10 dicembre 2024

"BACKPASS. The Retro Football Magazine" di Vincenzo Felici

Non è facile trovarlo, soprattutto in città di modeste dimensioni come la mia, ma quando incappi in un giornalaio del corso principale e lo noti, non puoi lasciartelo sfuggire. La nostalgia che provavi da bambino, quando aspettavi con bramosia l'uscita delle riviste più ricercate è insopprimibile. 
Sto parlando del magazine calcistico inglese "Backpass", che non suonerà nuovo agli appassionati più attenti. Pubblicazione storica, bimestrale, reperibile nei grandi centri e ovviamente in terra d'albione, scandaglia il football, soprattutto l'old football, quello che più ci piace, in modo scrupoloso e sistematico. Circa sessanta pagine fitte di rubriche, redatte appassionatamente a Stratford Upon Avon, nel Warwickshire, grazie al supporto di una ventina di collaboratori, impiegati anche nella contemporanea stesura della versione on line. Chi lo ignora potrà intuire che non si tratta di una produzione banale, stracolorata, insediata dal virus del gossip, infarcita di poster, ecc.. 
È roba di nicchia, per intenditori. Basta sfogliarla e rendersene conto: interviste a calciatori ricercati, approfondimenti su icone del calcio britannico ( e non solo ), curiosità, aneddoti, rivisitazioni, match programmes d'eccezione, stadi storici, storie societarie, reports, spazio libri, cultura locale, musica, maglie d'annata, semiprofessionismo, angolo lettori e addirittura necrologio. 
Facciamo finta di trovarci nella leggendaria “Sportpages”, a Londra e sfogliare l'ultima copia uscita, immergendoci nella passione. Iniziamo con una bella intervista a Joe Royle, uno dei pochi calciatori che possono vantarsi di aver vinto con lo stesso Club, in questo caso l'Everton, un campionato da giocatore e una FA Cup da manager. Proseguiamo con la celebrazione della bandiera del Fulham, Jimmy Greaves: chi passando davanti al "Craven Cottage" non ha notato la celebre statua dedicata alla sua memoria?
Bene, Norman Giller ci ripropone una intervista rilasciatagli dal campione poco prima della tragica morte. Rimaniamo in casa bianconera e leggiamo la testimonianza che Bobby Brown ha concesso a Nick Burnell sulla sua carriera coi "cottagers" e sul categorico no rifilato al Milan. Continuiamo col giorno in cui il burbero Brian Clough incontrò la Principessa Diana nel 1991, per la finale di FA Cup fra Nottingham Forest e Tottenham Hotspur, e poi: la storia del controverso Carlton Palmer, che giocò con e fu allenato da grandi talenti; il portiere Phil Parkes, bandiera dei Wolverhampton Wonderers; il programma del giorno, dedicato all'amichevole precampionato fra Aston Villa e Dunfermline Athletic del 2/8/1969; la cavalcata trionfale del Derby County nella stagione 1971/72, fino alla conquista del titolo; "Fellows Park", lo storico stadio del Walsall, barbaramente trasformato nel "Morrisons" Supermarket; il mito del Plymouth Argyle; il colorito cronista Henry Blofeld, tifosissimo del Norwich City; l'undici ideale di Craig Brown; le prime cento presenze coi "Wolves" di Billy Wright; le performance del roccioso stopper Paul Bennett al Southampton; la finale di FA Cup 1962/63 fra Manchester United e Leicester City; una panoramica sulle più belle divise da gioco di Arsenal, Nottingham Forest, Wolverhampton Wanderers, Rotherham United, Heart of Midlothian, Brentford e Galles; un tuffo nelle leghe calcistiche più basse della piramide calcistica inglese; infine un ampio spazio dedicato alle curiosità dei lettori. 

Chiara la tendenza a coltivare un filone sportivo originale, che riporti i lettori ad appassionarsi a contenuti di cui vale la pena discutere, non adombrati dalle frequenti banalità del calcio moderno. Una conoscenza approfondita delle squadre d’origine, delle radici d’appartenenza, per rinsaldare il legame ai propri valori. Già questo elemento merita considerazione, ci fa riflettere su quanto siano diversi i modi di interpretare il calcio, dando vita a confronti costruttivi tra appassionati esperti. Forse il fulcro della pubblicazione è proprio questo. Se col passare degli anni tante iniziative editoriali scompaiono e a dispetto dei fallimenti altrui quella di cui abbiamo argomentato è rimasta in piedi, un motivo c’è. 
Il consenso è generale, ora sta a voi testarlo. Per un pó di tempo accantoniamo il nazional-popolare “Guerin Sportivo” ( pur sempre valido, per carità ), e annusiamo un odore di carta stampata differente, con la consapevolezza che ormai ogni nazione europea vanta una rivista calcistica di riferimento. Nel caso del Regno Unito ne troviamo come minimo due-tre a disposizione, ma dai Maestri del calcio c’era da aspettarselo. La distribuzione di "Backpass" avviene in Italia da parte di "Intercontinental" ( www.intercontinental.it ) al prezzo di 7.95 € a copia. Paghiamo a duro prezzo il prodotto di esportazione, ma vale la pena rischiare. 
La sottoscrizione dell’abbonamento a sette copie sul sito www.backpassmagazine.co.uk costa 52.00 £, ma riservatevi un pó di tempo prima di aderire.

Come da tradizione britannica le cose quando vengono fatte, vengono fatte bene: sempre on line il giornale è comodamente collezionabile, archiviabile in contenitori appositi, da ordinare a piacere. Ultima nota: a garanzia della buona qualità del prodotto il marchio sulla copertina della “PFA” ( Professional Footballers Association; www.thepfa.com ) una delle organizzazioni calcistiche britanniche dai più nobili propositi educativi. Buona lettura a tutti !
di Vincenzo Felici

9 dicembre 2024

LE GRANDI EMOZIONI DEL CALCIO INGLESE - Season 1988/89






















La stagione calcistica 1988/89 rimarrà per molto tempo scolpita nella memoria di tanti appassionati di calcio. Probabilmente le emozioni legate anche a episodi tragici vissute in quell’anno hanno determinato parecchi punti di svolta nel calcio britannico. 
La squalifica delle squadre inglesi era ancora vigente, e l’Europa non poteva annoverare nel tabellone delle sue competizioni quella che probabilmente era la squadra pìù forte (forse assieme al Milan), ovvero il Liverpool. Quella squadra attraverso i vari Grobbelaar, Whelan, Houghton, Barnes, Aldridge, Nicol ed altri continuava in patria le gesta di un Club che vinse dall’inizio degli anni 80, 2 coppe campioni e 6 campionati di cui l’ultimo nella stagione 87/88.
 
La nazionale è reduce da un campionato Europeo, giocato in terra tedesca, allucinante, venendo eliminata al primo turno. Nel 1988 era definitivamente tramontata la stella dell’Everton (campione d’Inghilterra nelle stagioni 1984/85 e 1986/87, e coppa delle coppe 1984/85), era lontano a nascere il Man Utd mentre il Chelsea militava in Second Division così come il Leeds United. Nella stagione 1988/89 non si usava portare in panchina il secondo portiere e le rose prevedevano in panchina solo due giocatori per parte. In quell’anno un tifoso poi divenuto celebre, continuava a tormentarsi e a tifare Arsenal. Purtroppo le barriere che ora non dividono più le tribune dal campo, in quegli anni e in diversi stadi ammonivano sinistri presagi. Il campionato parte ed i Reds appaiono di gran lunga la squadra favorita, anche se la testa della classifica vede primeggiare anche altre squadre tra cui per diverse giornate i canaries del Norwich City. Si disputano ottime partite. Gli appassionati italiani hanno la possibilità di seguire il campionato in Tv, Tmc possiede i diritti sia della Big League che della Fa Cup e trasmette diversi incontri in diretta. Ricordo un vibrante Merseyside Derby giocato al Goodison Park (1-1), un’avvincente Tottenham Liverpool giocata il Lunedì di Pasqua (1-2). 
L’ Fa Cup con il suo carico di storia regala al terzo turno l’avvincente vittoria del Sutton United ai danni del Coventry City detentore della coppa. Il Sutton United militava nella Vauxhall Conference, ovvero il nostro interregionale. Militano invece in Big League squadre ora relegate nei meandri delle serie inferiori, Clubs che da allora ad oggi sono morti e rinati più volte, alcuni nomi su tutti Newcastle United, QPR, Luton Town, Milwall, Nottingham Forest ed altri ancora. Il livello generale del gioco purtroppo denota l’assenza di un valido confronto con il calcio del resto d’Europa dovuto come già detto alla squalifica del dopo Heysel, ma è comunque vero football made in UK.

Il 15 aprile 1989, alle spalle di Grobbelaar all’Hillsborough di Sheffield durante la semifinale di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forest si compie la tragedia. Vengono aperte le porte di una tribuna a gente sprovvista di biglietti e moltissime persone rimangono schiacciate contro le ringhiere che separano le gradinate dal campo. Persero la vita quasi 100 persone. Mai come in quel periodo il “You’ll never walk alone” fu l’inno del Liverpool. 

Ora, purtroppo anche i Reds sono colpiti nella storia da una tragedia. I fiori sotto la Kop resteranno a lungo l’immagine di un ricordo indelebile che tanta gente ha saputo tributare alle vittime. La semifinale si rigioca il Liverpool travolge gli arceri di Clough e approda alla finale. Il traguardo da raggiungere rappresenta un tributo nei confronti delle vittime. La finale di Wembley è in realtà un Merseyside derby, infatti a contendere la coppa del torneo più vecchio del mondo è l’ Everton. 
Finisce spettacolarmente 3-2 ed il Liverpool alza al cielo la coppa con tutto il suo significato. Spariranno le barriere, sparirà la Kop, non ci sarà più il fiume giallo, non si vedrà più lo spettacolare avanzare verso il campo di un’onda di gente accalcata su se stessa. L’Arsenal è un po meno Boring Arsenal e fino alla fine tiene testa al Liverpool e nonostante passi fassi casalinghi a poche giornate dal termine, il 26 maggio 1989 deve scendere in campo ad Anfield Road e vincere per 2-0 per raggiungere in testa alla classifica i Reds e vincere il titolo grazie alla differenza reti. Quello che si compie quella notte ad Anfield, tutto è fuorchè logica. Solo un film può raccontare emozioni che sembrano impossibili da vivere. In realtà la stagione calcistica 1988/89 è un film emozionante, un grande film. Il Liverpool stanco del fine stagione è comunque una squadra che entusiasma per il gioco proposto. Ma il Liverpool del 26 maggio 1989 è stanco, si vede, l’Arsenal vince. 2-0. Al 90’. E’ Thomas a segnare il 2-0, diventerà The History Man
Sparirà il Boring Arsenal. Per me invece Liverpool vs Arsenal 0-2 è semplicemente The History Match, e ricorderò per sempre l’immagine in Tv di un Kenny Dalglish impietrito a fissare l’infinito. La passione per il calcio inglese passa in secondo piano quando ancora oggi mi chiedo quanti tra i milioni di tifosi del calcio conoscano l’epilogo della Big League 1988/89. 

Credo che chi quella sera abbia assistito in Tv a quei momenti irripetibili, non possa nascondere l’estasi di quell’atmosfera che solo il calcio inglese può trasmettere. Nick Hornby, il tifoso che prima si tormentava, scriverà un libro che poi diventerà anche un film sulla magia di quell’evento. 
Penso concludendo, che la stagione 1988/89 rappresenti un punto di svolta per tanti aspetti oltre a quelli descritti. Le stagioni che seguiranno segnano infatti l’esplosione per l’attenzione rivolta al campionato inglese dalle Televisioni di tutto il mondo. Di lì a poco in Italia il Campionato Inglese si potrà gustare solo pagando, le partite del Tottenham sono proposte a ripetizione perché tra le sue fila un giovane emergente è conteso da mezza europa mentre in patria viene bersagliato dalle tavolette di cioccolato. Il 27 maggio 1989 la nazionale inglese batte la Scozia per 2 reti a zero a Glasgow. Per problemi di ordine pubblico sarà l’ultima delle sfide annuali che si disputano ininterrottamente dal 1872. 
Sparirà a breve anche la Big League o First Division, come dir si voglia, e nascerà la Premier League. Continueranno le emozioni !!!
di Michele Vello, da UK Football please

7 dicembre 2024

the LADS. Simone Longo (Ipswich Town)

Sono Simone Longo , classe 1982, vivo a Milano (dove sono nato e cresciuto) ma credo di essere stato britannico in una vita precedente. Adoro tutto ciò che è british: il clima, il cibo, la gente, la cultura e in Gran Bretagna mi sento a casa.
-Di quale squadra britannica sei tifoso e come mai?
2 Sono tifoso dell’Ipswich Town. Innanzi tutto è una questione di famiglia: mio fratello Claudio ha 15 anni in più di me e si è goduto l’impresa eroica dei super blues di Bobby Robson che conquistarono la coppa UEFA nel 1981 e da lì è partito il suo tifo. Quindi, anche se sono nato l’anno dopo, a casa mia si è sempre respirata la passione per il club del Suffolk e non è stato difficile appassionarmi a mia volta. L’amore vero però è sbocciato definitivamente il 6 dicembre 2001 quando finalmente ho avuto la possibilità di vedere i tractor boys dal vivo a San Siro (lo stadio della mia città) in occasione della partita di coppa UEFA contro l’Inter. Riuscii a trovare il biglietto nel settore ospiti e a vedere la partita in mezzo agli oltre 10.000 tifosi della blue army che invasero Milano. Travolto dal calore, dall’esperienza (fino a quel momento unica) ricordo ancora oggi che, uscendo dallo stadio, pensai: “chissà se un giorno riuscirò mai a vedere una partita a Portman Road?....sarebbe un sogno”. E il mio sogno si è più che avverato: in oltre 20 anni ho avuto la fortuna di poter sostenere la squadra dal vivo in casa e in trasferta, in un viaggio coinvolgente, che va aldilà di una vittoria o di una sconfitta, che va aldilà della categoria tra i campionati di Championship, League One e Premier League. Un viaggio con il cuore che batte forte e l’emozione che ogni volta è come se fosse la prima! Nel 2011 ho avuto l’onore di diventare il presidente della sezione italiana del supporters club ufficiale della società (ITFC Italian Branch), il che mi ha permesso di trasmettere la mia passione ad amici vecchi e nuovi e di radunare i tifosi della squadra sparsi per lo stivale. Poter rappresentare ufficialmente il mio club con la mission di condividerne i valori e far conoscere la nostra realtà mi riempie di orgoglio. Siamo una cinquantina di membri e negli anni abbiamo condiviso diverse attività: tra le altre, oltre a guardare le partite (quando possibile dal vivo, altrimenti al pub), abbiamo giocato partite con altri fans club con lo scopo magari di raccogliere qualche fondo per beneficenza e abbiamo collaborato con il club stesso come ad esempio quando, in collaborazione con la sezione heritage, abbiamo ripercorso le orme della fondazione del club nel 1878 riproducendo la prima foto della squadra arrivata ai giorni nostri. Si è costruito un legame saldo con il club: abbiamo avuto l’onore di aver accesso e di conoscere la realtà Ipswich a tutti i livelli: società, città, tifosi, leggende del club, di stringere nuove amicizie. 

L’Ipswich è considerato il “family club” per eccellenza e siamo fieri di farne parte. Insomma posso proprio dire di poter vivere il mio sogno che va aldilà del calcio: il calcio è solo un mezzo, alla fine ciò che conta è la passione che mi accompagna nella vita di tutti i giorni ed è bello condividerla con i miei amici, la mia famiglia, mia moglie e mio figlio che mi supportano e mi accompagnano nel quotidiano, nelle attività e nei viaggi in Inghilterra. Le partite e i risultati passano ma i legami forti restano, sono molto grato per questo dono!
-Come è iniziata la tua passione per il calcio britannico e quali sono le caratteristiche del calcio britannico che piu' ti piacciono?
3 La mia passione per il calcio inglese in generale inizia nei primi anni 90 seguendo le partite di FA Cup trasmesse su Rete Capodistria prima e TMC poi, accompagnate dalle pagine del Guerin Sportivo e dalle partite sul campo di Subbuteo dove attraverso il gioco si dava sfogo alla fantasia e quel panno verde diventava Wembley. In un'epoca dove tutto ciò appariva così lontano e diverso ma così bello e coinvolgente. Crescendo, con i mezzi che man mano annullavano le distanze e potendo approfondire e conoscere il mondo del calcio inglese non potevo che rimanerne travolto. Le caratteristiche che mi affascinano di più del calcio britannico sono il senso di appartenenza tra club tifosi e città e la cultura sportiva. Infine non posso che ringraziare l'Inghilterra per aver creato ormai più di 150 anni fa questo sport che, come posso testimoniare, è molto più di un gioco!

Libri sul calcio inglese, 16 consigli per Natale.


















Ecco a voi una lista di 16 libri📚 sul calcio inglese che ogni appassionato dovrebbe avere nella propria libreria. Non è una classifica, sono solo consigli, quale miglior occasione del Natale🎄 per arricchire la vostra passione.

"FEBBRE a 90'" di Nick Hornby (Guanda), 1997

"THE BEST" di George Best (Baldini & Castoldi), 2002

"LE RETI di WEMBLEY. Viaggio nostalgico nella Londra del calcio" di Roberto Gotta (Libri di Sport), 2003

"NOI SIAMO IL WIMBLEDON" di Stefano Faccendini (Ed.Clandestine), 2006

"MANCHESTER UNITED - La leggenda dei Busby Babes" di Luca Manes (BradipoLibri), 2006

"LA MIA VITA ROVINATA DAL MANCHESTER UNITED" di Colin Shindler (Baldini & Castoldi), 2007

"IL MALEDETTO UNITED" di David Peace (Il Saggiatore), 2009

"SHOTS AND KICKS" di Gianluca Ottone (Boogaloo), 2014

"ALEX FERGUSON La mia vita" di Alex Ferguson (Bompiani), 2015

"ADDIO WEST HAM: Il nostro ultimo anno ad Upton Park" di Roberto Gotta (Indiscreto), 2016

"LA STANZA DEI SOGNI" di Giampiero Vola (Urbone), 2016

"15 APRILE 1989: La verità sul disastro di Hillsborough" di Indro Pajaro (Urbone), 2016

"ARSENE WENGER, La mia vita in bianco e rosso. Le mie passioni, il mio calcio" di Arsène Wenger (Baldini & Castoldi), 2020

"Brian Clough. Il Più Grande" di Remo Gandolfi (Urbone), 2022



Tutti i libri recensiti da FIRST Division sul calcio inglese.
Questo blog viene aggiornato senza alcuna periodicità e non può quindi essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7/03/2001. L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti che siano lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima. Le foto di questo blog sono pubblicate su Internet e sono state quindi ritenute di pubblico dominio. Se gli autori desiderano chiederne la rimozione, è sufficiente scrivere un'e-mail o un commento al responsabile del sito.