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29 gennaio 2026

"A SHEFFIELD il derby d'acciaio" di Damiano Francesconi



Nel mondo del calcio, da sempre, esiste un connubio che ha aggiunto a questo sport un qualcosa di unico e di magico. Quante volte si è sentito parlare di calcio e lo si è associato ad una questione sociale, nella fattispecie, proletaria?
“Football & Working Class” sono due elementi che riescono a dar vita ad una miscela, senza dubbio, caratteristica che crea un forte senso di appartenenza sia in senso sociale che in senso sociologico. Se ragioniamo con la mentalità del calcio moderno è lecito pensare che un senso di classe operaia non può essere assolutamente associato ai vari magnati e sceicchi che investono miliardi su di un club, perlopiù, per fini di marketing ed immagine; quindi, forse, oggi il calcio moderno, si può affermare, senza ombra di dubbio, che ha preso forti distanze dall'aspetto proletario dal quale questo nacque.
Ci sono posti e luoghi, però, dove l'essenza del proletariato ancora è il cuore pulsante di una città anche sportivamente parlando.
Ci troviamo in Inghilterra precisamente nella regione dello Yorkshire & Humber e, dirigendosi a sud della regione, South Yorkshire, ci si imbatte nella cosiddetta “Città di Acciaio” la protagonista del nostro articolo. Siamo a Sheffield.
Durante il XIX secolo Sheffield diventò famosa a livello internazionale per la produzione dell'acciaio appunto. Proprio lì si svilupparono molte innovazioni, inclusi il crogiolo e l'acciaio inossidabile, che portarono ad un'impennata della popolazione di quasi dieci volte durante la Rivoluzione industriale. Sheffield divenne ufficialmente una città nel 1893, ricevendo il suo statuto municipale. 
La città è cresciuta molto grazie alle sue forti radici industriali e ora si fonda su una base economica più ampia. Sorge su di un terreno di tipo collinare e, per questo motivo, è nota anche con il nome di "the city of seven hills" (la città delle sette colline). Il nome Sheffield lo si deve al fiume che attraversa la città: Sheaf.
Come detto la città ha sempre avuto un'impronta di tipo proletario e proprio questo senso di appartenenza od attitudine sociale è stata portata anche sui campi da calcio delle due squadre locali.
I due club sono lo Sheffield Wednesday, fondato nel 1867, e lo Sheffield United, fondato nel 1889. Il derby tra le due compagini ha il nome caratteristico di “Steel City Derby” proprio richiamando alla produzione d'acciai all'interno delle fabbriche presenti in città. Questo derby è considerato uno dei più affascinati, storici e sentiti di tutto il Regno Unito.
Lo Sheffield Wednesday è il club più antico tra le due compagini ed è caratteristico il suo nome perché quando venne fondato si chiamava “The Wednesday Cricket Club” la cui denominazione era dovuta al giorno in cui la squadra giocava i propri incontri: Mercoledì.
I colori sociali sono storicamente il bianco e blu ed il suo simbolo, il gufo, è dal 1956 lo stemma ufficiale del club da dove prende vita il soprannome: “Owls”.
Le partite casalinghe vengono disputate all'interno del famoso impianto Hillsborough Stadium. Questo divenne l'impianto ufficiale del club a partire dal 1899 quando, il Wednesday, abbandonò l'Olive Grove.

























Per quanto riguarda lo Sheffield United, questo venne fondato, come detto, nel 1889 con il nome di Sheffield United Cricket Club in quanto riuniva anche i club di cricket presenti in città. I colori del club sono il bianco e rosso ed ha come simbolo due spade incrociate dal quale deriva il soprannome del club, The Blades (lame). Le partite casalinghe vengono giocate in un altro storico impianto britannico, Bramall Lane. Questo impianto vanta la notorietà di essere il più antico stadio al mondo ancora in grado di ospitare partite di calcio professionistico.
Per quanto riguardano i palmarès dei due club, ad oggi, lo Sheffield Wednesday può vantare nove trofei in bacheca mentre, i cugini dello United, sono fermi a cinque trofei.
Il primo derby tra le due squadre venne giocato il 15 dicembre del 1890 ad Olve Grove (vecchio impianto degli Owls). 
Fu una partita amichevole dove lo Wednesday si impose sul neonato Sheffield United per 2-1. Il primo vero e competitivo Steel City Derby, invece, venne giocato il 16 ottobre del 1893 durante la stagione di First Division 1893-1894 dove si ebbe, come risultato finale, un pareggio per 1-1. I due club, dalle loro rispettive fondazioni, si sono scontrati spesso tra la prima divisione e la seconda divisone eccetto nelle stagioni 1979–80 e 2011–12 dove le due compagini si scontrarono addirittura nella terza divisione inglese.
Tra le indimenticabili partite tra i due club, la più famosa resta quella giocata a Bramall Lane  l'8 settembre del 1951 dove, lo United, s'impose sullo Wed per 7-3. 
Il Wednesday passò in vantaggio dopo appena novanta secondi con Thomas, ma i gol di Derek Hawksworth e Harold Brook hanno dato, allo United, la possibilità di ribaltare la situazione portandosi in vantaggio di 2 reti a 1 che sarebbe stato maggiore se McIntosh, portiere del Wed, non avesse parato un rigore a Fred Furniss.
Nella ripresa Dennis Woodhead pareggiò per gli Owls dopo sessanta minuti ma, in rapida successione, Alf Ringstead , Hawksworth, Ringstead di nuovo e Fred Smith andarono a segno per lo United. Infine, Woodhead dello Sheffield Wednesday, andò in rete prima del conclusivo settimo goal di Brookha per gli Blades. Dunque, il match, si concluse con un risonante 7–3 e, a fine stagione, nessuna delle due squadre venne promossa in Prima Divisone o retrocesse in Terza Divisione. Comunque sia questa partita rimase indelebile in questa rivalità e viene ricordata, ovviamente, con più piacere dai tifosi biancorossi dello Sheffield United.
Altra battaglia che viene ricordata negli annali di questo derby storico è quella che venne rinominata “The Boxing Day Massacre”
Questa partita venne giocata il 26 dicembre del 1979 e viene ricordata come la più grande e risonante vittoria dello Sheffield Wednesday. Si giocava in quel di Hillsborough (casa del Wed) e i due club militavano, addirittura, in Terza Divisione. Il match fu praticamente a senso unico con i padroni di casa che impartirono, ai rivali cittadini, una lezione di calcio. Grazie alle reti di Ian Mellor , Terry Curran , Mark Smith e Jeff King, gli Owls ebbero ragione sugli avversari per quattro reti a zero. Lo United, all'epoca di quella partita, era in testa alla classifica mentre il Wednesday era al quarto piazzamento in classifica. La vittoria dei bianco blu spinse, gli stessi, alla promozione. E' opinione diffusa pensare che, quella vittoria e quella promozione in Seconda Divisione, abbia plasmato le fortune dei prossimi venti anni per lo Wed, mentre lo United languiva nella Terza Divisione prima di essere retrocesso, addirittura, in Quarta Divisione.
Altro scontro leggendario fu quello giocato precisamente il 24 settembre del 2017. 
In quella stagione lo Sheffield United approdò dalla League One in Championship dove, ad attenderli, c'erano proprio i rivali dello Sheffield Wednesday i quali mancarono la promozione in Premier League perdendo ai play-off nella stagione 2016-2017. Quel giorno si giocava ad Hillsborough e quella stessa partita porta un nome simile a quella giocata il 26 dicembre del 1979. Quella partita viene ricordata come “The Bouncing Day Massacre”
Appena prese il via la partita, al terzo minuto, lo United si portò in vantaggio grazie alla rete su punizione di Fleck. Al 15' ecco un'altra rete per gli Blades siglata da Clarke che portò tutto Hillsborough in un silenzio assordante eccetto i tifosi biancorossi dello United atti a sbeffeggiare gli avversari. L'orgoglio Owls non si fece attendere ed ecco che, nei minuti di recupero della prima frazione di gara, arrivò il goal di Hooper che accorciò le distanze prima del fischio finale del primo tempo. Nella ripresa, ovviamente, lo Sheffiled Wednesday ha più fame anche perché, il risultato, li vede sotto di una rete. Al 65' arriva il tanto ambito goal del pareggio, siglato dal portoghese Lucas João, che fa letteralmente scoppiare di gioia tutto lo stadio a maggioranza Wed. Il calcio, però, lo sappiamo un attimo ti porta in paradiso per poi farti ripiombare nell'inferno. Mentre i tifosi padroni di casa dello Sheffield Wednesday sono presi dai festeggiamenti, sbeffeggiamenti verso gli avversari e saltelli in ogni settore dell'impianto...arriva la doccia gelata. Al minuto 67, esattamente due minuti dopo il pareggio, su di una verticalizzazione lo United passa nuovamente in vantaggio grazie alla rete di Duffy. Improvvisamente, sopra ad Hillsborough, cala il buio totale il quale, però, dà il via agli sfottò dei tifosi Blades verso i tifosi Owls. Siamo sul 2-3. Dieci minuti più tardi, al minuto 77, la vera esplosione di gioia dei tifosi “away”. Clarke si fa largo con la forza tra i due difensori del Wednsday, Lees e Van Aken, e a tu per tu con Westwood insacca per la rete del definitivo 2-4. I tifosi di casa dello Wednesday non possono far altro che osservare i tifosi rivali atti a sbeffeggiarli con cori di scherno quali: “your not bouncing anymore!” (non salti più!). 
Quella partita viene ricordata con gioia da parte dei tifosi United più che altro per la dinamica del match in sé. Le prese in giro da parte dei Blades arrivarono a tal punto di produrre magliette, felpe, tazze da tè, bottiglie e gadget vari con su scritto, appunto, “The Bouncing Day Massacre”.
L'altra partita che merita di essere ricordata fu quella giocata il 3 aprile del 1993 in occasione della semifinale di FA Cup. La Football Association decise che quel “Steel City Derby” dovesse giocarsi in campo neutro ad Elland Road (lo stadio del Leeds United) mentre, l'altra semifinale tra Arsenal e Tottenham, si dovesse disputare sempre in campo neutro ma a Wembley. 
I tifosi di Sheffield Wednesday e Sheffield United non furono d'accordo con questa decisione, in quanto, non capita tutti i giorni di andare a vedere i propri beniamini all'ombra delle due torri che vi erano nel vecchio Wembley. Grazie alla pressione dei tifosi, spalleggiati dalla rispettive società, alla fine la Football Assosation decise di far giocare la partita a Londra presso Wembley. Il match si concluse con la vittoria per 2-1 dello Sheffield Wednesday nei tempi supplementari. Quel giorno venne raggiunto un record di media spettatori con la cifra 75.364 tifosi presenti sugli spalti dell'impianto per eccellenza del Regno Unito.
Per quanto riguardano schermaglie tra le due tifoserie, va detto, che spesso è capitata qualche scazzottata ma il tutto non ha mai avuto un'ampia cassa di risonanza di episodi clamorosamente violenti. Si dice che le due tifoserie abbiano un tipo di rapporto feroce ma sano come gli stessi rispettivi club. Basti pensare che lo Sheffield Wednesday costituito, ricordiamo, nel 1867, giocava le sue partite a Bramall Lane fino al 1889 abbandonandolo, poi, a causa di una disputa sull'affitto. Per compensare la perdita di entrate, il Comitato Cricket prese la decisione di formare un'altra squadra di calcio, così fu fondato lo Sheffield United diventando, Bramall Lane, la casa di quest'ultimi.
I due club molto spesso hanno collaborato tra di loro in onore della città stessa. 
Nel 2011 presero parte alla conferenza congiunta chiamata “Supporting Sheffield” nella quale venne annunciata una comune sponsorizzazione, da parte dei due club, di aziende produttive locali della città di Sheffield. I due sponsor locali erano Westfield Health (un'organizzazione sanitaria no-profit) ed il Gilder Group (un concessionario di automobili).
Arrivati a questo punto penso sia doveroso fare delle riflessioni conclusive. Probabilmente con il calcio moderno che orbita, ormai, tutto attorno al denaro l'essenza di classe operaia associata al “mondo pallonaro” sta andando sempre più scemando. A Sheffield i tifosi dei due club ancora sono orgogliosi delle loro radici e del loro senso di appartenenza sociale. Questo lo si percepisce sia ad Hillsborough che a Bramall Lane dove, i rispettivi supporters, ogni settimana lavorano nelle fabbriche e nelle acciaierie della città e, quando arriva il weekend, ci sono soltanto gli Owls oppure i Blades. Tutto il resto non conta più. Anche se non sono tra i club più titolati d'Inghilterra, il loro senso di appartenenza, la loro passione, la loro sana rivalità vale, probabilmente, più di qualsiasi fuoriclasse che possa, un giorno magari, approdare ad una delle squadre.

Che sia Sheffield Wednesday o Sheffield United, che sia Owls oppure Blades, che sia bianco blu o bianco rosso...QUESTA E' SHEFFIELD!
di Damiano Francesconi

10 ottobre 2025

"UNITED vs WEDNESDAY. Il derby duro come l’acciaio di Sheffield" di Andrea Maggiolo (Bradipolibri), 2021

Al di qua del Canale della Manica in pochi sanno di che cosa si tratti. Invece a Sheffield lo Steel City Derby e lo Steel City Divide (la divisione della città tra opposte tifoserie) sono parte integrante del comune sentire dal 1890, quando le due squadre, in un freddo giorno di dicembre, si sono incontrate per la prima volta su un campo di calcio. La divisione delle tifoserie è oggi tutt'altro che "classista", non c’è politica o religione che tenga (a differenza, ad esempio, dell'Old Firm di Glasgow). Il derby è vita quotidiana. Ci sono tifosi del Wednesday che non mangiano lo streaky bacon, quello a strisce, perché gli ricorda la maglia dello United. Ci sono quelli che non menzionano né fanno riferimento ai loro rivali per nome, ma sempre e solo come "loro" o "l'altra parte". Le nuove generazioni si nutrono dei ricordi dei più anziani in attesa del prossimo incontro. Wednesday (Owls, i gufi biancoblu) contro United (Blades, le lame biancorosse). E' raro che a Sheffield un bambino appassionato di football tifi per Manchester United, Liverpool, Chelsea o Arsenal. Si va allo stadio, in tanti, si nasce e si cresce "red or blue", Wednesday o United. Una rivalità fiera, tosta, che pervade tutto nelle settimane che precedono e seguono i derby, e al cui interno sono state scritte emozionanti pagine di storia del football.Sheffield città industriale, la città "più brutta del mondo antico" secondo George Orwell. Più prosaicamente Steel City, la città dell'acciaio, mezzo milione abbondante di abitanti nel South Yorkshire. Per decenni le acciaierie di Sheffield sono state il simbolo e il cuore dell'Inghilterra operaia, quella del nord, da cui Londra a volte è lontanissima, sentimentalmente ancor più che geograficamente. L'acciaio di Sheffield è ancora oggi esportato in tutto il mondo, ma è il mondo a essere cambiato, ben più della sfida tra le due anime della città. United - Wednesday da più di un secolo non è una semplice partita di pallone. La città trasuda football: qui nel 1857 è stata fondata la prima squadra di calcio della storia, lo Sheffield Football Club, da sempre e orgogliosamente per sempre nelle divisioni inferiori. Qualche anno dopo sono arrivate Wednesday e United, che da 130 anni danno vita a uno dei derby più caldi, competitivi e sentiti del pianeta calcio.

19 settembre 2025

"MILLWALL vs WEST HAM. Il derby della working class londinese" di Luca Manes (BradipoLibri), 2014

A Londra sono le nove del mattino di una domenica di fine novembre.
Sulle strade semideserte della capitale inglese un cielo cupo da metter spavento distilla una pioggerellina quasi invisibile. Il freddo umido ti si attacca alle ossa senza pietà, non concedendoti nemmeno un istante di tregua. Mettere il naso fuori dall’uscio di casa è un’impresa da sconsigliare anche ai fanatici del jogging. C’è solo da compatire chi deve percorrere gli ampi viali del centro cittadino perché gli è toccato un turno di lavoro infame come il tempo nel cuore d’autunno.
È il caso dei tanti poliziotti, circa mille, impegnati nel servizio d’ordine di uno dei match più temuti del panorama calcistico inglese, se non mondiale: Millwall vs West Ham United

24 giugno 2025

"LOCAL DERBIES IN THE UK - Derby e rivalità nella terra di Sua Maestà" di Luca Garino & Indro Pajaro (Urbone), 2015

Prefazione di Luca Manes.
In questo volume analizzeremo le maggiori e più sentite rivalità calcistiche locali e regionali nel football d’Oltremanica, con un particolare occhio di riguardo a quelle presenti in Inghilterra.
Seguiremo una sorta di viaggio immaginario composto da venti tappe, ognuna delle quali tratterà uno specifica rivalità tra due club. Ciascun capitolo sarà composto di un’introduzione che spiegherà le cause e i motivi dei vari antagonismi calcistici, seguita da una sezione dedicata ad ognuna delle due contendenti nella quale verranno analizzate la nascita delle stesse, l’evoluzione dello stemma e della divisa da gioco, gli stadi adoperati nel corso della storia e la tifoseria al seguito della squadra.
Conosceremo la storia, gli aneddoti e le curiosità relative alle varie partite che verranno affrontate di volta in volta, con l’intento di mostrare come molte rivalità si ripercuotano non solo sul campo da gioco, ma spesso e volentieri anche nella vita cittadina.
Rimarremo affascinati dall’odio che contrappone Manchester United e Liverpool, faremo un passo indietro nel tempo per capire l’origine della faida tra Newcastle e Sunderland e ci spingeremo nell’estremo sud dell’Inghilterra per assistere a Southampton-Portsmouth. Esamineremo i principali derby di Londra, andremo a Birmingham per il Second City Derby, faremo una gita in Scozia per vivere le emozioni dell’Old Firm e approderemo pure in Championship, dove ci attende la faida tra due formazioni dal passato glorioso ma dal presente scarno di successi quali Derby County e Nottingham Forest.
Abbiamo omesso da questo libro alcune partite per una scelta legata sostanzialmente all’assenza di materiale da consultare oppure per via di antagonismi sportivi nati solamente negli ultimi anni. Il nostro intento, infatti, rimane quello di mostrare e scavare a fondo in quelle che vengono etichettate come «rivalità storiche del calcio britannico». Perché soprattutto in Inghilterra – dove il concetto di Support your local team raggiunge massimi livelli – molto spesso il calcio è molto più di un semplice sport.

20 giugno 2025

"THE HAMMERS AND THE LION" di Danilo De Nardis (Arduino Sacco Editore), 2013

Londra maggio 1926, lo sciopero generale s'insinua prepotente a turbare l'amore di due giovani e le vite delle rispettive famiglie. Il ragazzo rimane ucciso nel derby dell'East end pochi anni dopo, in circostanze misteriose. A molti anni dai drammatici eventi che portarono all'inevitabile scontro fratricida tra le due classi operaie e fazioni calcistiche, Matt, il figlio adolescente di Ron, ex capo della farm del West Jam, incontra April. 
Entrambi discendono dai personaggi coinvolti in quella primavera di fame e fuoco di ottant'anni prima; si piacciono e, forse, s'innamorano senza sapere nulla dei drammatici avvenimenti del passato...

30 maggio 2025

DUNDEE derby!

Il calcio è considerato lo sport più seguito in tutto il mondo. La sua storica patria, come ben sappiamo, è il Regno Unito. In terra d'albione vennero dati i primi calci ad un pallone, fondati i primi club calcistici, nacquero le prime rivalità e sorsero impianti sportivi sempre d'avanguardia ed al passo coi tempi.
























Proprio in merito alla questione “stadi”, talvolta la locazione della struttura può dar vita ad un vera e propria raccolta di storie e aneddoti riguardanti la squadra che vi ci gioca al suo interno oppure la rivale cittadina che vi ci gioca “away” ma neanche troppo.
C'è una città, in particolare, che più di tutte vive la stracittadina in maniera molto ravvicinata, nel vero senso della parola, in merito alle locazioni dei propri terreni di gioco.
Siamo in Scozia, sulla sponda nord dell'estuario del fiume Tay, precisamente sulla costa est dell'isola che dà sul Mare del Nord. Benvenuti nella quarta città più popolosa di tutta la Scozia. Benvenuti a Dundee.
I due club calcistici di riferimento, della città, sono il Dundee Fc ed il Dundee United mettendoli in ordine cronologico. La città di Dundee, famosa per le sue industrie tessili che producono juta, è nota, nel panorama calcistico, per avere gli stadi di proprietà dei due club che distano l'uno dall'altro circa, soltanto, 300 metri. Il Dens Park (Dundee Fc) ed il Tannadice Park (Dundee United) distano, soltanto, 5 minuti a piedi l'uno dall'altro.

























Sfogliando i Palmares delle due società risalta, da subito, all'occhio che entrambe non vantano un numero spropositato di trofei. Infatti, mettendoli a paragone, notiamo che vi è un “7 a 6”, nella sommatoria dei trofei alzati, per il Dundee Fc ai danni dei cugini Dundee United.
Cronologicamente nacque per primo, nel 1893, il Dundee Fc, mentre lo United venne fondato nel 1909 con il nome, inizialmente, di Dundee Hibernian da alcuni immigrati irlandesi. Il fatto di avere “fondamenta irlandesi”, però, non ha mai creato alcun tipo di problematica di carattere settario come è palese, invece, nell'Old Firm di Glasgow.
Diciamo che, la rivalità tra le due compagini, è un qualcosa che ha origine dal calcio, dai risultati sportivi delle due e lì vi finisce. Il tutto si rissume ad “odio sportivo” dove non vi sono motivazioni di gruppo o di quartiere (essendo appunto i due stadi dislocati nello stesso identico punto della città).
Il Dundee è stato per molto tempo il club di maggior successo, giocando più stagioni nella massima serie dei suoi rivali e vincendo un campionato di Scozia, una Coppa scozzese e tre coppe di lega prima dello United tra gli anni '40 e gli anni '60. Con l'arrivo degli anni '70/'80, sotto la guida di Jim McLean, il Dundee United iniziò a dire la sua anche a livello di trofei e, da lì, si accese di tanto la rivalità calcistica in città. Il Dundee United divenne, negli anni '80, una società attrezzata e tatticamente preparata sul campo, arrivando a vincere i loro primi tre trofei principali proprio nella vicinissima casa dei rivali, al Dens Park, inclusa una vittoria della Coppa di Lega, contro il Dundee, nel 1980. Il titolo di campione di Scozia del 1983 venne vinto, anche quello, al Dens Park. Nel 1994 lo United vinse la sua prima Coppa di Scozia e, la seconda, arrivò nel 2010. Così fancedo, si si mise “a paro” con il Dundee a livello di principali trofei vinti.
Per quanto riguarda, invece, la stracitadina vi è un numerico favorevole, di vittorie, per il Dundee United (78) a fronte delle vittorie del Dundee Fc (48). Il primo derby venne giocato il 21 novembre 1925 al Dens Park e andò in scena un, piuttosto triste come primo incontro, pareggio per 0-0.
Nel 1926 il Dundee Fc vinse entrambi i confronti, prima per 0-1 fuori casa e 5-0 tra le mura amiche. La prima vittoria, invece, per il Dundee United arrivò il 3 gennaio del 1927 per 1-0 a Tannadice Park, in casa.
Il derby di Dundee è sempre stato un match molto agguerrito sul piano dell'agonismo e, la voglia, di prevalere sull'avversario ha sempre dato vita a partite ricche di goal. Da ricordare vi è l'incontro valevole per i quarti di finale in League Cup, del 12 settembre del 1956, dove il Dundee trionfò per 7-3 ai danni dei cugini dello United. Ad oggi, quella partita, è ricordata per essere il confronto con la sommatoria più alta a livello di goal.
Diversi sono stati, anche, i calciatori che hanno “percorso” i soli 300 metri che dividono i due “quartier generali” per passare da una compagine all'altra. Da ricordare, su tutti, Scott Robertson il quale calcisticamente nacque al Dundee Fc e vi militò dal 2003 al 2008 per poi passare, nell'estate 2008, al Dundee United dove vi rimase per quattro anni. Ad oggi, il centrocampista scozzese originario, appunto, di Dundee, vanta più di 100 presenze con entrambi i club.
L'ultima curiosità di questo, tutto sommato, simpatico derby, è legata alle tifoserie delle due squadre. Da entrambi i fronti non vi è mai stato un vero e proprio gruppo organizzato od un qualche gruppo, cosiddetto, hooligans che abbia dato vita a delle schermaglie atte a difendere i propri vessilli, colori o simboli. La vera curiosità sta nel fatto che le due compagini (in riferimento al tifo) possiedono una, così chiamata, “Firm” combinata nota come “Dundee Utility” costituita, più che altro, per far fronte ai vari gruppi “Hools” delle due squadre di Glasgow, Edinburgo ed altre realtà più o meno violente. Vediamola così, vi è un fronte unico quando si tratta di difendere la propria città. Personalmente trovo affascinante questa cosa.
C'è da dire che siamo davanti ad una realtà molto “anomala” in merito alle rivalità legate al mondo del calcio. La città di Dundee è forse da considerare un esempio per quanto riguarda il saper vivere il calcio senza che nessuno si faccia realmente male. Vivere una rivalità solo nei limiti calcistici dove, quando entrambe le squadre stanno giocando in casa, da uno stadio all'altro partono cori di scherno o di prese in giro a distanza di soli 300 metri. Una realtà dove all'interno di una semplice famiglia di Dundee ci si divide, per andare allo stadio, soltanto quando si arriva alla strada che, appunto, divide i due impianti sportivi, Tannadice Street per la precisione. Una realtà dove se c'è da fare violenza legata al calcio (che serebbe il caso sempre di evitarla) ci si unisce in un fronte unico per difendere il proprio territorio. Una realtà in cui, nel giorno dello scontro tra le due squadre, “si dice” che i calciatori del Dundee United se giocavano in casa dei rivali del Dundee, in passato, andassero a cambiarsi al Tannadice Park per poi scendere in campo al Dens Park.
Diversi sono gli aneddoti calcistici legati a questa città e a questa rivalità un po' anomala. Una rivalità che, forse, non ha nulla di anomalo ma, semplicemente, vive di calcio in maniera più civile di tante altre città in giro per il mondo. Una “faida”, senza dubbio, esiste ma si racchiude tutta nei 90 minuti di gioco perchè, dopo tutto, per gli abitanti di Dundee è pane quotidiano questo derby di vicinato.
di Damiano Francesconi

5 maggio 2025

DERBY. La Contea Contesa (Ayrshire Derby)





























Se esiste un luogo nel mondo colmo di storia, tradizionalità e cultura non si può non parlare della Gran Bretagna. In quella terra anche i più remoti angoli nascosti hanno una storia da raccontare. Le storie, come è risaputo, sanno appassionare sempre i lettori. Sono quella spinta che, da sempre, tiene accesa la fiamma della curiosità e della scoperta di chi, oserei direi, vive di queste passioni.

In questo articolo si andrà alla scoperta di una storia legata al mondo del calcio in una delle contee, cosiddette, tradizionali dell'antica Caledonia. Ci troviamo in Scozia appunto e, più precisamente, nella contea dell'Ayrshire.
Situata a sud-ovest della Scozia, la contea dell'Ayrshire, possiede una delle terre più fertili per quanto concerne l'agricoltura e gli allevamenti. Storicamente parlando, nel castello di Turnberry, sembra abbia avuto i natali lo storico condottiero e Re scozzese Robert The Bruce.
Ma in una terra dove a far da padrone è l'agricoltura e l'allevamento dove si colloca il football? Ebbene in questo contesto rurale tipico della Scozia, vi sono due città ad avere la vetrina e lo scettro di città "industrializzate". Stiamo parlando di Kilmarnock e di Ayr. La prima è nota anche come KIllie ed è, ad oggi, la più densamente popolata della regione. La città, bagnata dal fiume Irvine, è sita nell'Ayrshire orientale ed è a metà strada tra Glasgow e la stessa Ayr. A proposito di quest'ultima, invece, Ayr è la più grande nel senso di ampiezza territoriale. La città è, perlopiù, un porto sulla Firth of Clyde posizionato nella zone meridionale dell'Ayrshire.

Le due città hanno, come ovvia tradizione d'oltremanica, le proprie squadre locali. I due club in questione sono il Klimarnock e l'Ayr United. Entrambi i club portano, con fierezza, il nome delle proprie rispettive città. Il Kilmarnock, nonostante non sia un club noto in Scozia per averdato filo da torcere alla due compagini di Glasgow, è comunque stata, come lo è a tutt'oggi, perennemente presente nella Scottish Premiership (massima divisione scozzese) ed ha, nonostante il poco blasone, cinque trofei in bacheca. Trattasi di un campionato, una coppa di Lega e tre coppe di Scozia.
L'Ayr United, al contrario, ha passato molto della sua storia facendo salti tra la massima serie scozzese, in verità non tantissime apparizioni, e le serie cadette, perlopiù in Championship (equivalente delle nostra serie B). A livello di palmarès non vi è altro se non trofei per il passaggio da una categoria cadetta ad una superiore.
Come il football, però, insegna quando si tratta di derby non vi è palmarès, blasone o notorietà che tenga. Al fischio d'inizio tutto si azzera e la singola battaglia avrà tutta una sua storia. Una nuova storia da essere raccontata.





















La prima partita si disputò il 14 settembre del 1910, nello stesso anno in cui si formò l'Ayr United (il Killie venne fondato anni prima nel 1869). Questa partita era valevole per la finale dell'antica e primissima competizione locale cosiddetta Ayrshire League nella stagione 1909–10 e finì con un pareggio 4–4. La prima vittoria, da parte di una delle due compagini, avverrà nell'anno successivo ad opera dell'Ayr United.
Ogniqualvolta i due club si trovano ad affrontarsi in un derby tutta la contea, praticamente si blocca, cittadini e tifosi di una piuttosto che dell'altra squadra altro non chiedono, ai propri beniamini, la vittoria. Ne vale l'onore, la faccia e la gloria fino al prossimo derby.
Storici incontri tra le due compagini si sono, spesso, svolti per via degli incroci nelle coppe nazionali. Questo a fronte, perlopiù, della differenza di categoria tra le due realtà calcistiche. Neanche a dirlo che tra gli incontri di campionato, Scottish Cup e Scottish League Cup lo scettro delle vittorie oggi è in mano al Klimarnock, ma guai a pensare ad un ampio divario statistico. Tutto sommato, al 2022, l'Ayr United ha conquistato un totale di 49 derby ed i Killie 59. C'è un divario di dieci vittorie di differenza ma per due club che, nella loro storia, hanno giocato in larga scala su due categorie differenti non è, a parer mio, neanche così troppo ampio.

I tifosi del Kilmarnock hanno sempre, comunque sia, preso sul serio questo derby perchè spesso, da quelle parti, la territorialità vale più di mille trofei in bacheca. I tifosi dell'Ayr United, dal canto loro, sentono sempre la convizione di dover vincere in ogni modo e maniera un derby contro gli arcirvali. Come detto, certe rivalità, hanno un senso più profondo che va ben oltre i 90 minuti di gioco. Manuel Pascali, ex calciatore italiano che divenne anche capitano del Kilmarnock, racconta in una sua intervista che quando era in procinto di esser giocato un Ayrshire Derby di coppa di Scozia, il ticket office presente fuori al Rugby Park (stadio del Kilmarnock) venne letteralmente preso d'assalto dai tifosi per potersi accaparrare un biglietto. Il piazzale antistante lo stadio era gremito di tifosi di tutte l'età. Per la cronaca quella partita si sarebbe disputata al Somerset Park, stadio dell'Ayr United, ma finì 2-2. Così venne rigiocato il replay al Rugby Park ed il Kilmarnock s'impose 3-1.

Un derby storico venne giocato il 28 gennaio del 2012. Ayr United e Kilmarnock si affrontarono, ad Hampden Park, nel match valevole per la semifinale di Coppa di Lega scozzese. Era la prima volta che il derby dell'Ayrshire si svolgeva in una semifinale di una competizione importante e, oltretutto, fu anche il primo derby giocato in un campo neutro. La partita fu molto tirarta, rude ma senza reti nell'arco dei 90 minuti. Sono seguiti i tempi supplementari ed era una questione di chi avrebbe osato di più e per primo. Alla fine Dean Shiels fece la differenza per il Kilmarnock, segnando l'unico gol, ad Hampden, e mandando la sua squadra in finale. Una finale che avrebbe vinto sempre 1-0, contro i favoriti Celtic.
E nella festa degli innamorati, a San Valentino, non ce lo metti uno storico derby? Il derby dell'Ayrshire del 1998, giocato il 14 febbraio, era valevole per l'approdo ai quarti di finale di Scottish Cup. Fu un incontro molto combattuto che fu deciso a fine partita. Jim Dick e Ian Ferguson, dell'Ayr United, segnarono negli ultimi sette minuti assicurando alla squadra di Gordon Dalziel il passaggio ai quarti di finale. Lì sarebbero stati poi battuti dai futuri vincitori della stessa competizione, gli Hearts. Questo poco importò ai tifosi dell'Ayr United in quanto, quella vittoria nel derby, fu la seconda di quattro vittorie consecutive in coppa sui nemici giurati del Kilmarnock.

Secondo alcuni "addetti ai lavori" l'Ayrshire Derby è uno dei più caldi di tutta la Scozia. Per certi versi non ha nulla da invidiare a quello di Edinburgo tra Hibernian ed Hearts. Ovviamente non stiamo qui a dire a chi spetta il primato di derby più sentito di Scozia. Quello dell'Ayrshire è un derby che, anche se non si tratta di una consuetudine vista la differenza di categoria, ha tutta la stoffa per essere uno dei più affascinanti del Regno Unito in generale. Un derby di contea, più che cittadino, dove le sue due città simbolo sono in perenne sfida o, meglio, in perenne attesa della sfida per far vedere chi sarà il padrone della stessa contea da lì al prossimo incontro tra le parti. Talvolta, come purtroppo spesso accade, ci sono state anche qualche scaramucce tra le due tifoserie. Inutile negare che, soprattutto in passato, qualche schermaglia tra le due tifoserie non vi sia stata nelle vie adiacenti al Rugby Park od al Somerset Park. Quelle sono cose che non si vorrebbero mai raccontare ma che, comunque sia, esistono ed accadono soprattutto quando in ballo c'è un derby acceso come quello dell'Ayrshire. Non è una costante, ma può succedere ed è successo anche in questa faida locale.

Concludiamo dicendo che, oltremanica, non si finirà mai conoscere storie, aneddoti e racconti. Quei posti sono una miniera d'oro di tutto ciò. E' quello di cui noi appassionati abbiamo bisogno oserei dire quasi in maniera "maniacale".
Maniacale quasi come vincere un derby nell'Ayrshire. Un derby che, magari, per qualche stagione non si presenta e rimane in archivio. Ma quando questo prende forma tramite un sorteggio di Coppa di Scozia o Coppa di Lega ecco che il fuoco ricomincia ad ardere, a prescindere da quale parte ci si trovi della barricata calcistica in questione. Un derby che ha un forte e radicale senso di appartenenza territoriale che, di tanto in tanto, deve essere rinnovato su di un manto verde per 90 minuti, quasi sempre, ad alta intensità. L'auspicio, per tutti noi appassionati di un certo tipo di football, è che questa faida possa diventare di carattere più ordinario ogni stagione grazie, soprattutto, alla presenza di entrambi i club nella massima serie scozzese.
di Damiano Francesconi

25 marzo 2025

"DERBY DAYS - Il gioco che amiamo odiare" di D. & E. Brimson (Libreria dello Sport), 2005

I tifosi di calcio riservano il loro più grande odio per i tifosi locali rivali.
Il Derby non riguarda solo il calcio, è una questione di orgoglio, il poter tenere alta la testa il Lunedì mattina quando vai al lavoro sapendo che i tuoi ragazzi sono meglio di quegli altri. I fratelli Brimson ci consegnano una panoramica di tutti i derby di calcio, tracciando la storia delle ostilità e rivelando le storie viste da entrambe le fazioni – Manchester United e Manchester City.
L’attenzione non è posta solo sui derby più famosi, come ad esempio quello del Liverpool contro l’Everton, ma anche sugli incontri meno pubblicizzati come L’Exeter contro il Plymouth, per realizzare così un’agghiacciante ritratto delle ostilità nel calcio.

15 gennaio 2025

BRIGHTON-CRYSTAL PALACE. Come nasce un derby





Uno dei piatti forti del calcio britannico è senza dubbio costituito dalle tante e intense rivalità più o meno cittadine che rendono unici i confronti fra alcune squadre. Sappiamo tutto del derby di Manchester, di Arsenal-Spurs, Liverpool-Everton, Millwall-West Ham o di Norwich-Ipswich, ma esistono rivalità meno ‘da copertina’ eppure assolutamente intriganti. 
Una di queste è quella fra Crystal Palace e Brighton, curiosa quanto intensa. Curiosa perché il legame geografico (usuale detonatore di un derby) fra i due club è molto flebile, intensa perché è un match che molto spesso ha dato vita a episodi di violenza che poco hanno a che fare con il calcio ma misurano in qualche modo la ‘febbre’ dei tifosi per l’evento.
Colto dalla solita curiosità che mi assale di fronte a queste ‘scoperte’, mi sono dato da fare per saperne di più e capire da dove viene questa rivalità singolare.

Si racconta che tutto iniziò intorno alla metà degli anni ’70, quando i due club si incrociarono nella vecchia Third Division. E d’altra parte non può che essere così, visto che per un intero decennio (gli anni ’60) Palace e Brighton non si affrontarono praticamente mai, militando sempre in divisioni diverse. Quando si ritrovarono, il Palace era allenato dall’esordiente Terry Venables, i Seagulls da un altro grande ex-calciatore, Alan Mullery. Le due squadre dominavano il torneo (saranno entrambe promosse al termine della stagione 1976-77), seppure con stili opposti: aperto e spettacolare il Brighton (migliore attacco del campionato), solido e quasi insuperabile il Palace (migliore difesa…).

Nel novembre del 1976 Palace e Brighton si trovarono di fronte in FA Cup, e fu lì che secondo la tradizione orale delle terraces scoccò la scintilla del ‘derby’. Si giocò a Brighton, al vecchio Goldstone Ground, e finì 2-2 con il pareggio clamoroso di Rachid Harkouk, alla prima uscita con la maglia del Palace. Proveniente dai dilettanti del Feltham, ‘Rash the Smash’ (soprannome dovuto ai suoi tiri da fuori area) sarebbe stato top-scorer degli Eagles per due stagioni consecutive, e si presentò al meglio ai suoi nuovi tifosi. Il replay londinese non risolse la contesa, terminando in un pareggio per 1-1; quando ancora la Coppa era sé stessa, questo voleva dire secondo replay. La FA scelse come sede Stamford Bridge, già teatro un anno prima del clamoroso successo del Palace a spese del Chelsea. Fortuna confermata contro i Seagulls, superati per 1-0. La cosa si complicò perché il Brighton sbagliò un rigore con Brian Horton, dopo che questi lo aveva trasformato e le proteste degli Eagles avevano convinto l’arbitro a farlo ribattere. Al Brighton la cosa non andò giù e scatenò una polemica di stampa furiosa; in particolare si distinse per aggressività e toni accesi il manager Mullery, che sparò a zero anche sul suo ex-compagno di squadra Venables.

Da quel giorno lo scontro diretto divenne sempre più intenso ed acceso, favorito anche dalla parallela ascesa dei due club verso la First Division. Per tre anni il Brighton non vinse mai, puntualmente beffato da un episodio, un salvataggio sulla linea, una parata super. Una maledizione che rese ancora più aspro il risentimento sportivo verso il Palace, i cui tifosi a loro volta fecero di Mullery e Horton (capitano del Brighton) i bersagli preferiti del loro scherno.
Il vento cominciò a cambiare nel 1979, quando nel tradizionale appuntamento del Boxing Day i Seagulls demolirono il Palace per 3-0. Come d’incanto il Brighton parve liberarsi da un incubo e continuò a dominare il derby fino al 1986, mentre un curioso destino parallelo aveva riportato entrambe le squadre in Second Division. Nel frattempo il controverso proprietario del Palace, Ron Noades, aveva fatto la clamorosa mossa di sostituire in panchina Steve Kember (autentica leggenda di Selhrust Park) con l’odiatissimo Alan Mullery, attirandosi la rabbia dei fedelissimi rossoblu.
In quegli anni difficili per entrambi i club un altro episodio inasprì ulteriormente gli animi, quando un durissimo tackle di Henry Hughton stroncò in un attimo la carriera di Gerry Ryan del Brighton il modo peggiore per fare amicizia…
Poi arrivò il culmine di tutto, il derby forse più memorabile e anche l’ultimo per una dozzina d’anni. Accadde nella primavera del 1989, con il Palace di Steve Coppell (che un anno dopo avrebbe accarezzato la FA Cup a Wembley) in piena corsa verso il ritorno in First Division. In un match tempestoso l’arbitro Kelvin Morton fischiò addirittura cinque rigori, di cui quattro per il Palace. Ancor più clamoroso il fatto che i padroni di casa ne sbagliarono tre, riuscendo comunque a spuntarla per 2-1. Da allora, dopo quindici anni di duelli infuocati, ‘rincorrendosi’ su è giù per le divisioni della Football League, più nulla. Mai più nello stesso campionato, nemmeno un sorteggio ‘fortunato’ in Coppa, quasi che il destino avesse voluto provare a ‘raffreddare’ gli animi al posto dei club e dei tifosi.

Nel 2002-03, nell’odierno Championship, finalmente Palace e Brighton si sono ritrovate di fronte. Curiosamente, con Steve Coppell (che a Selhurst Park ancora chiamano Saint Stenie) a guidare il Brighton e i tifosi del Palace combattuti fra l’eterna gratitudine per l’uomo che li guidò ai vertici del calcio inglese e l’odio quasi innato per tutto ciò che è Brighton. Meno dubbi ebbe la squadra, vittoriosa per 5-0. D’altra parte il trend storico era di un Palace in crescita e in marcia verso la Premiership, e di un Brighton reduce da una miracolosa doppia promozione, ma con tanti problemi strutturali che avrebbero portato al saliscendi delle ultime stagioni. Girando un po’ fra fanzine dei tifosi, siti internet e pubblicazioni varie, nonostante le poche occasioni recenti di incrociarsi, è incredibile come questa rivalità sia sentitissima; dove non c’è la cronaca ad alimentare le discussioni c’ò la storia, la rievocazione degli epici duelli degli anni ’70…e alla fine si torna sempre lì, pare destino che in ogni storia di calcio inglese, in fondo in fondo ci sia sempre un aggancio a quegli anni, ormai mitici e per niente sbiaditi, forse l’apice dell’autentico calcio inglese, quello che un po’ tutti consideriamo il ‘nostro’ calcio inglese…
di Giacomo Mallano, da "UK Football please"

23 dicembre 2024

SECOND CITY DERBY. Aston Villa-Birmingham City.






















Londra, Manchester, Glasgow, Liverpool queste sono, forse, le città principali dove vengono giocati i derby più affascinanti del Regno Unito. Sarebbe riduttivo pensare che, nel Regno Unito, ci sono solo determinati derby. Infatti ci sono varie città, contee e campagne in cui vengono giocati derby locali molto affascinanti. Certamente, un Arsenal – Tottenham ha sempre un altro sapore rispetto ad un Nottingham Forest – Notts County, oppure un Celtic – Rangers ha più importanza di un Cardiff – Swansea o ancora un Liverpool – Everton ha più risonanza di un BIRMINGHAM CITY – ASTON VILLA. Non è pura casualità che quest'ultimo sia stato scritto tutto in maiuscolo anzi è qui che vogliamo soffermarci.

Il titolo dell'articolo dice tutto, infatti molto spesso parlando con persone che non hanno molto intendimento del calcio d'oltremanica quando si parla di Derby anglosassoni i soliti citati sono quelli di Londra, Manchester, Glasgow o Liverpool. A Birmingham vi è una rivalità molto accesa che forse (secondo il modesto parere dello scrittore dell'articolo) meriterebbe di essere conosciuta più nel dettaglio in quanto se ne parla molto poco nonostante sia uno dei più infuocati.
Second City Derby, è questo il nome della rivalità tra il Birmingham e l'Aston Villa dove i due club del Midlands sono generalmente considerati come i rivali più feroci l'uni degli altri, anche se questo derby ha perso di valore tra il 1988 e il 2002, quando le due squadre erano in divisioni differenti. Durante quel periodo, la più grande rivalità locale del Villa era con il Coventry City, mentre i rivali principali locali dei Blues erano il Wolverhampton Wanderers ed il West Bromwich Albion.

I club si sono incontrati per la prima volta il 27 settembre 1879. La partita fu giocata su un campo al Muntz Street che fu per un po' di tempo il campo di gioco del Birmingham. Il match finì 1-0 per i Blues registrato. Il Villa vinse la prima partita tra i due club, nel secondo turno della Coppa d'Inghilterra a Wellington Road nel 1887, con quattro gol a zero, ed in campionato in Prima divisione nella stagione 1894-95 per 2-1.
Nel campionato 1925 al Villa Park fu giocata una partita che rimase nella storia di questo derby. La partita vedeva i padroni di casa in vantaggio 3-0 ma, a dieci minuti dalla fine, il Birmingham ha segnato tre reti, da lì si capì subito il valore di questa rivalità.
Lo scontro più significativo si ebbe in vista della finale di Coppa di Lega 1963, che si svolse poco dopo che l'Aston Villa aveva battuto il Birmingham City 4-0 in campionato. I Blues s'imposero con un 3-1 complessivo sulla doppia finale vincendo così la League Cup.
Durante la fine degli anni 70 e fino ai primi anni 80 sia Villa e Blues si è ritrovarono nella prima divisione ed entrambe le squadre ebbero alcuni successi memorabili in questa divisione. 

Nel 1980-81 il Villa vinse il titolo di Prima Divisione. I Blues vinse, poi, in un memorabile 3-0 al St Andrew dopo il trionfo Coppa dei Campioni Villa nel 1982. 
Entrambe le squadre hanno subito, poi, un incredibile declino. Il Birmingham ebbe l'onore di vincere per 3-0 una battaglia per non retrocedere al Villa Park nel marzo 1986, ma quella stagione i Blues retrocedettero comunque. Ma, comunque sia, Villa li avrebbe seguiti la stagione successiva successiva. 


























La promozione in Premier League del Birmingham nel 2002, vide i fans molto impazienti per i derby di campionato che non si verificavano da 15 anni. I Blues, quella stagione, vinsero entrambi i derby (3-0 e 2-0). In entrambe le partite vi furono errori dal portiere dell'Aston Villa Peter Enckelman, tra cui un gol segnato direttamente da una rimessa laterale di Olof Mellberg. In quella partita si verificarono numero episodi di violenza tra le due tifoserie. 
Nel marzo 2003, nel corso di un derby al Villa Park, due giocatori del Villa furono espulsi. Uno fu Dion Dublin che si trovò coinvolto in una rissa contro Robbie Savage del Birmingham, mentre l'altro fu Joey Guðjónsson per uno spericolato tackle su Matthew Upson.

La stagione 2003-04 di Premiership vide due partite con due pareggi, 0-0 e 2-2. Il pareggio per 2-2 ha visto Blues recuperare un due gol al 90° minuto da Stern John . Entrambi i match vennero giocati all'ora di pranzo al fine di evitare comportamenti di violenza tra i tifosi che avessero assunto molta quantità di alcool. Nella stagione successiva il Birmingham è tornato a vincere, con il 2-1 al Villa Park poco prima di Natale ed il 2-0 in casa a marzo. In quella occasione il portiere dell'Aston Villa, Thomas Sørensen, fu protagonista di due clamorosi errori in entrambe le partite, anche se i suoi errori non hanno direttamente influito sui rispettivi risultati in quanto l'Aston Villa non giocò alla grande quelle partite. 
Nella Stagione 2005-06 di Premiership, il Villa batté i Blues in Premiership, grazie ad un gol di Kevin Phillips. Questa è stata seguita da un'altra vittoria dell'Aston Villa il 16 aprile 2006, Domenica di Pasqua, dove il Villa vinse 3-1 grazie a due gol di Milan Baroš e una rovesciata da Gary Cahill. Il Birmingham retrocedette nel 2006, ma successivamente venne promosso nel 2007. Nel novembre 2007 fu ancora la volta dell'Aston Villa che vinse il suo terzo derby consecutivo con una vittoria per 2-1 al St. Andrews (stadio del Birmingham). Anche in quella occasione vi furono violenti scontri fuori dallo stadio e, dopo la partita, rimasero feriti più di venti agenti di polizia.




















Il derby del 20 aprile 2008, invece, si concluse con una vittoria di 5-1 per Aston Villa al Villa Park. L'Aston Villa ha continuato a dominare nei derby. Infatti, nella stagione 2009-10 di Premier League, il Villa vinse sia all'andata che al ritorno. Il primo match di quella stagione ha avuto luogo il 13 settembre 2009 al St Andrew, e si è concluso 1-0 per Aston Villa, con la rete di Agbonlahor al minuto 85. Stesso risultato nel ritorno dove il Villa s'impose per 1-0 al Villa Park grazie ad un rigore di James Milner nel minuto 82.
In quelle partite, dell'ottobre e dicembre 2010, al Villa Park (Premier League, 31 ottobre) e di Sant'Andrea (Coppa di Lega, 1° dicembre) vi furono gli ennesimi episodi di violenza tra i due gruppi di sostenitori. Quei giorni numerosi furono gli arresti. Nella prima partita, ci sono state scene di violenza al di fuori del Villa Park e vi fu una piccola quantità di arresti tra cui un gruppo di supporter del Birmingham City. 
Nel secondo incontro (dove la violenza toccò picchi di “ultra-violenza”) dopo che il Birmingham aveva battuto il Villa per 2 -1 in casa, molti sostenitori Blues invasero il campo al fine di affrontare i tifosi rivali dell'Aston Villa. Si videro seggiolini delle gradinate volare sul campo da una parte all'altra. Ci sono stati anche violenze prima e dopo la partita dove venne attaccato un pub di Birmingham da alcuni tifosi teppisti dell'Aston Villa, gli eventi sono stati descritti come una “zona di guerra” da un fan che era alla partita. Il Birmingham City venne successivamente multato di 40.000 sterline dalla Football Association per aver omesso il giusto controllo dei loro fan.

Leggendo l'articolo viene da pensare, chiaramente, che questa rivalità sia sul campo che fuori ha molto più il valore di una semplice partita ma, nonostante tutto, spesso non è uno dei derby più conosciuti o più seguiti poiché ci sono altre partite che hanno un “determinato” valore, anche, mediatico. 
Nel Regno Unito non si finisce mai di scoprire e le scoperte di carattere calcistico, non so voi, ma hanno sempre un qualcosa di STRAORDINARIO.
di Damiano Francesconi

5 dicembre 2024

"IL DERBY DI EDINBURGH. The Flowers of Scotland" di Damiano Francesconi


























“The Flowers of Scotland” è il titolo dell'inno nazionale scozzese dove, testo alla mano, vengono elencate le bellezze dell'antico regno scozzese.
Questo titolo, però, verrà usato per raccontare una storia di calcio che non sempre se ne sente parlare in giro. La storia in questione è una rivalità o un derby se preferite che però non sarà l' Old Firm (Celtic-Rangers) come molti si aspettavano. Per raccontare questa rivalità bisogna spostarsi da Glasgow e raggiungere la capitale Edimburgo.
Il derby di Edimburgo è quella partita dove vede scontrarsi le due squadre capitoline: gli Hearts contro gli Hibernian Edinburgh.
I due club hanno una forte rivalità fin dagli albori a partire più precisamente dal 1875, anno di fondazione degli Hibernian. La prima partita tra questi due club fu giocata nel 1875 il giorno di Natale sui prati del parco “The Meadows”, mentre oggi le partite vengono giocate negli stadi delle due squadre: Easter Road (Hibernian) e Tynecastle Stadium (Hearts). Ai giorni d'oggi il match è giocato solitamente tre o quattro volte l'anno in Premier League scozzese in base al piazzamento delle due squadre.
Come già detto precedentemente, gli Hearts e gli Hibs sono nate praticamente un anno dopo l'altra e fin dall'inizio questo creò una divisione calcistica molto sentita nella capitale che, col passare degli anni, si è intensificata maggiormente per l'intensità nelle sfide tra i due schieramenti.
Alla fine del 1880 gli Hibernian furono protagonisti di una terribile crisi finanziaria, che li fece retrocedere nella divisione minore. Gli Hearts invece quegli anni non se la passavano affatto male tanto che, nel 1890/91, divennero soci fondatori della Scottish Football League. Successivamente gli Hibernian si risanarono dalla crisi finanziaria e decisero di organizzare un' amichevole ad Easter Road contro gli Hearts dove però l'esito fu terribile 10-2 per i “Cuori”. Hibernian si unì alla Scottish Football League nella stagione 1893/94 venendo promossi nella massima serie nel 1895. In quello stesso anno giocarono, il 28 settembre, il primo derby di campionato in casa degli Hearts che si concluse con un 4-3 per i padroni di casa. Il 14 marzo 1896 le due squadre di Edimburgo raggiunsero, entrambe, la finale della Scottish FA Cup ed il risultato finale a Logine Green fu 3-1 per gli Hearts. Negli anni tra il 1930 e 1933 le sfide tra i due club non furono molte poiché gli Hibernian per qualche anno si trovarono in seconda divisione fino alla stagione 1933/34 dove gli Hibs tornarono nella massima serie pareggiando il derby di andata fuori casa e perdendo pesantemente il ritorno per 1-4 in casa. Negli anni '40 il campionato verrà interrotto a causa della seconda guerra mondiale.
Il record di spettatori nel derby di Edimburgo si registrò il 2 gennaio 1950 dove vennero calcolati circa 65.860 spettatori ad Easter Road. Quel giorno la partita si concluse per 1-2 per gli ospiti, gli Hearts.

Il dopoguerra fu un periodo roseo per il calcio nella capitale di Scozia, infatti gli Hibernian vinsero tre scudetti nel 1948, nel 1951 e nel 1952 e gli Hearts vinsero svariati trofei a cavallo tra gli anni '50 e '60. Anche negli anni 70, gli Hibernian goderono un periodo pieno di successi non a caso vinsero nel 1973 un derby in assoluta tranquillità con un nettissimo 0-7 in casa degli Hearts. Quella partita diede il via ad una striscia positiva nei derby durata cinque anni con la bellezza di dodici vittorie qualche pareggio e nessuna sconfitta.
Il record di maggior vittorie consecutive nei derby tra Hearts e Hibs è detenuto dagli Hearts che, tra il 1980 e 1990, vinsero la bellezza di ventidue derby consecutivi. Durante questo stesso periodo il proprietario degli Hearts, Wallace Mercer, cercò di fondere i due club di Edimburgo creandone uno forte a livello calcistico e finanziario che potesse competere con la città Glasgow. Questo tentativo però fu del tutto vano poiché i tifosi degli Hibernian organizzarono proteste contro questa fusione e riuscirono nel loro intento di convincere, all'interno della società, di non vendere a Mercer.
Nella stagione 2005-2006 i due club si affrontarono nella semifinale di Scottish FA Cup sapendo che la finale sarebbe stata contro il Gretna, che all'epoca militava in seconda divisione. Quel match si concluse 0-4 per gli Hearts che vinceranno poi la finale di Scottish FA Cup. Il 19 maggio 2012 i due club si affrontarono nella finale della Scottish FA Cup e, a fine gara, gli Hearts alzarono al coppa dopo una vittoria 5-1 ai danni degli Hibs.

Queste due squadre, oltretutto, si sono spesso affrontati anche in competizioni non ufficiali o meglio in competizioni provinciali. Infatti molte volte si sono confrontanti tra di loro in tornei dove vi erano squadre inferiori di Edimburgo. I trofei in questione erano la Rosebery Charity Cup, al Wilson Cup o la Coppa Dunedin. Si affrontarono anche nella Festival Cup che veniva disputata nel periodo del Festival di Edimburgo. Questa iniziativa fu fatta solo nel 2003 e nel 2004, dove nella seconda e ultima edizione si concluse con la vittoria degli Hearts per 3-1.

Tra le storie più affascinanti del regno scozzese, quella del derby di Edimburgo va sicuramente nominata in quanto è sempre rimasta in disparte a causa, forse, della grandezza ed importanza dell'Old Firm (Celtic-Rangers). E' sicuro, però, che anche Heart of Midlothian e Hibernian Edinburgh è molto più di una partita di calcio è, anch'essa, una storia piena di tradizione che va messa nell' archivio “Flowers of Scotland”.
di Damiano Francesconi
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