Se nasci a Londra, calcisticamente parlando, hai l’imbarazzo della scelta: Chelsea, Tottenham, Arsenal, West Ham… Se sei adolescente, intorno alla fine degli anni ’60, all’indomani della vittoria della nazionale inglese contro la Germania Ovest sul suolo sacro di Wembley, beh è impossibile che tu non abbia ancora scelto per quale squadra tifare. Blues, Spurs, Gunners, Hammers, sono soprannomi così accattivanti, con i quali pensi che sarebbe anche più facile farti accettare dai tuoi compagni. Ma tu sei nato a Bromley, nell’estrema periferia a sud-est e tuo padre non ha la minima intenzione di portarti ogni sabato pomeriggio dall’altra parte della città per veder giocare Bobby Moore, Geoff Hurst e Martin Peters.
Dave ha quattordici anni quando un pomeriggio d’estate del 1969 accade un evento che prima di allora poteva solo immaginare nella sua fantasia, giocando a Subbuteo magari: il West Ham, uno dei club più prestigiosi di prima divisione arriva ad Hayes Lane per disputare un incontro amichevole pre-campionato contro il Bromley, squadra dilettantistica che milita nella Isthmian League, campionato che corrisponde al settimo livello della piramide calcistica inglese, e che comprende alcune squadre della periferia di Londra più alcune delle contee del sud-est. Il ragazzo però ha ormai fatto la sua scelta, dopo aver visto, all’età di undici anni, i Lillywhites (soprannome non proprio accattivante) battere per 3-2 i Wycombe Wanderers. Ma oggi ci sono i campioni del West Ham, tra cui spiccano alcuni degli eroi di Wembley sopra citati. Poco dopo mezzogiorno Dave è già ad Hayes Lane perché anche se il calcio d’inizio è programmato alle 19.30 Dave non vuole certo perdere l’occasione di farsi firmare qualche autografo. Tuttavia, deve attendere fin dopo le 18.00 perché qualcuno si faccia vivo. Il primo è l’inserviente che lo guarda incuriosito. Dopodiché iniziano ad arrivare i beniamini di casa che lui saluta ad uno ad uno augurandogli buona fortuna per l’incontro. Li conosce tutti, li chiama per nome e per ognuno di loro ha già trovato un soprannome: c’è Pat “Postman” Brown che durante la settimana fa il portalettere, c’è il portiere Alan Soper (Sope), c’è Jeff “Tower” Bridge, c’è Phil Amato (Tomato Face) e infine c’è l’idolo di Hayes Lane, Alan Stonebridge (Stoney), il miglior marcatore della scorsa stagione e probabilmente il più grande calciatore che abbia ma indossato la casacca del Bromley. Dave ha con sé anche un paio di scarpini da calcio, per farsi trovare pronto nel caso in cui qualche giocatore del Bromley dovesse rimanere coinvolto in qualche incidente stradale, senza danni seri ovviamente, ma abbastanza da non poter arrivare in tempo per il calcio di inizio, qualora lo speaker dovesse annunciare la necessità di far giocare qualcuno dei presenti tra il pubblico.
Poi finalmente arriva il bus del West Ham ma a scendere non sono gli eroi di Wembley, bensì una squadra di riserve che Ron Greenwood, manager degli Hammers, ha deciso di testare in vista dell’imminente avvio di stagione.
Poco importa, l’attesa è finita, dopo un’estate senza football la stagione sta per ricominciare e con entusiasmo Dave si precipita ai tornelli. Vuole essere il primo ad andare a sedersi nella Main Stand (l’unica a dire la verità) per assistere all’incontro del secolo.
Al termine dei primi quarantacinque minuti il punteggio è ancora bloccato sullo 0-0. Ciò significa che se il Bromley riesce a tenere testa al West Ham per un tempo probabilmente ci sono buone probabilità di terminare il campionato nella parte alta della classifica. Poi dopo quasi un’ora di gioco succede l’incredibile: un lungo cross di Johnny Mears viene intercettato dal grande Alan Stonebridge che la mette dentro. È 1-0 per il Bromley!
L’illusione si interrompe quando il West Ham fa entrare in campo il nuovo astro nascente delle Bermuda Clyde Best che si prende letteralmente gioco dei difensori del Bromley e in pochi minuti ribalta il punteggio. Finisce 1-3 ma Dave è carico di ottimismo, soprattutto dopo aver visto i suoi beniamini tenere testa al West Ham per un’ora abbondante. Non sa che la stagione che sta per arrivare sarà una delle peggiori di sempre nella storia del Bromley che infatti finirà ultima in classifica con soli dieci punti, tre vittorie, quattro pareggi e ben trentuno sconfitte; ventotto gol realizzati contro centoundici subiti, sconfitti anche dai Corinthian Casuals.
Poco importa, dalla Isthmian League non si retrocede, come a dire che oltre al fondo non si può scavare, ci sarà un’altra stagione da guardare come sempre con ottimismo, nel frattempo Dave si è fatto nuovi amici, c’è Dave grande tifoso dell’Arsenal, con cui condivide la passione sfegatata per tutto ciò che riguarda il football (statistiche, ritagli di giornale, trasferimenti, figurine ecc…) e poi c’è la sorella di Dave, bellissima e per la quale Dave ha un debole ma a cui non si dichiarerà mai per paura di subire una delusione. Ci sono i compagni dell’Hayesford Park Reserve, squadra ultima in classifica della Orpington and Bromley Disctrict Sunday League, con zero vittorie e un pareggio su diciotto incontri. E poi ci sono gli amici di Hayes Lane, i Bromley Boys: Derek, Roy e Peter con cui Dave condivide speranze, illusioni, gioie (poche) e frustrazione (tanta), e tanti freddi pomeriggi sugli spalti sferzati da vento e pioggia, le trasferte in pullman e le partite di coppa giocate in notturna. E proprio al ritorno da un match di coppa la società, essendo il bus pieno, gli organizza il viaggio di ritorno sulla macchina di Alan Stonebridge. Si, proprio il formidabile attaccante. Dave è incredulo e quella serata rimarrà per sempre nella sua memoria come il momento più alto del suo amore per il Bromley. Dave non si accontenta di essere un tifoso qualunque, vuole entrare a fare parte della squadra ed è così che per premiare la sua fedeltà il board decide di farlo lavorare nel chiosco del the da cui può godersi la partita da una posizione privilegiata e coi soldi della prima paga si compra il singolo Space Oddity di David Bowie, anche lui di Bromley.
Pagina dopo pagina il libro ti conquista nella sua semplicità, certo, c’è anche tanta nostalgia per quel tempo in cui le tribune perdevano i pezzi, i campi erano delle distese di fango e i calciatori erano degli eroi.
Oggi il Bromley ha già conquistato la matematica promozione alla League One per la prima volta nei suoi oltre 130 anni di storia e ha anche buone probabilità di conquistare il titolo di Campioni della League Two.
Ho cercato di contattare Dave attraverso i social per fargli qualche domanda ma senza successo. Purtroppo, ho appreso che Dave è venuto a mancare nel novembre 2021 per le complicazioni di una malattia che lo aveva colpito durante quello stesso anno, mentre il mondo stava uscendo dall’incubo della pandemia. Oggi sarebbe più che mai orgoglioso del suo Bromley. I suoi amici, Roy, Derek e Peter, I Bromley Boys, ancora gli scrivono messaggi sulla sua pagina Facebook come se lui fosse ancora tra noi, mentre il suo libro è nel frattempo diventato anche un film.
Il Bromley, nel frattempo, ha anche cambiato soprannome: The Ravens (i Corvi), soprannome decisamente più accattivante, e pare incredibile che la prossima stagione potrà giocare in League One contro squadre come Luton Town, Plymouth, Wimbledon, Barnsley, Blackpool e con molta probabilità anche Sheffield Wednesday e Leicester. Sono ben lontani i tempi in cui i Lillywhites lottavano per evitare l’ultima posizione in classifica della Isthmian League contro i rivali del Corinthian Casuals. Una cosa è sicura però, grazie al racconto di Dave i ragazzi di Bromley sapranno sempre da dove vengono.




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