5 giugno 2025

"CAMPIONI del MONDO. Romanzo ucronico ambientato ai tempi di Italia 90" di Antonello Cattani (Urbone), 2025


"Nei secondi finali ho sbagliato un gol facilissimo. Ho calciato forte la palla che ha sfiorato la spalla di Taffarel, si è alzata, ha colpito la traversa ed è finita fuori. Avrei potuto metterla ovunque. Nove volte su dieci l’avrei fatto. Dopo sono rimasto lì, sdraiato sull’erba, pensando: “Il nostro mondiale è finito” Ci penso sempre, quel ricordo non se ne va mai" .. Mo Johnston, attaccante della Scozia a Italia 90.

Se quella palla fosse entrata, al novantesimo minuto di Brasile-Scozia, forse la storia di quei mondiali sarebbe cambiata. La Scozia avrebbe passato il primo turno e agli ottavi di finale tutto sarebbe potuto accadere. Perfino che arrivasse a disputare la finalissima contro l’Argentina di Maradona e magari vincere. Certo ce ne vuole di fantasia per pensare ad un simile epilogo, ma il cuore di un giovane tifoso innamorato di quella maglia può arrivare ad immaginare che questo potesse davvero accadere. Sogno e realtà in questo romanzo si rincorrono in un susseguirsi di emozioni.

4 giugno 2025

SCOUSE NOT ENGLISH. Il perchè non tifano la nazionale inglese

La città di Liverpool, con una forte comunità irlandese è situata sulla costa occidentale dell'Inghilterra, spesso non appare molto "inglese". Molti abitanti si sentono più irlandesi che inglesi, il che si riflette in una scarsa affinità verso la squadra nazionale. La città è stata un centro commerciale per secoli, il che ha portato a molte mescolanze tra la gente del posto e i marinai scandinavi, irlandesi e scozzesi. 























C’è chi sostiene che gli scouse abbiano nel dna il sangue dei Vichinghi, Pitti e Gaelici, questo stesso termine deriva dal piatto chiamato Scouse (o lobskause) che fu introdotto in città dai marinai scandinavi. I visitatori della città lo assaggiarono e lo apprezzarono, trovandolo molto diffuso sia a
Liverpool che nei dintorni. A tal punto che, a causa di questa pietanza, le persone di fuori iniziarono a chiamare gli abitanti di Liverpool "scousers", questo piatto era accompagnato spesso da gallette di pane, il che causò alla gente di Liverpool il nomignolo dispregiativo di “mangia gallette”, come ci ricorda il buon John King nei suoi libri. 
Per questi motivi è più sentita affinità culturale tra i Liverpudians e il popolo irlandese rispetto alle vicine contee inglesi.
Questo sentimento è stato aggravato da lunghi periodi di governo conservatore che hanno influenzato negativamente il rapporto tra Liverpool e il resto dell'Inghilterra. Negli anni '80, sotto il governo di Margaret Thatcher, Liverpool ha sofferto di povertà e disoccupazione. Dopo i disordini di Toxteth del 1981, il cancelliere Geoffrey Howe suggerì un "declino gestito" per la città, raccomandando di non investire eccessivamente le risorse in questo centro abitato. Sebbene questa proposta non fu attuata grazie ai piani di rigenerazione di Heseltine, la città si sentì comunque abbandonata dal governo. Il malcontento della città si è visto anche negli ultimi 14 anni di austerità sotto i governi Tory, che hanno portato a tagli brutali e peggiorato la qualità della vita per molti abitanti. La sensazione prevalente è che se l'Inghilterra non si preoccupa di Liverpool, la città non dovrebbe interessarsi dell'Inghilterra.

Il disastro di Hillsborough del 1989, in cui 97 tifosi del Liverpool persero la vita, è un esempio emblematico di questo sentimento. I tifosi furono infangati dal giornale nazionale “The Sun”, di cui ricordiamo alcuni sottotitoli "Some fans picked pockets of victims", "Some fans urinated on the brave cops" e "Some fans beat up PC giving kiss of life"; la polizia cercò di nascondere la verità, inoltre tutti i politici dei successivi governi a detta dei reds pare abbiano provato a insabbiare il tutto. Solo nel 2012 grazie a varie inchieste i fans sono stati esonerati da ogni colpa, rivelando un ampio insabbiamento della polizia, Il Liverpool FC ha vietato ai giornalisti del The Sun di entrare ad Anfield nel 2017, negando loro l'accesso alle partite e alle conferenze stampa. L'Everton ha seguito lo stesso esempio qualche mese dopo con il Goodison Park poiché uno dei suoi editorialisti in un articolo paragonò un loro giocatore a una scimmia. Tuttavia, ancora oggi, i tifosi del Liverpool affrontano insulti riguardo a Hillsborough, rafforzando il loro distacco dall'Inghilterra, questo ed altri cori tipo “Feed the scousers” and “sign on, sign on”La Kop, la terrace dei reds al minuto 89 di ogni partita intona “You'll never walk alone” in onore ai 97.

Questa storia di abbandono e ingiustizia ha alimentato a Liverpool una vena ribelle e una mentalità più internazionale. Durante eventi sportivi come gli Europei, è raro vedere i pub della città cantare l'inno nazionale o celebrare i successi dell'Inghilterra. L'opposizione dei tifosi del Liverpool verso l'establishment si manifesta anche con i fischi all'inno nazionale, ultimo esempio i “Booing” durante l’inno in Chelsea Liverpool per la Carabao Cup a Wembley il 25 febbraio 2024.

Un curiosità: Il Goodison Park è stato uno dei numerosi stadi utilizzati per ospitare le partite durante la Coppa del Mondo del 1966, ospitata e vinta dall'Inghilterra. La casa dei Toffees avrebbe dovuto ospitare la semifinale dei Tre Leoni contro il Portogallo. Tuttavia, questa partita è stata spostata a Londra allo stadio di Wembley su richiesta della FIFA. Venne esposto uno striscione di protesta tra il pubblico di Goodison Park durante la semifinale della Coppa del Mondo tra Germania Ovest e Unione Sovietica.

La distanza di Liverpool dall'identità inglese è visibile anche nel disinteresse per eventi nazionali, come dimostra l'assenza di feste di strada per i matrimoni reali. Il sostegno per la squadra inglese è visto come qualcosa di appartenente a piccole città che raramente viaggiano in Europa, rendendo il tifo per l'Inghilterra un'esperienza quasi estranea per molti abitanti di Liverpool.
In sintesi, la storia di Liverpool, segnata da discriminazione, abbandono governativo e una forte identità irlandese, ha creato una cultura cittadina che si sente distinta e spesso in opposizione all'Inghilterra. Questo si riflette nel calcio e nella vita quotidiana, dove molti abitanti della città preferiscono "camminare da soli" piuttosto che identificarsi con l'establishment inglese.
di Alberto Di Candia, da https://dressersroma.com/it/blog

3 giugno 2025

"LONDRA E I SUOI STADI. La capitale del football tra pallone, pub e musica" di Carlo Cartacci (Urbone), 2025


La capitale del football tra pallone, pub e musica
Prefazione di Maurizio Compagnoni
Un viaggio fotografico e sentimentale nel cuore pulsante del calcio mondiale: Londra, città dove ogni quartiere ha il suo stadio, il suo pub, la sua squadra.
Frutto di quindici anni di viaggi e scatti, questo libro raccoglie immagini uniche e racconti che intrecciano storia, architettura, passione sportiva e cultura popolare. Dai grandi templi come Wembley, Stamford Bridge ed Emirates Stadium, fino agli impianti di periferia che custodiscono l’anima più autentica del football inglese. Con uno sguardo nostalgico agli stadi che non esistono più e un’attenzione speciale per quelli nuovi, moderni e tecnologici, pronti a scrivere il futuro del gioco più amato al mondo Ma “Londra e i suoi stadi” è anche un omaggio alla vita fuori dal campo: ai pub dove si canta prima del fischio d’inizio e si brinda dopo il novantesimo; ai legami profondi tra musica e calcio, tra tifoserie e rock band, tra cori da stadio e colonne sonore indimenticabili.
Un’opera imperdibile per chi ama il calcio inglese, la fotografia, e i racconti che nascono dove la passione incontra la memoria.

2 giugno 2025

BOBBY KEETCH. Un giocatore..d'arte

Chiariamoci subito, il motivo per cui vi propongo il profilo di Bobby Keetch non è certamente per il valore calcistico di Bobby nè per le sue vittorie e trofei nè per le sue imprese sul campo.
Il motivo è un altro, Bobby è stato uno dei calciatori che sono stati protagonisti della swinging London negli anni '60. Il grande merito di Keetch è stato quello di far salire la stima dei calciatori all'interno della società riscattandone la fama di atleti senza cervello

Nasce a Tottenham il 25/10/1941 e cresce nelle giovanili del West Ham per approdare nel 1959 a Craven Cottage dove esordisce nella massima serie nel 1961.
E' un giocatore rude come ce ne sono tanti nelle difese di ogni squadra tant'è che se andate a leggere i blog dei tifosi del Fulham è ancora ricordato dagli anziani più per le sue scarponerie che per le sue gesta. Quello che colpisce è il suo aspetto biondo ed elegante, profuma anche in campo dove gioca con catene e anelli d'oro che ciondolano mentre si muove ed arriva al Craven Cottage con una Rolls Royce scoperta e l'orologio d'oro nel panciotto. E' molto bravo però a fare spogliatoio, divertente e chiassoso sempre pronto ad una bevuta a fine gara coi compagni. Ma è fuori dal campo che da il meglio di se. Diventando un'icona culturale di quegli anni, amico degli artisti londinesi frequenta il pittore Pietro Annigoni visita mostre e gallerie. 

E' il primo giocatore di football che frequenta il jet-set londinese e parla con cognizione di causa di arte. Guida una Lotus Elan veste a Mayfair ha stile e fascino, parla di Bob Dylan e del perchè la Stax ha più anima che la Motown, della Pop Art. Gira per Buckingham Palace con gli amici e un pappagallo sulla spalla.
Capisce che il football è un business. Oltre a giocare a calcio si occupa del suo negozio di arte e antichità sapendo che i guadagni del calcio non saranno sufficenti per il resto della vita. Agli inizi dei '60 il Fulham è una squadra molto in voga che attira spettatori dal mondo del cinema e della moda tanto che Chamberlain dichiara "non so se ci sono più commedianti in campo o sugli spalti". Leggenda dice che il grande Haynes dopo una partita non può accedere alla sala massaggi perchè occupata da un levriero da corsa.
Grazie a personaggi come Keetch i calciatori cominciano a guadagnare le attenzioni della comunità. La vittoria nel mondiale del 1966 rende il calcio popolare anche agli strati più alti della società che lo avevano sempre guardato dall'alto al basso. Arrivano gli inviti alle feste importanti. Lady Hesketh una nobile di allora invita i suoi nuovi amici nella sua tenuta nel Northamptonshire per una partita che lei stessa arbitra.

Gli interessi verso i calciatori col passare del tempo cominciano a calare col finire delle carriere dei calciatori più carismatici. Ma Keetch continua ad essere popolare in società tanto che il libro "Bluff your way to social climbing" lo indica insieme a Best e Trevor Hockey, un mediano dello Sheffield Utd con una capigliatura alla Beatle, come socialmente adatti ad essere invitati alle feste. Fa coppia con Robert Fraser il più famose commerciante d'arte di Londra e nell'appartamento di Fraser incontra Paul McCartney, Mick Jagger e William Burroughs.
Nonostante la bella vita le prestazioni di Keetch sul campo sono sempre efficaci, ma la sua carriera al Fulham termina con l'arrivo di Vic Buckingam nel 1965.
Buckingam mal sopporta la personalità di Keetch e dopo un anno il Fulham lo molla dopo 120 presenze e 2 goal. Per Bobby è un colpo perchè considera Fulham la sua famiglia tanto che pensa di smettere, ma il QPR lo ingaggia a Novembre. Bobby diviene un eroe di Loftus Road fino al 1969 quando viene ceduto al Durban in Sud Africa.
E qui termina la carriere calcistica di Bobby Keetch.

Non è un bel periodo per smettere, la swinging london è finita e nel calcio al 'glamour' si è sostituita la rudezza delle squadre di Don Revie che isola i giocatori più fantasiosi. Keetch ha meno di 30 anni quando lascia il calcio per diventare un commerciante d'arte. Pochi lo ricordano. Tiene i contatti con i suoi vecchi amici del calcio come Venables e Best e nel 1996 lavora al lancio di un ristorante a tema calcistico chiamato Football Football. 
Keetch vede Venables 2 giorni dopo la sconfitta in semifinale in Euro 96 dell'Inghilterrra. Dopo poco Bobby ha un'emorragia celebrale e muore. Nel 1998 in un'intervista Best dichiara che l'ultima volta che ha pianto è stato per la morte dell'amico Bobby.
di Gian Paolo Manfredini
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