Rotterdam. Everton e Rapid Vienna approdano alla loro prima finale europea. I blues puntano al trionfo continentale a coronamento di una stagione che li ha visti protagonisti su tre fronti: campionato, coppa d’Inghilterra e Coppa delle Coppe. Il match di Rotterdam rappresenta così per l’Everton un’altra impegnativa tappa di una lunga stagione, intermezzo internazionale tra le partite della League e le ambizioni nella F.A. Cup.
E’ anche una sfida indiretta stracittadina con i cugini del Liverpool di Fagan, da anni leader in Inghilterra e in Europa. Il Rapid, forse pago già di essere giunto alla finale, affronta l’impegno puntando sull’esperienza dei suoi “vecchi” (Krankl, Panenka, Garger) e cercando di resistere il più possibile al ciclone Everton. Nel primo tempo la profezia di Baric si avvera e i Blues di Kendall vedono infrangersi i loro arrembanti attacchi sulle scogliere difensive austriache.
Ma, dopo l’intervallo, l’iceberg costruito dal Rapid si scioglie inesorabilmente ai lampi e ai fulmini dell’attacco inglese. Greame Sharp, giovane attaccante scozzese, mostra di meritare ampiamente il posto fra i primi cinque del “Bravo 85” e manda in gol prima il connazionale Andy Gray e poi Sheedy. Steven per i Blues e Krankl per il Rapid regalano altre due emozioni agli oltre 40.000 spettatori del Feyenoord Stadium, infiammato da un tifo caldo e spumeggiante. Poi tutti a casa: l’Everton con la Coppa, il Rapid con l’onore delle armi.
La finale di Rotterdam vede opposti il Rapid Vienna e l’Everton. Entrambe le squadre non hanno mai raggiunto una finale di Coppa Europea. Nella squadra inglese, neo campione della League, spiccano il centravanti scozzese Andy Gray, il suo connazionale Greame Sharp, l’ala destra Trevor Steven, l’esperto mediano Peter Reid e il portiere Neville Southall, titolare della nazionale del Galles.
La finale di Coppa delle Coppe si svolge a Rotterdam, città dal clima ideale per entrambe le formazioni. Tra di esse c’è un divario tecnico abissale e i pronostici si sprecano a favore della squadra inglese. Ma, nel primo tempo, gli uomini di Baric riescono ad imbrigliare le convulse azioni offensive dei Blues e chiudono i primi 45 minuti sullo 0-0, creando anche pericolosi contropiede. Nella ripresa, l’Everton si scatena e dopo una pressione continua passa tre volte con Gray, Steven e Sheedy. Il Rapid ha un’impennata d’orgoglio e segna il gol della bandiera con il vecchio Krankl. I ventimila tifosi inglesi giunti a Rotterdam sono in delirio: l’Everton ha vinto il suo primo alloro continentale.
-RHYTHM AND BLUES-
Rotterdam ha incoronato gli inglesi di Liverpool, giustizieri di un Rapid Vienna inconsistente. Vittoria scaturita da novanta minuti di incessante attacco. Nell’anno in cui il Liverpool ha perso tutto, l’Everton, seconda squadra della Merseyside, ha vissuto la più bella stagione vincendo campionato, Coppa delle Coppe e Charity Shield (il trofeo che è in palio ad inizio di stagione tra la squadra campione d’Inghilterra e la detentrice della F.A. Cup) e finendo seconda nella successiva Coppa d’Inghilterra solo per il gol, “inventato” da Whiteside che ha dato la vittoria al Manchester United. Per i Blues, quindi, il 1985 potrebbe segnare l’inizio di un’epoca.
Nel collage dei numeri 21, 23 e 27 del Guerin Sportivo dei tempi.. mai condizionale si rivelò provvidenziale e, per certi versi, profetico. Infatti, dopo la tragedia dell’Heysel del 29 maggio 1985, la prima decisione dell’UEFA è stata l’esclusione a tempo indeterminato delle squadre inglesi dalle competizioni europee.
Considerazioni? Diverse e variegate, senz’altro ad iniziare, naturalmente, dal comune dolore per la strage. Sul piano squisitamente calcistico un club, l’Everton, non ha potuto partecipare alla Coppa dei Campioni 1985/86 guadagnata meritatamente sul campo. E considerando che le formazioni inglesi nei dieci anni precedenti (dal 1975 al 1984) si erano aggiudicate la competizione in ben sette occasioni (4 Liverpool, 2 Nottingham, 1 Aston Villa) da quella stagione indiscutibilmente, ragionevolmente, fatalmente ed inevitabilmente la massima competizione europea è stata falsata nei valori e nei riferimenti sportivi.
Irrimediabilmente. Per sempre.
di Massimiliano Morganella, da "UK Football Please"


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