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11 dicembre 2025

the LADS. Elio Segurini (Arsenal)


Ciao a tutti, mi chiamo Elio, vivo a Ravenna, lavoro in un villaggio turistico, ho 63 anni. sono tifoso dell'Arsenal dal 1984, quando per la prima volta andai in Inghilterra a trovare dei miei amici che si erano trasferiti a Londra. Subito cercai di andare a vedere delle partite di calcio (in quel momento non ero ancora tifoso dell'Arsenal) quindi i miei amici mi portarono in vari stadi, nel percorso ad arrivare allo stadio chioschi di vendita di hamburger e hot dog con ventate di odore di cipolla una delizia per me. 

Quindi iniziai con Highbury, poi Loftus Road e Stamford Bridge, stadi bellissimi, tutti stile inglese cioè il rettangolo verde vicinissime alle tribune e anche a livello architettonico molto interessante con i piloni in mezzo alle tribune ma Highbury mi rimase nel cuore subito, poi vedere quelle maglie colore rosso e bianco, un rosso vivido, fiammante e lo stadio che avevo sempre sognato me ne innamorai subito, quindi da quel momento Highbury era il mio stadio e l'Arsenal la mia squadra, tutte le volte che sono entrato ad Highbury mi veniva la pelle d'oca, ripeto tutte le volte.
 
Poi, purtroppo ma inevitabile per i grandi club si è dovuti fare rinnovamenti per stare al passo e competere a livello economico e sportivo con i più grandi club europei, quindi stadio nuovo, molto bello da 60.400 posti a sedere e abbattere il vecchio caro Highbury e farne degli appartamenti da vendere. 

La mia passione per il calcio britannico è partita anche dal tipo di gioco che si faceva a quei tempi, si crossava tantissimo in area per il centravanti vero, a quei tempi tutti avevano la punta centrale vera. Ora godiamoci questo bellissimo, fantastico, magnifico e brillante Arsenal, speriamo alla fine del campionato in corso di avere tante soddisfazioni da questo bel gruppo allenato da Mr. Arteta.

11 gennaio 2025

the LADS. Daniele Ramonte (Arsenal & The Cure)



Mi chiamo Daniele Ramonte e tifo Arsenal... till I die!
-Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
Mi sono appassionato all’Arsenal quando nel 1992 andai a vivere a Londra.
-Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che più ti piacciono?
Finita la scuola, con la scusa di imparare l’inglese comunicai ai miei genitori la mia intenzione, ma in realtà volevo seguire da vicino il mio gruppo musicale preferito dell’epoca… e di oggi, The Cure. 
Sapevo dell’uscita del nuovo album previsto per i primi mesi dell’anno cosi a gennaio comprai il mio one-way ticket, and off I was! Appena ventenne mi trovavo a scoprire, esplorare i vari quartieri di Londra e fu quando mi trasferii a Liberia Road, a pochi passi da Highbury park che si accese in me la passione per i Gunners. Accanto alla uscita della fermata Highbury & Islington (Victoria Line) c’era un locale chiamato Town & Country 2 dove alcuni mesi prima i Cure suonarono una gig semisegreta proponendo in anteprima le canzoni del loro futuro album Wish. Avevo capito mi trovavo nel posto giusto.Il quartiere mi piacque molto fin da subito, autentico, multiculturale, rockettaro, confinava con Camden Town dove avevo vissuto mesi prima e dove trascorrevo le serate con gli amici nei pub e vedere concerti. Proprio in club come il Camden Palace o Electric Ballroom conobbi i primi Gooners che il sabato pomeriggio sfoggiavano la loro sciarpa biancorossa a contrasto con i loro look total black.A quel punto la mia curiosità di entrare ad Highbury si trasformava in voglia ma non era così semplice. Quell’anno, infatti, la North Bank era in ristrutturazione ed era davvero difficile trovare i biglietti per andare alla partita, così mi godevo l’atmosfera fuori lo stadio per le vie del quartiere con gli odori, le voci ed i volti i dei suoi abitanti. All’angolo di Avnel Rd trovavi il tipo con i match programme, non lontano c’era il banchetto con le pins storiche della squadra e poi quegli hamburger con quella cipolla spuzzolosa ma squisita appena fuori la tube station ’Arsenal.

A fine stagione, i Gunners vincono la Coppa di Lega e ricordo la mattina dopo davanti casa trovammo una latta di vernice rossa…le strade di Highbury andavano colorate a festa con i colori del club locale!
La stagione successiva, grazie anche ai miei amici rockettari riuscii finalmente a varcare la soglia dell’Home Of Football. Emozione incredibile! Ricordo la spinta che diedi per far girare il tornello, la corsetta su per la rampa di scale e poi quel rettangolo verde acceso che assieme alle maglie bianco rosse dei giocatori, provocava un effetto visivo davvero fascinoso!
La stagione del 1992/93 segnava anche l’avvento della Premier League e seguivo le partite quando possibile e mi tenevo aggiornato con i mezzi di comunicazione dell’epoca. Fu solo anni dopo, quando tornai in Italia, che lessi il libro di Nick Hornby Fever Pitch e vidi il film… Come un flash, fu come ritrovarmi in qualche cosa che avevo già vissuto senza saperlo, avvertivo quel senso di appartenenza, le gioie e le sofferenze ma anche la voglia di essere là a sostenere il Club no matter what!

Ricordo, con un grigno, mi sono detto “hai ragione Paul, non supereremo mai questa fase”!

piacciono?

20 dicembre 2024

the LADS. Antonio Marchese a spasso per Londra (Crystal Palace)

Antonio Marchese arriva a Londra prima della Brexit, quando potevi partire con un bagaglio pieno zeppo di sogni.
Senza sapere una parola di inglese (oltre al classico How are you?), Antonio parte per Londra con un biglietto solo andata, l'intento era chiaro ovvero restarci tanto a lungo quanto bastava per capire se quella fosse la scelta giusta.
Il primo lavoro a sistemare gli scaffali di un supermercato lo tiene occupato 14 ore al giorno, così arrivano i primi soldi per pagare l'affitto della prima stanza.
Tra feste, amici, lavori nuovi e viaggi in giro per il mondo, Antonio medita più volte se rimanere a Londra, vivere altrove o tornare addirittura in Italia. L'idea di fermarsi a vivere a Bangok si palese più volte, la voglia di lasciare Londra per trasferirsi a New York cresce, ma a Londra c'è qualcosa di speciale che lo tiene legato.
Il calcio è una materia complessa, affascinante, quasi un'ossessione costante. Antonio torna a Londra: cammina, studia, riflette e un bel giorno di Aprile apre una pagina social che si chiama Il Calcio a Londra.
Dopo qualche anno arriva anche il primo libro (IL CALCIO TRA LE CASE) e visto il grande successo scriverne un altro è solo una logica conseguenza (IL CALCIO A LONDRA-AVVENTURE ILLUSTRATE).
In pochi anni i social de IL CALCIO A LONDRA crescono, ora si contano più di 100mila followers e tanti progetti come i Tour degli stadi, i Podcast e molto altro.
Tra le case vittoriane, i Pub, i quartieri che sembrano città e stadi unici al mondo Il Calcio a Londra continua a regalare emozioni...

13 dicembre 2024

the LADS. Roberto "Rab Bhoy" Ruggieri (Celtic Glasgow)

Ciao sono Roberto "Rab Bhoy" Ruggieri.

Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
CELTIC GLASGOW, inizialmente (da fine anni '70, tramite un articolo sul "Guerin Sportivo" di quel periodo) per una motivazione "puerile" ... mi piacquero molto le caratteristiche divise "hoops" biancoverdi senza numero sul retro della maglia ma sui calzoncini ... poi, nel corso del tempo, venendo a conoscenza (tramite riviste e libri, a quei tempi il web era una realtà "astratta") non solo delle imprese calcistiche di questa squadra ma soprattutto per il significato sociale che essa rappresentava e rappresenta ho trovato molti punti di immedesimazione e quindi è stato un logico corollario diventarne tifoso.

Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
Tramite la lettura di riviste come il summenzionato "Guerin Sportivo" negli anni '70 e tramite le vicende delle squadre d'oltremanica (non solo quelle del Celtic ma anche, ad esempio, del Liverpool e del Nottingham Forest ... le finali di Fa Cup inglese anni '70 - una di tutte, Arsenal vs Manchester Utd del 1979 - seguite in diretta televisiva sui noti network italiani (e confinanti) dell'epoca, inoltre, nei primi anni '80 c'era un programma - "Football please" mi pare fosse il titolo - televisivo sui circuiti televisivi privati italiani che rendicontava settimanalmente delle vicende agonistiche dell'allora "First Division" inglese nonché delle coppe nazionali.
Le caratteristiche che più mi piacciono sono la passione, quasi la devozione (talvolta oggettivamente esagerata) che ogni tifoso, di qualsiasi squadra, ha per la stessa ... e poi, ovviamente, l'atmosfera degli stadi ... ho frequentato abbastanza "Celtic Park" ma anche in qualche occasione "Hampden Park" e gli stadi del Dundee Utd e Kilmarnock ... ho degli amici o conoscenti che hanno frequentato altri stadi in Inghilterra ... la piacevole ed emozionante percezione (mia e loro) è quasi sempre la stessa ... per quanto riguarda il Celtic, soprattutto nelle competizioni europee, è un qualcosa (per esperienza diretta) di molto coinvolgente per un tifoso di una squadra calcistica.

7 dicembre 2024

the LADS. Simone Longo (Ipswich Town)

Sono Simone Longo , classe 1982, vivo a Milano (dove sono nato e cresciuto) ma credo di essere stato britannico in una vita precedente. Adoro tutto ciò che è british: il clima, il cibo, la gente, la cultura e in Gran Bretagna mi sento a casa.
-Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
2 Sono tifoso dell’Ipswich Town. Innanzi tutto è una questione di famiglia: mio fratello Claudio ha 15 anni in più di me e si è goduto l’impresa eroica dei super blues di Bobby Robson che conquistarono la coppa UEFA nel 1981 e da lì è partito il suo tifo. Quindi, anche se sono nato l’anno dopo, a casa mia si è sempre respirata la passione per il club del Suffolk e non è stato difficile appassionarmi a mia volta. L’amore vero però è sbocciato definitivamente il 6 dicembre 2001 quando finalmente ho avuto la possibilità di vedere i tractor boys dal vivo a San Siro (lo stadio della mia città) in occasione della partita di coppa UEFA contro l’Inter. Riuscii a trovare il biglietto nel settore ospiti e a vedere la partita in mezzo agli oltre 10.000 tifosi della blue army che invasero Milano. Travolto dal calore, dall’esperienza (fino a quel momento unica) ricordo ancora oggi che, uscendo dallo stadio, pensai: “chissà se un giorno riuscirò mai a vedere una partita a Portman Road?....sarebbe un sogno”. E il mio sogno si è più che avverato: in oltre 20 anni ho avuto la fortuna di poter sostenere la squadra dal vivo in casa e in trasferta, in un viaggio coinvolgente, che va aldilà di una vittoria o di una sconfitta, che va aldilà della categoria tra i campionati di Championship, League One e Premier League. Un viaggio con il cuore che batte forte e l’emozione che ogni volta è come se fosse la prima! Nel 2011 ho avuto l’onore di diventare il presidente della sezione italiana del supporters club ufficiale della società (ITFC Italian Branch), il che mi ha permesso di trasmettere la mia passione ad amici vecchi e nuovi e di radunare i tifosi della squadra sparsi per lo stivale. Poter rappresentare ufficialmente il mio club con la mission di condividerne i valori e far conoscere la nostra realtà mi riempie di orgoglio. Siamo una cinquantina di membri e negli anni abbiamo condiviso diverse attività: tra le altre, oltre a guardare le partite (quando possibile dal vivo, altrimenti al pub), abbiamo giocato partite con altri fans club con lo scopo magari di raccogliere qualche fondo per beneficenza e abbiamo collaborato con il club stesso come ad esempio quando, in collaborazione con la sezione heritage, abbiamo ripercorso le orme della fondazione del club nel 1878 riproducendo la prima foto della squadra arrivata ai giorni nostri. Si è costruito un legame saldo con il club: abbiamo avuto l’onore di aver accesso e di conoscere la realtà Ipswich a tutti i livelli: società, città, tifosi, leggende del club, di stringere nuove amicizie. 

L’Ipswich è considerato il “family club” per eccellenza e siamo fieri di farne parte. Insomma posso proprio dire di poter vivere il mio sogno che va aldilà del calcio: il calcio è solo un mezzo, alla fine ciò che conta è la passione che mi accompagna nella vita di tutti i giorni ed è bello condividerla con i miei amici, la mia famiglia, mia moglie e mio figlio che mi supportano e mi accompagnano nel quotidiano, nelle attività e nei viaggi in Inghilterra. Le partite e i risultati passano ma i legami forti restano, sono molto grato per questo dono!
-Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
3 La mia passione per il calcio inglese in generale inizia nei primi anni 90 seguendo le partite di FA Cup trasmesse su Rete Capodistria prima e TMC poi, accompagnate dalle pagine del Guerin Sportivo e dalle partite sul campo di Subbuteo dove attraverso il gioco si dava sfogo alla fantasia e quel panno verde diventava Wembley. In un'epoca dove tutto ciò appariva così lontano e diverso ma così bello e coinvolgente. Crescendo, con i mezzi che man mano annullavano le distanze e potendo approfondire e conoscere il mondo del calcio inglese non potevo che rimanerne travolto. Le caratteristiche che mi affascinano di più del calcio britannico sono il senso di appartenenza tra club tifosi e città e la cultura sportiva. Infine non posso che ringraziare l'Inghilterra per aver creato ormai più di 150 anni fa questo sport che, come posso testimoniare, è molto più di un gioco!

25 novembre 2024

the LADS. Gianfranco Giordano, il mio Ebbsfleet United FC.

Sono nato a Torino 63 anni fa, e a Torino ho sempre vissuto. Appassionato di Subbuteo e di calcio britannico, nostalgico del calcio del passato. Ho avuto la fortuna di collaborare in passato, da appassionato e non da giornalista, con Guerin Sportivo e Calcio2000.
Dopo essere stato abbonato a San Siro lato rossonero per più di vent'anni, adesso vedo più partite dell'Ebbsfleet che del Milan dal vivo. Ogni tanto scrivo un libro di cui vendo anche qualche copia.

-Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
Tifo Ebbsfleet United, mi piace la non League ed ero socio di My Football Club, e quindi uno dei proprietari del club. Io sono un po' avanti negli anni e fin dagli anni 70 ho una simpatia per il Manchester United, sono milanista e vedere una squadra con il diavolo mi emoziona, e il Celtic per quelle maglie bellissime.

-Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
La mia passione è cominciata negli anni 70. Nel nord Italia, io sono torinese, si vedeva la TV svizzera. Ogni domenica alla domenica sportiva svizzera si vedevano gli highlights, allora non si chiamavano così, della First Division, inoltre trasmettevano in diretta la finale di FA Cup. Io non sono un fine esteta ma ho sempre privilegiato l'aspetto pratico delle cose, ovvero la sintesi del calcio britannico. Ho sempre ammirato il loro spirito indomito, la ricerca della vittoria senza tanti sotterfugi tattici, senza parlare delle divise anni 70 che erano stupende e degli stadi con il pubblico attaccato al campo.purtroppo negli ultimi anni molte di queste cose sono sparite, tanti, forse troppi, allenatori e calciatori stranieri in Premier League. Per fortuna rimangono le serie minori.

22 novembre 2024

the LADS. Massimo Corsini, l'unico Baggie in Italia (West Bromwich Albion)

Sono Massimo Corsini, nella vita precedente facevo il fotografo, poi sono diventato giornalista radiofonico. Lo spartiacque fra le due vite è stato il trasferimento in UK nel 2012, avrebbe dovuto essere definitivo, poi le figlie mi hanno costretto (fra virgolette) a tornare in Italia. Il tratto comune fra le due vite è la passione per tutto ciò che è Made in UK, con ovviamente anche il calcio in evidenza.

- Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
Sono tifoso del West Bromwich Albion dal 1978, ovvero da quando rimasi letteralmente “folgorato” dalle immagini di Man Utd - West Brom 3-5. Fu subito colpo di fulmine per quella squadra dalla maglia a strisce, la tv era in bianco e nero e per scoprire i colori sociali feci ricorso al catalogo del Subbuteo.

- Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
Non c’è un inizio particolare, tutto è venuto in modo molto naturale. So dire come e quando ho iniziato a seguire il West Brom, ma non ho la stessa risposta per il calcio Inglese. Il primo Subbuteo, il Guerin Sportivo, tutte cose che hanno influito sulla mia formazione. Cosa mi piace del calcio Inglese: sul rettangolo verde, il ritmo, la corsa, il non arrendersi mai fino al fischio finale, i lanci lunghi, il centrale che va a fare il centravanti, il battere un corner a pochi centimetri dal pubblico. Fuori dal campo c’è il vivere l partita come una bella parentesi all’interno di una giornata che prevede lo stare insieme, il fare comunità, ed ovviamente bere tanta birra con un bel pie caldo nel piatto!

15 novembre 2024

the LADS. Enrico Milani. Un Mackem in riva al lago d'Iseo (Sunderland)

Sono Enrico Milani, bresciano tifoso dal 1990 del Sunderland. Nato nel 1973 proprio qualche giorno prima della nostra ultima vittoria di un trofeo, la FA Cup. Seguo da sempre le vicende dei Black Cats e in Italia non tifo nessuna squadra, a dire il vero seguo unicamente il campionato in cui milita il Sunderland e per il resto non ho interessi (mondiali, europei o varie coppe continentali).

- Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
È iniziata nel 1990 guardando tv koper capodistria e conoscendo in campeggio sul lago di Garda delle ragazze..di Sunderland.
Adoro la velocità e i tackles duri e soprattutto la passione dei tifosi. Ormai il football vero è solo un ricordo perché adesso anche la è quasi solo business. Per questo le mie trasferte son quasi principalmente per vedere vecchi amici. Il risultato è divenuto secondario.

- Raccontaci cosa avete organizzato in passato con il club che hai creato Black Cats of Italy..
Abbiamo organizzato triangolari e quadrangolari di calcio amichevoli con altri branch. Siamo stati a molte partite sia a Sunderland che in trasferte in tutta l'Inghilterra. Abbiamo partecipato al ritiro pre-campionato sul lago di Garda del Sunderland una decina di anni fa. Siamo stati organizzatori di un mini-torneo a Sunderland tra noi e tifosi locali, con ricavato da devolvere in beneficenza.
E proprio della beneficenza siamo grandi sostenitori, avendo organizzato tantissimi eventi e raccolto negli anni più di 20 mila euro (12 mila solo nell'evento ROAD TO STADIUM OF LIGHT, viaggio in bici da me affrontato nel 2015).
Bellissime le raccolte fondi fatte insieme ai nostri rivali italiani del Newcastle. Tutte gli anni a giugno facciamo un super raduno dei tifosi europei del Sunderland qui sul lago di Iseo dove abbiamo la nostra sede nel "NO STRESS PUB" di Sarnico...

21 ottobre 2024

the LADS. Damiano Francesconi (Celtic Glasgow)

Salve. Mi chiamo Damiano, sono di Roma ed ho una smisurata passione per il calcio d'oltremanica fin dai primi anni 2000.

-Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
Più che britannica mi sento di dire "scozzese" o, meglio ancora, irlandese. Penso che il riferimento sia abbastanza chiaro: CELTIC!
Il motivo è, va detto, molto particolare. Quasi inspiegabile a parole in quanto, questa mia passione biancoverde, è venuta fuori più per dei tratti e sentieri legati alla storia d'Irlanda rispetto al vero e proprio football. Sia chiaro, sono da sempre, un forte appassionato di calcio, ma quando si tratta di Celtic non ci si può soffermare al solo calcio giocato
Come dicevo, essendo sempre stato appassionato di storia, ho sempre visto con grande interesse la questione sociale legata all'Irlanda. Spesso calcio, storia e questioni sociali, soprattutto oltremanica, si mescolano bene tra di loro e quindi, unendo tutto ciò, venne fuori questo mio ammiccamento per il Celtic.
La prima volta che vidi giocare i Bhoys (in TV) fu nella cavalcata di Coppa Uefa edizione 2002-2003 (persa in finale putroppo) contro il Liverpool ai quarti. La maglia Hoops a strisce orizzontali bianca e verde ed il Celtic Park suscitarono, in me, fin da subito, un forte fascino. Col tempo mi ritrovai a leggere innumerevoli libri riguardati il football e l'arcinota rivalità con i Rangers. L'Old Firm era, penso, la cosa legata al calcio più bella che io avessi mai scoperto all'epoca. Tutto ciò iniziò ad essere "condito" con letture legate alla questione irlandese. Solidarizzando più nei confronti del tricolore irlandese, venne da sè che il mio legame con il Celtic fu ancor più forte di quanto avrei mai potuto immaginare. Siamo arrivati, oggi che ho 31 anni, al punto che la mia quotidianità, da tifoso, è data da un doppio battito di cuore per le mie due squadre. Una è quella della mia città natale, l'altra è sita, appunto, a Glasgow. Il Celtic è entrato a pieno regime nel mio vivere da tifoso. All'inizio, forse, era una semplice simpatia. Oggi è una costante sotto tanti aspetti non solo legati al campo di gioco. I Bhoys rappresentano, da sempre, un faro per gli ultimi e gli emarginati della società (soprattutto in Scozia ma non solo) ed anche le motivazioni per il quale lo stesso club nacque sono più che nobili.

-Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
La mia passione per il calcio britannico non iniziò, al contrario di ciò che si possa pensare, grazie al Celtic. A dare il via a questa passione fu merito di uno dei club più famosi al mondo. Trattasi del Manchester United. Ebbene, nei primi anni 2000, mi capitava di seguire (in tv o tramite giornali), di tanto in tanto, le gesta di questo club guidato da Sir Alex Ferguson. Vedevo questa squadra in maglia rossa che, ai tempi, era quasi totalmente "Made in UK". In quel periodo si trovava, molto spesso, a darsele di santa ragione, non solo a livello tecnico, con l'Arsenal di Wenger. Il fascino aumentava quando una squadra inglese o scozzese mi capitava di vederla in tv nelle competizioni europee. Quegli stadi, quei campi, quell'atmosfere. Che bellezza!
Con l'avvento di internet, leggendo su vari forum qua e là ampliavo sempre di più conoscenze legate al calcio da quelle parti. Ho un ricordo bellissimo e recentissimo di quando ho avuto il piacere di visitare il Craven Cottage del Fulham. Visitare quell'impianto era un sogno nel cassetto da sempre e, proprio di recente, ho avuto modo di realizzarlo.
Le caratteristiche del calcio britannico che più mi piacciono, tendenzialmente, sono le atmosfere ed il modo di vivere i match da parte dei tifosi. Facendo un paragone con il calcio nostrano, percepisco che, da quelle parti, il football sia parte intengrante della quotidianità di una comunità. Se la tua squadra del cuore perde, oltremanica, i tifosi si arrabbiano senza dubbio, ma la cosa poi tende a scemare perchè, comunque sia, il proprio club non può essere discusso. Non a caso, a prescindere dalla categoria, gli stadi sono il più delle volte strapieni a tappo. Il senso di appartenenza territoriale è un fattore chiave. Da quelle parti la gente respira calcio sempre, magari accompagnato da una bella pinta. Nonostante il calcio moderno abbia cambiato (troppo secondo me) le vesti anche da quelle parti, l'anima è rimasta forse ancora intatta. L'anima, si sà, è data dai tifosi che altro non sono il cuore pulsante del football stesso. Quindi, probabilmente, ad oggi, le tradizioni, la passione e gli usi e costumi ancora resistono nel calcio britannico anche se la pelle, leggermente è cambiata anche a fronte, come detto, dei tempi moderni. Atmosfere, stadi, territorilità e forte appartenenza. Questo è il calcio d'oltremanica per me!

3 ottobre 2024

the LADS. Alessandro Polenghi. Spillo birra🍻al Bootleg Pub pensando al Britannia Stadium (Stoke City)

Sono Alessandro Polenghi, 59 anni, fondatore di vari pub a Milano e al momento titolare del
Bootleg - Pub & Kitchen.

- Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
Tifo Stoke City da fine anni 70 quando andai in Inghilterra e acquistando libri sulla storia del calcio britannico rimasi affascinato colpito da questa squadra, negli anni ho approfondito la cosa con viaggi frequenti in GB, dal 1979 ogni anno sono su con permanenza da 10 giorni ad un mese.

- Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
Il tutto nasce nel 1979 anno in cui i miei genitori mi mandarono per una vacanza studio ad Aberystwyth in Galles, nell’università in cui alloggiavo stava facendo la preparazione il Wrexham all’epoca in Second Division; dopo le lezioni del mattino andavo spessissimo a vedere gli allenamenti della squadra e rimandavo in campo i palloni che i giocatori mandavano fuori, un giorno mi si avvicina uno e mi dice “visto che ormai sei il nostro ballboy, domani giochiamo un’amichevole contro l’Aberystwyth Town e tu sarai con noi in panchina…”Quindi la mia prima partita di calcio in GB l’ho vista dalla panchina di Park Avenue", lo stadio dell’Aber di cui sono tifoso da quel momento, e come facevo a non appassionarmi?
Le caratteristiche? I colori, sarà molto semplice, ma sono diversi dagli altri, dai campi agli spalti…. Ci vediamo al Bootleg - Pub & Kitchen a Milano.

28 settembre 2024

the LADS. Sergio "Conor Adam" Tagliabue (Preston North End)

Ciao, mi chiamo Sergio (Conor Adam e’ Il nickname che uso ormai da anni), ho 48 anni e vivo a Lecco, sono un grande appassionato di calcio britannico ed in generale di tutto quello che riguarda quelle Terre, dalla storia alla cultura, dalla musica alla letteratura, amo leggere e scrivere, andare ai concerti ed allo stadio, seguo infatti il mio local team italiano, la Calcio Lecco 1912. Mi piace vestire in stile “british” e “casual”, ho piccole collezioni di Adidas e vinili, ovviamente principalmente di band britanniche ed irlandesi, e cerco di viaggiare il più possibile in Uk/Irlanda per il football, ma anche per visitare le città.
-Per quale squadra tifi? Cosa ti piace di più del calcio inglese?
La mia squadra è il Preston North End a tutti gli effetti, non solo per quello che riguarda il british football. La mia passione per il calcio inglese è iniziata, oltre che per l’amore che ho sempre avuto per la Gran Bretagna in generale, guardando le partite della Premier in TV, ho così seguito per diversi anni l’Arsenal andando a vedere parecchie volte i Gunners, ho però poi nel corso degli anni iniziato a conoscere tramite libri e dvd le categorie inferiori e ad apprezzare soprattutto quelle, dalla non league fino alla Football League, il primo Club che ha attirato la mia attenzione è stato il QPR, in particolare per la sua maglia e per il leggendario Stan Bowles, ma poi è nato il vero tifo proprio per il PNE, soprattutto grazie alla sua storia ed agli Invincibili, la squadra che conquistò nella stagione 1888-89 il primo campionato calcistico senza mai perdere una partita. Ho approfondito la storia dei Lilywhites ammirando in particolare la figura di Sir Tom Finney, il suo giocatore più rappresentativo e dal 2010 ho iniziato ad andare a Preston a vedere più partite possibili instaurando tanti bellissimi rapporti di amicizia con i tifosi inglesi del North End che ad oggi posso definire a tutti gli effetti la mia squadra anche grazie a loro ed alle emozioni vissute seguendola dal vivo. Sempre in quell’anno ho fondato il PNE GBS, l’Italian Branch del Preston NE ufficialmente riconosciuto dal Club. Apprezzando e seguendo, anche attraverso il forum Rule Britannia che gestisco con altri ragazzi dal 2011, praticamente tutti i campionati britannici ho anche delle simpatie per altre squadre, su tutte quelle per il Chester FC, lo Stockport County ed il Lancaster City, in Scozia ho un debole per l’Aberdeen.

Gli aspetti che più mi piacciono del calcio inglese sono il senso di appartenenza che i tifosi dimostrano tifando spesso la squadra della loro città, gli stadi, perché sono spesso delle strutture storiche fantastiche esternamente ed internamente, con gli spalti attaccati al campo da gioco, ma anche dal punto di vista sentimentale perché sono a tutti gli effetti la casa del loro rispettivo Club. Ricordo che le prime volte che guardavo le partite in TV rimanevo sempre affascinato quando vedevo i giocatori esultare dopo un gol andando praticamente in mezzo ai tifosi abbracciandoli. Mi piace molto l’atmosfera che si respira nel matchday, il classico pre-match al pub, ma anche il modo di vivere la partita, molto più rilassato rispetto ad altri Paesi, Italia compresa, ed il modo di tifare, forse più sobrio, ma più spontaneo, a volte autoironico, spesso noto che si tende a criticare di meno e ad esaltarsi per poco, magari semplicemente per una bella giocata e non necessariamente per un gol o una vittoria, mi piace lo spirito di sportività ed anche l’attaccamento che gli Inglesi hanno per la loro Nazionale sempre e non soltanto in occasioni di manifestazioni importanti. E poi c’è la FA CUP, a mio parere la competizione sportiva più bella al mondo che nella sua lunga storia ha sempre regalato storie fantastiche e continua a farlo ancora oggi incurante di quello che è ormai diventato il calcio moderno.
-Hai scritto 3 libri, di cui 2 romanzi.. come nascono?
Si, ho scritto 3 libri, innanzitutto questo nasce dalla passione per la scrittura e la lettura che ho sin da bambino, ho sempre letto molto, prima i fumetti, poi i romanzi di narrativa o storici, ma anche dalla passione proprio per la storia e la cultura britannica ed irlandese oltre che per il football. Il primo libro “Il Preston North End per me” parla effettivamente solo di calcio ed in particolare della storia del Club, ma anche delle mie esperienze personali al seguito del PNE e le mie emozioni da tifoso. Nel corso degli anni, dopo aver scritto molto sul calcio inglese in generale su blog, fanzine e forum, ho cominciato a sentire l’esigenza di scrivere qualcosa che venisse direttamente da me, dalla mia fantasia e dalle mie passioni, pian piano e’ nata la voglia di cimentarmi con la scrittura di un romanzo vero e proprio. Per farlo ho voluto seguire le mie grandi passioni e da queste e’ nato “Una Nuova Alba”, una storia ambientata tra fine anni 70 ed inizio 80 nella periferia di Manchester. In questo romanzo parlo delle storie di un gruppo di lads che seguono lo Stockport County e che contribuiscono alla nascita della sottocultura dei Casuals, altro tema a me molto caro. Attraverso le loro storie personali racconto quello che è successo in Uk in quegli anni dando soprattutto risalto al calcio, attraverso le partite dello Stockport, ed alla musica, in particolare al movimento post punk originatisi proprio a Manchester in quel periodo grazie ai Joy Division, una band che amo e che diventa importantissima anche per Damon, il protagonista di questa storia. Il terzo libro, “No Love Lost”, e’ Il seguito del precedente ed è quindi anch’esso un romanzo che segue la stessa linea, ambientato negli 80s tratta temi un po’ più delicati come quelli della droga e dell’aborto, si continua a parlare di calcio, oltre allo Stockport entra in scena anche il forte Aberdeen di quegli anni, e di musica con tutte le sue evoluzioni dopo lo scioglimento dei Joy Division, in particolare e’ l’Hacienda di Tony Wilson a diventare protagonista, ma anche band come i The Cure, i The Smiths ed i New Order. In entrambi i romanzi parlo molto della sottocultura dei Casuals, nata negli stadi e nelle periferie del Nord Inghilterra, ed inevitabilmente della violenza legata al football, ma i veri protagonisti sono i sentimenti e le emozioni che vivono i miei personaggi attraverso gli anni, si parte da quando erano dei ragazzini a quando sono ormai diventati degli adulti alla prese con le problematiche della vita che cambiano con il passare del tempo.

24 settembre 2024

the LADS. Danilo Perolini. Un Hammer a Crema (West Ham United)

Ciao, sono Danilo Perolini ho 49 anni, vivo a Crema e sono appassionato di calcio inglese dai primi anni ’90, da quando è entrato nelle case degli italiani attraverso la Pay Tv (Tele +).

- Di quale squadra britannica sei tifoso e per quale motivo?
Sono tifoso del West Ham United.
Tutto è iniziato seguendo le partite di Paolo Di Canio per gli hammers.
Lui e Matthew Le Tissier erano i miei giocatori preferiti.
Col tempo mi sono appassionato alle sorti di questa squadra, della sua storia, della sua tifoseria turbolenta, del fascino della working class londinese, dei martelli incrociati, e di quei colori di maglia tanto inusuali per i confini italiani. Ho avuto la fortuna e il privilegio di seguire gli hammers per un paio di volte nel vecchio Upton Park prima che lo demolissero anche se il ricordo più bello che ho è riferito a Wembley, Maggio 2012, finale di playoff di Championship contro il Blackpool. Viaggio e partita indimenticabili suggellati dal gol di Vaz Te al novantesimo che ci ha riportati in Premier League. Il West Ham poi mi ha permesso di stringere grandi amicizie in giro per l’Italia. Tanti amici e birre assicurate quasi in ogni città….il mio West Ham è proprio questo più che i risultati sportivi della squadra

- Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche che piu' ti piacciono?
Come ti dicevo la mia passione è iniziata seguendo il campionato inglese su Tele + ed in poco tempo è stata una passione che mi ha travolto.
Sono stato abbonato fin dai primi numeri alla fanzine “UK Football Please”, fanzine che conservo ancora con cura in una scatola ermetica nel soppalco del garage.
Era un periodo in cui mi stavo stufando del calcio italiano per mille motivi. Il calcio inglese è arrivato nel momento giusto. Mi è sempre piaciuto l’attaccamento viscerale alla squadra del cuore, gli stadi pieni, le birre al pub dopo il match, il far finire le partite al triplice fischio senza polemiche inutili per una settimana, certe tradizioni come il replay di FA CUP (sigh!) o il sorteggio integrale nella stessa, le maglie e certi gruppi musicali che si abbinavano in modo deciso a certe squadre (Oasis, Blur, Booze and Glory). Insomma la cultura inglese mi ha sempre affascinato e purtroppo la globalizzazione sta rendendo sempre più il calcio inglese un prodotto di plastica….ma si cerca di resistere!

Danilo, raccontaci com'è nata l'idea del libro in memoria di Christian LaFauci, ed ora che sta uscendo anche il secondo avete altre iniziative legate a questo progetto?
Ti ringrazio per la domanda che mi da la possibilità di parlare di un persona a me cara. Ho conosciuto Christian per via del libro che aveva scritto su Matthew Le Tissier ed è stato subito feeling intenso.
Abbiamo creato “Radio Cruijff” un programma radiofonico in streaming che raccontava di calcio passato, musica e strada. Purtroppo Christian e la madre sono venuti a mancare in modo tragico nel Luglio di 3 anni fa e da allora il suo ricordo e certe esigenze impellenti sono presenti in maniera costante.
Abbiamo raccolto delle storie di calcio fra i suoi amici di penna e stampato un libro all’indomani della sua morte. I proventi sono serviti per pagare uno spazio e una lapide al cimitero di Genova (visto che la situazione economica di Christian non era delle più ottimali).
Ora uscirà un secondo volume in sua memoria (il titolo è "La mia passione, Il mio calcio).
Il libro è edito da Urbone Publishing (costo 15 euro) e ancora una volta raggrupperà 25 storie di calcio scritte o concesse da alcuni suoi amici. I proventi andranno alla Band degli Orsi, un’associazione di Genova (città di Christian) che si occupa di dare sostegno logistico ai parenti dei bambini ricoverati all’ospedale Gaslini di Genova.
Per il futuro l’obiettivo è di ricordare Christian con iniziative in sua memoria e di farci trovare pronti economicamente fra qualche anno (2030) ad affrontare le spese di rinnovo del posto al cimitero di Genova.

9 settembre 2024

the LADS. Andrea Scarpellini. Uno speaker 🎙per amico..

Quattro chiacchiere con Andrea Scarpellini, 50enne romano, speaker per passione ed amante del football british, ma non solo..

- Raccontaci com'è iniziata la tua passione per il calcio inglese?
Da piccolo primi anni 80. Il noto giornalista romano Michele Plastino, che poi divento' il mio primo direttore radiofonico, trasmetteva il calcio inglese su una tv privata Teleroma 56 insieme a Sandro Piccinini. Impazzii' improvvisamente.
La telecronaca era la loro ma sotto si sentiva sia il commento del telecronista inglese e soprattutto la musicalità dei cori delle terraces.

- Immagino che sei stato in Inghilterra, quale trasferta ricordi maggiormente?
Si tante e non ricordo il numero.
Il viaggio piu bello nelle Midlands tra Birmingham e Nottingham tra le città che più amo, la prima industriale grigia che profuma di pallone, la seconda e' sempre stata una meta per poi vivere la partita al City Ground proprio in un match in first division nel lontano gennaio 2013.
- Quali sono le caratteristiche del calcio inglese che piu' ti piacciono?
Gli stadi, le Firm con il loro stile e poi l'esultanza al gol..... Yeahhh !!!! Mi fermo perche' come tutti noi potremo proseguire oltre
- Raccontaci come è nata l'idea della trasmissione radiofonica "Monday Night On Air"?
Amo tutto cio' che profuma di Regno Unito, football, musica, narrativa, cinema e tradizioni.
Sono nato Speaker a 22 anni ruolo che ho dovuto lasciare dopo anni per motivi economici.
La passione per il microfono è rimasta. E quando qualcuno mi ha chiesto: "Andrea ti andrebbe di tornare in Radio con un tuo format?" Yess. Semplicemente ho riunito le mie piu' grandi passioni microfono, cuffie e UK .
Ladies & Gentlemen ecco a voi il Monday Night On Air!!!
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