15 settembre 2026

"HOLLOWAY ROAD. Una ragazza italiana nella Londra degli anni ’80" di Lea Bardi, 2026


Una ragazza italiana nella Londra degli anni ’80. Una città elettrica, dark, indimenticabile.
Nel 1980 Lea ha ventidue anni e la certezza che, se resterà a Genova, finirà per vivere una vita che non le appartiene. Parte per Londra con pochi soldi, un inglese incerto e il desiderio di essere altrove, diversa, libera.
La città che la accoglie non è quella delle cartoline. È una Londra cosmopolita ma dura, inquieta, segnata dalla disoccupazione, dagli scioperi, dall’Inghilterra della Thatcher e da una violenza che ogni tanto affiora dove meno te l’aspetti: nelle strade, negli stadi, nelle crepe di una società che cambia e resiste al cambiamento.
Ma è anche una Londra giovane, notturna, elettrica, fatta di case condivise, locali underground, cineclub, incontri improvvisi, party che sembrano non finire mai e desideri capaci di spostare il confine di una vita. In quell’universo nuovo, l’incontro con Victoria apre per Lea uno spazio inatteso: quello in cui anche l’amore tra donne può uscire dal cono d’ombra e diventare parte della vita, con tutta la sua forza, la sua libertà e le sue conseguenze. Tra amicizie, incontri, amore e disincanto, Lea attraversa una Londra che sembra offrire tutto, ma a un prezzo altissimo. Intorno a lei passano gli eventi, le atmosfere e le contraddizioni degli anni Ottanta: la politica, la cultura giovanile, il femminismo, la scena LGBT, le paure collettive, l’AIDS e quella fame di libertà che apparteneva a un’intera generazione.
La colonna sonora che accompagna la sua storia attraversa un’intera stagione: dal punk rock al post-punk, dalla new wave alle suggestioni new romantic, in una città dove la musica non è solo sottofondo, ma appartenenza, linguaggio, promessa di trasformazione.
Holloway Road è un romanzo di formazione, amore e memoria: il racconto vivido di una giovane donna nella Londra sorprendente degli anni Ottanta, un salto nel passato per ritrovare lo spirito di un’epoca, la sua energia, le sue illusioni e le sue ferite.

Per chi quegli anni li ha vissuti, è un ritorno.
Per chi non c’era, è un modo per attraversarli come se fossero ancora vivi.

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