Avete presente lo spettacolo ammaliante della Premier League? Ecco, in Vintage Football non lo troverete. Invece di stadi patinati, telecamere ovunque e giocatori atletici e luccicanti di gel potrete godere del racconto di trenta partite del “vecchio” campionato inglese, quello che si chiamava ancora First Division. Non pensate di sedervi comodi in poltrona, qui si sta in piedi, nelle standing areas, con una birra in mano ad alzare cori per la propria squadra. Qui ogni domenica c’è gente del posto che sostiene i colori locali, non ci sono social media, si tifa allo stadio, non online. Conoscerete storie epiche di piccole compagini che sfidano le grandi e ogni tanto le battono. Non entrerete nei teatri perfetti dell’Old Trafford o di Anfield, ma negli stadi un po’ decadenti di orgogliose società di provincia come il Plymouth, l’Oldham, il Sutton United, il Reading, lo Swansea o il Tranmere, oppure in quelli delle squadre di Londra meno vincenti, come il Millwall, il Wimbledon o il Crystal Palace. Ascolterete aneddoti gustosi e racconti al limite dell’incredibile, incontrerete personaggi genuini di cui troppo presto si è persa memoria. Un libro fuori moda? Certo, o meglio: un libro vintage, uno di quelli buoni per tutte le stagioni. Soprattutto questa.
7 novembre 2025
6 novembre 2025
"DAL CAMPO ALLA TRINCEA" di Leonardo Aresi
“When football was football and footballers were men“.
Come i calciatori del Regno Unito nel primo conflitto mondiale abbandonarono i campi da gioco per arruolarsi nell'esercito di Sua Maestà."
«When football was football and footballers were men». Nel periodo del primo grande conflitto mondiale, tra l’estate del 1914 e la fine del 1918, quasi tutti gli sportivi professionisti e dilettanti del Regno Unito si arruolarono volontariamente nell’esercito di Sua Maestà per proteggere la Madre Patria. Il 12 Dicembre del 1914, il conservatore William Joynson Hicks costituì il 17th Service Battalion of the Middlesex Regiment che comprese i giocatori di calcio. Alla guida del «Footballers’ Battalion» venne messo Frank Buckley: difensore del Bradford City con un passato nelle due squadre di Manchester e nel Birmingham. Buckley, fregiato del grado di maggiore, si distinse nella battaglia della Somme (nella foto sotto), sul fronte occidentale, dove gli alleati prevalsero sui tedeschi dopo una logorante guerra di trincea.
In quell’occasione fu ferito gravemente sia ai polmoni che alle spalle e quindi dovette fare ritorno in Regno Unito per essere curato. Ciò non gli impedì di riaggregarsi ai suoi uomini in occasione dell’offensiva contro i tedeschi ad Argenvillers nel Gennaio del 1917, che coincise con la sua ultima battaglia. Le pessime condizioni dei suoi polmoni costrinsero il maggiore a mettere definitivamente da parte le armi. Rientrato a casa, cercò di mettersi alle spalle i dolori della guerra ripartendo dal mondo del calcio. Il Norwich city lo ingaggiò come manager nel 1919. Poi, dal 1923 al 1927, affrontò una parentesi al Blackpool. Major Buckley, come continuarono a chiamarlo i suoi calciatori, lasciò però concretamente il segno nel Wolverhampton tra il 1927 e il 1944. Soldati inglesi durante la terribile battaglia della Somme
In quello spazio temporale costruì le basi dei successi nazionali in campionato e coppa dei Wolves degli anni ’50, valorizzandone l’academy e predicando una filosofia di gioco veloce e palla a terra. Ogni tifoso dei Lupi che si rispetti gli è grato per aver fatto firmare il primo contratto da professionista al leggendario capitano Billy Wright che a quelle latitudini ha portato 3 titoli nazionali, 1 FA cup e 3 Charity Shields oltre ad aver collezionato più di 100 presenze con la maglia dei Three Lions. La maggior parte dei componenti del battaglione dei calciatori, però, non furono fortunati a voltar pagina come Buckley.
Tra i centinaia di caduti che deliziarono gli appassionati di calcio d’oltremanica prima dello scoppio delle ostilità ci furono Richard McFadden, William Jonas e George Scott del Leyton Orient, allora conosciuto come Clapton Orient, Evelyn Lintott del Queen’s Park Rangers, Duncan Currie, John Allan, James Boyd, Tom Gracie, Ernest Ellis, James Speedie e Harry Wattie degli Hearts, Patrick Slavin, Leigh R. Roose, Donnie McLeod, Archie McMillan, Robert Craig, John McLaughlin e Peter Johnstone del Celtic, David Murray, John Fleming , Jimmy Speirs e Walter Tull dei Glasgow Rangers. Quest’ultimo fu un vero e proprio rivoluzionario sia sul campo di battaglia che su quello calcistico.
Tull, orfano dalle origini paterne caraibiche, fin dalla sua infanzia si dimostrò una persona fuori dal comune. I suoi successi legati al pallone arrivarono già a diciotto anni con il Clapton nella London Senior Cup e FA amateur Cup, facendolo diventare il primo giocatore di colore a vincere dei titoli nell’ English Senior football. Nel 1908 il Tottenham Hotspur si accorse del suo talento e non se lo fece scappare. Walter Tull, un rivoluzionario diviso tra i campi di calcio e la trincea
Tull (nella foto a lato) divenne dunque il primo outfield player di colore nella storia della Top division inglese. Qualcosa non andò per il verso giusto con i Lilywhites e dopo solo 10 presenze e 2 reti venne relegato alla squadra riserve. Ciò nonostante ci fu chi volle continuare a credere nelle sue enormi potenzialità. Herbert Chapman, una figura leggendaria nel panorama calcistico britannico e mondiale, più avanti vero e proprio santone sulla panchina dell’Arsenal, difatti lo mise sotto contratto al Northampton Town. Qui Walter Tull trascorse i suoi anni più felici, collezionando 111 presenze e 9 reti.
Nel 1914 lo scoppio della prima guerra mondiale e il conseguente richiamo del battaglione dei calciatori interruppero i suoi fasti sul rettangolo verde. Gli anni della guerra misero in evidenza le sue grandi qualità di trascinatore e leader. Il nativo del Kent si distinse in 6 grandi battaglie, guadagnandosi addirittura il grado di officer nonostante ai tempi ciò fosse proibito agli uomini di colore. Di ritorno verso il Regno Unito, dopo aver condotto in modo valoroso una spedizione di 26 uomini sul fiume Piave, cadde sotto i colpi nemici in un’imboscata nel nord della Francia.
Ad aspettarlo in patria ci sarebbe stato un contratto con i Rangers, la squadra di cui era tifoso suo fratello Edward. Chissà se Tull sarebbe riuscito a guadagnarsi un posto nella Hall of fame di Ibrox Park, un onore riservato a pochissimi eletti. Fu commovente il memorial tra Spurs e Gers disputato nel 2004. Per il club di Govan e i suoi tifosi verrà sempre ricordato come un fallen ranger.
di Leonardo Aresi, da https://www.rivistacontrasti.it
4 novembre 2025
"F**K YOU, I'M MILLWALL" di Federico Farcomeni (Fan's Shop), 2019
È il motto degli hooligans del Millwall...già, ma quali hooligans? F-Troop? Bushwackers? Treatment? No, molto di più, anche perché tutto si confonde nell'anonimato di quel blocco unico e compatto che se ne frega delle gerarchie piramidali, chiamato Millwall Football Club. "F**k you, I'm Millwal!l" è il grido di guerra di chi è cresciuto in curva ma è anche un libro che si prefissa l'ambizione di guidarvi nel percorso della "piccola più grande del mondo", che ha abbracciato i difficili quartieri di Londra Sud-Est sin dalle origini, e tenta di spiegare l'ascendente che questo club ha avuto nel corso degli anni sulla tifoseria, la squadra e la società, componenti legate, per quanto provino a districarsi, in modo inscindibile. Storia, scontri, tradizione e fascino di un club mitico, punto di riferimento per le generazioni ultras di tutto il mondo. Per la prima volta in italiano, un libro originale edito da Fan's Editions che approfondisce gli aspetti più oscuri del Millwall, andando al di là dei pregiudizi e provando ad arrivare alle radici di un fenomeno inafferrabile. Seguiteci nella fossa...
3 novembre 2025
MEMORABILIA. "ADVENTURE FOOTBALL STAMP ALBUM" di Vincenzo Felici
L'album delle figurine è storicamente un "cult", un rito che coinvolge grandi e piccini con una passione difficile da descrivere. "Il ce l'ho, mi manca" è una filastrocca entrata ormai nella routine degli scambi frenetici, quelli animati da una abitudine consumata nei posti più strani. L'odore della colla usata per appiccicare i cartoncini, come oggi quello delle figurine stesse sono diventati inseparabili compagni di viaggio degli accaniti collezionisti.
Il prezioso cimelio di cui parliamo oggi risponde al nome di "Adventure Football Stamp", per l'appunto un raccoglitore di figurine "made in Great Britain" dalla ditta "D.C. Thomson" di Londra, risalente ai primi anni '30. Precursore quindi dei moderni albums con i quali ci dilettiamo oggi.
Questo gioiello è impaginato in un formato a piccolo pallone d'epoca che ne garantisce la deliziosa originalità ed é costituito da ben ventisei foglietti, uno più bello dell'altro. Praticamente si foglia nel palmo di una mano. Dopo l'introduzione dell'editore e la composizione dell'indice si parte con la presentazione della First Division inglese, attraverso tutte le squadre partecipanti. Per ogni formazione viene tracciata una brevissima storia, caratterizzata dalla citazione dello stadio in cui gioca e dal suo palmares aggiornato. Altrettante figurine mettono in evidenza i colori sociali delle rispettive compagini e vengono adornate da curatissime vignette riproducenti le fasi di gioco.
Le pagine sono sormontate da una data significativa, che fa riferimento alla nascita di una competizione, o di una federazione o di un team. A seguire vengono introdotti sei bomber che tra Inghilterra e Scozia, nelle varie categorie di appartenenza, hanno gonfiato le reti avversarie a suon di goal: W.G. Richardson del West Bromwich Albion, E. Dodds dello Sheffield Town, J. McGrory del Celtic Glasgow, W. Walsh degli Hearts of Midlothian, A.G. Dawes del Crystal Palace e J. Calder del Greenock Morton. Le pagine scorrono e viene stilata la lista dei tornei più rilevanti: dalla progenitrice FA Cup, passando attraverso la Irish Cup, la Scottish Cup, la Football League Cup fino ad arrivare alle medaglie e alle coppe per così dire "secondarie", come la Scottish Cup Medal, la Glasgow Cup, la London Cup, la Scottish League Flag o la Jubilee Cup. Si prosegue con una serie di aneddoti riferiti a giocatori, allenatori o clubs raffigurati attraverso delle strisce degne dei fumetti più celebrati. Come non parlare poi dei nicknames legati alle squadre ? Attraverso fumetti raffiguranti uccellini, cannoni, api, tigri, ecc..
Ecco snocciolate le origini del Norwich City, dell'Arsenal, del Brentford, dell' Hull City e così via.. Capitolo a parte viene riservato agli "international caps and badges", viaggiando nelle quattro leghe britanniche. Si prosegue fra stranezze, record e curiosità insospettabili per poi concludere con tutte le informazioni riguardanti il terreno di gioco e gli impianti sportivi che crescono intorno ad esso. Chiunque disponga di un pezzo da collezione simile o stia per entrarne in possesso non si pentirà di avere tra le mani un pezzo della storia del monumentale calcio anglosassone, raccontato attraverso le sue forme più tipiche.
di Vincenzo Felici
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