti i suoi abbonamenti se non smetterà di vendere quella roba…al rifiuto reciso dell’edicolante, compra tutta la pila di fanzine e la scaraventa in un cestino…

Oppure c’è il caso del Notts County, il cui chairman dell’epoca Derek Pavis convoca gli editor della fanzine The Pie Saw per un incontro chiarificatore insieme con una rappresentanza della squadra. Oggetto del chiarimento una serie di indiscrezioni e gossip pubblicati nell’ultimo numero della fanzine, che avevano particolarmente destabilizzato la squadra. Alla fine si trova un accordo: Cooke (il responsabile della pubblicazione) accetta di distruggere le ultime settecento copie della fanzine incriminata, scansando così una denuncia. Per il futuro, Pavis gli impone di sottoporre la fanzine al capitano della squadra prima di distribuirla ufficialmente…una forma di censura preventiva degna di miglior causa, ma che illustra bene la tensione crescente fra club e fanzine indipendenti.

Si arriva addirittura all’intervento della polizia…succede a Torquay, in occasione di un match contro il Grimsby. I tifosi ospiti si portano dietro la loro Sing When We’re Fishing ma la polizia interrompe la vendita, accusandoli di ‘spacciare’ programmes falsi, di infrangere il copyright o addirittura di essere predicatori non autorizzati.

A Swansea sono gli steward a giocare la parte del leone; minacciano, intimano, spesso strappano ai tifosi i pacchi di fanzine in procinto di essere distribuite fuori dallo stadio, spalleggiati dalle autorità locali che vietano in zona stadio la vendita di qualunque articolo diverso dal gelato.

I piccoli club e molti club non-league non fanno eccezione a questo desiderio di racconto e di partecipazione: per tutte vale la storia del Chorley, che nel 1989 bandisce ufficialmente la fanzine Two For Joy, adducendo presunti attacchi ad altri club e critiche al board della Conference. Ciò non impedì allo speaker dello stadio di annunciare orgogliosamente il numero successivo della fanzine, non è noto il suo destino dopo quest’atto di insubordinazione…

In definitiva si è trattato di una stagione complessa, di cambiamento, di un calcio ancora fondamentalmente genuino pur nei tanti problemi di quegli anni. I tifosi riversarono nelle Fanzine la loro voce, anche se molti di quelli che dirigevano il carrozzone non avevano nessuna voglia di ascoltarla…

21 settembre 2026

FIRST Division. Football & cultura britannica. Dove la storia del calcio inglese si scrive tra una pinta al pub, l'odore del Bovril e il brivido delle vecchie terraces.

17 settembre 2026

"IL RITORNO DEL DERBY DEL TAMIGI, SIMBOLO ETERNO DI STORIA, LEGGENDA e TRADIZIONE" di Gianluca Sardi


Fra qualche ora i cancelli dello stadio The Den riapriranno i battenti per ospitare il centesimo derby del grande fiume, la sfida plurisecolare tra Millwall e West Ham che sarà disputata per la centesima volta in gare ufficiali.
I padroni di casa si presenteranno all'appuntamento con una gran voglia di ben figurare e di portare a casa un risultato positivo, sebbene si trovino costretti ancora una volta a fare i conti con diverse defezioni. Occorrerà ripartire dai primi 45 minuti del turno infrasettimanale al Riverside Stadium di Middlesbrough, nel corso dei quali gli uomini di Alex Neil hanno dimostrato di poter competere contro chiunque se riescono a mettere in campo abnegazione, disciplina e un'elevata concentrazione.
Sull'altra sponda del Tamigi, gli Hammers si presenteranno all'appuntamento di sabato dopo la dolorosa eliminazione in Carabao Cup da parte del Fulham (dopo una prestazione comunque positiva), ma con alla spalle un'ottima serie di risultati positivi in Championship. Il campionato non era iniziato nel migliore dei modi per la compagine di East London (con la sconfitta casalinga nel derby contro il Charlton che aveva provocato parecchia delusione tra i tifosi), ma ora Bowen e compagni sembrano aver intrapreso la strada giusta.
Come sappiamo, però, il derby sfugge a ogni pronostico e, pertanto, ci si aspetta un match davvero spettacolare, in campo così come sugli spalti. L'attesa in città è spasmodica.

Nei quartieri a sud e a est della capitale britannica i cittadini locali sono già alle prese con i preparativi per il derby. Chi corre ad acquistare le maglie da gioco nei rispettivi club shop, chi decide di cucire a mano delle sciarpe proprio per l'occasione, chi sta pianificando un'abbondante colazione a base di jellied eels (le anguille in gelatina, un tradizionale piatto della Londra Vittoriana) e patate arrosto. Il grande fiume sembra guardare sornione lo scorrere degli eventi, anche se anch'egli sembra lasciarsi trasportare dalla febbrile attesa della gara del decennio, come dimostrano le ondate impetuose che a tratti s'infrangono su Greenland Dock, a due passi dallo stadio. Il derby del Porto torna dopo più di quattordici anni e la posta in palio è davvero molto elevata. Viverlo in prima persona è un privilegio assoluto, e poterlo fare con alcuni amici italiani appassionati del calcio inglese e del Millwall, come Gianluca Antelli, Umberto Bernardo e Marco Zaccaria renderà la giornata ancora più emozionante.

Anche i quartieri che si trovano a una distanza significativa da The Den o dal London Stadium stanno vivendo queste ore con profonda passione. Ad esempio, per le vie di Marylebone e Fitzrovia, alcuni residenti più anziani assicurano che saranno presenti allo stadio Sabato. Questo perché diversi di loro si appassionarono al Millwall negli settanta dello scorso secolo, quando l'imprenditore di sangue italiano Peter Martinelli entrò nel Board of Directors del Millwall. Il Fitzroy Cafè, che era sito all'angolo fra Warren Street e Fitzroy Street, a due passi dalla leggendaria Fitzroy Square (una delle piazze più affascinanti del mondo, che consiglio a tutti di visitare al tramonto per lo spettacolare gioco di luci prodotto dal riflesso delle ombre degli edifici sui giardini della piazza), era un ritrovo abituale della comunità locale e degli studenti dei college della University of London, e la famiglia Martinelli, proprietaria dello storico locale, era stata tra le prime a Londra a diffondere la specialità della cucina italiana. L'Academy of Anglo-Italian Comparative Law and Bioethics ha sempre tenuto vivo il ricordo del compianto Peter Martinelli, venuto a mancare nel 2017, anche attraverso l'organizzazione della storica prima visita ufficiale a The Den dell'Ambasciata Italiana a Londra, tenutasi quest'anno in una data estremamente importante, ovvero quella che celebra la ricorrenza dell'Unità d'Italia, il 17 di Marzo. È stata davvero una piacevolissima sorpresa trovare degli appassionati del Millwall anche qui a Fitzrovia, che, come ben sanno gli amici Max Troiani e Alberto Zingales, vede una predominanza di tifosi dell'Arsenal, dato che il quartiere si trova a circa dieci minuti di metropolitana (e, per gli amanti delle passeggiate londinesi, a meno di un'ora a piedi) dal vecchio sito di Highbury e dall'Emirates Stadium.
Come ha dichiarato più volte l'amico milanese Antonio Marchese su Il Calcio a Londra, il sostegno delle rispettive tifoserie potrà fare la differenza nel derby. Speriamo davvero che The Den possa farsi sentire e spingere il Millwall a disputare una gara di cui essere orgogliosi. Per le ragazze e i ragazzi delle estates di Bermondsey, Rotherhithe, Lewisham, New Cross e Kennington. Per l'ex Presidente Jeff Burnige, che sta combattendo la sua battaglia più difficile. Per John Berylson, Peter Martinelli, Harry Cripps, Barry Kitchener, Ian Pratt, Tommy Blackmore, Matty Sarkic, John Cooper, Justin Warrington, Martin Tamplin, Giorgia Spettoli, Richard Gardiner e per tutti coloro che guarderanno la partita da lassù. Anche e soprattutto per loro. Buon derby a tutti e...come on you lions!!!

15 settembre 2026

"HOLLOWAY ROAD. Una ragazza italiana nella Londra degli anni ’80" di Lea Bardi, 2026


Una ragazza italiana nella Londra degli anni ’80. Una città elettrica, dark, indimenticabile.
Nel 1980 Lea ha ventidue anni e la certezza che, se resterà a Genova, finirà per vivere una vita che non le appartiene. Parte per Londra con pochi soldi, un inglese incerto e il desiderio di essere altrove, diversa, libera.
La città che la accoglie non è quella delle cartoline. È una Londra cosmopolita ma dura, inquieta, segnata dalla disoccupazione, dagli scioperi, dall’Inghilterra della Thatcher e da una violenza che ogni tanto affiora dove meno te l’aspetti: nelle strade, negli stadi, nelle crepe di una società che cambia e resiste al cambiamento.
Ma è anche una Londra giovane, notturna, elettrica, fatta di case condivise, locali underground, cineclub, incontri improvvisi, party che sembrano non finire mai e desideri capaci di spostare il confine di una vita. In quell’universo nuovo, l’incontro con Victoria apre per Lea uno spazio inatteso: quello in cui anche l’amore tra donne può uscire dal cono d’ombra e diventare parte della vita, con tutta la sua forza, la sua libertà e le sue conseguenze. Tra amicizie, incontri, amore e disincanto, Lea attraversa una Londra che sembra offrire tutto, ma a un prezzo altissimo. Intorno a lei passano gli eventi, le atmosfere e le contraddizioni degli anni Ottanta: la politica, la cultura giovanile, il femminismo, la scena LGBT, le paure collettive, l’AIDS e quella fame di libertà che apparteneva a un’intera generazione.
La colonna sonora che accompagna la sua storia attraversa un’intera stagione: dal punk rock al post-punk, dalla new wave alle suggestioni new romantic, in una città dove la musica non è solo sottofondo, ma appartenenza, linguaggio, promessa di trasformazione.
Holloway Road è un romanzo di formazione, amore e memoria: il racconto vivido di una giovane donna nella Londra sorprendente degli anni Ottanta, un salto nel passato per ritrovare lo spirito di un’epoca, la sua energia, le sue illusioni e le sue ferite.

Per chi quegli anni li ha vissuti, è un ritorno.
Per chi non c’era, è un modo per attraversarli come se fossero ancora vivi.
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