La Coppa dei Campioni, la più popolare e prestigiosa competizione di calcio internazionale, nasce da una polemica giornalistica.
Nel 1954 gli inglesi del Wolverhampton Wanderers si prodigano in una lunga e fortunata tournée europea. Ottengono risultati favolosi, comprese le vittorie su forti squadre russe e sulla famosa compagine ungherese dell' Honved Budapest. Ebbene, in seguito a questi trionfi taluni critici britannici considerano i "Lupi arancioni " i veri campioni del mondo.. Il giudizio, sicuramente frettoloso e tecnicamente infondato, trova una spiegazione meramente psicologica. In quel periodo il calcio inglese attraversa il momento più delicato della sua storia.. Dopo aver proclamato per decenni una discutibile superiorità, rifiutandosi persino di competere con squadre di altri paesi in competizioni ufficiali, i "maestri" constatano che la realtà è ben diversa..
Nel 1950, la nazionale britannica, al suo esordio assoluto ai Campionati del Mondo, viene beffardemente eliminata da un'allegra brigata di dilettanti americani, rappresentanti di un paese in cui ancora oggi il calcio stenta a decollare come vorrebbe. Nel successivo torneo mondiale le cose non vanno meglio.. Nel frattempo i "Tre Leoni" vengono clamorosamente battuti dalla nazionale ungherese: la prima sconfitta subita sul sacro terreno di "Wembley". In un clima di delusione così cocente, mentre il calcio di Sua Maestà diviene bersaglio di feroci sarcasmi, bastano, per l'appunto, le isolate vittorie del Wolverhampton Wanderers in amichevole, perchè gli inglesi ritrovino di colpo l'antica baldanza.
Ma la presuntuosa quanto ardita affermazione dei critici britannici, non passa sotto silenzio. Piuttosto, viene raccolta nel continente dal più popolare giornalista francese specializzato nel calcio, Gabriel Hanot, che sulle colonne del noto quotidiano sportivo "L'Equipe" ne contesta la validità presunta, affermando che in Europa almeno quattro squadre possono essere considerate superiori al "Vecchio Oro". Fra di esse il Real Madrid, il Milan e la Honved Budapest. Il francese non si limita ad una polemica contestazione e riprendendo un suo antico progetto tenuto in tasca fino a quel momento, ma bocciato nel 1934, si rende protagonista di una vera e propria campagna per l'organizzazione di un campionato fra le migliori squadre europee. "L'Equipe" fa propria l'iniziativa del suo redattore, avvalendosi di autorevoli consensi e adesioni da parte di dirigenti e tecnici del calcio europeo, nonostante l'ostilità e l'indifferenza degli organi internazionali.
Ma ben presto l'idea iniziale del progetto si rivela irrealizzabile e partorisce la formula della Coppa che tutti conosciamo, soggetta alle progressive variazioni portanti all'attuale versione. Nonostante ciò, la squadra della città delle West Midlands inglesi, che gareggia nella tana dorata del "Molineux", è avvolta tuttora da un alone leggendario.
Il 30/9/1953 i "Wolves", freschi campioni di Inghilterra, si lanciano in una serie di amichevoli notturne, sperando di conquistare fama internazionale. Infatti bisogna inaugurare l'impianto di illuminazione dello stadio e viene chiamata la Nazionale sudafricana. Finisce 3-1 per i padroni di casa. A ruota arrivano il Celtic Glasgow, il Racing Club Avellaneda, il First Vienna, il Maccabi Tel Aviv e lo Spartak Mosca. Asfaltati.. Ad eccezione degli austriaci, che costringono il Wolverhampton Wanderers ad un pareggio a reti bianche. Reso noto che la squadra successiva che avrebbe tentato di espugnare il "Molineaux" sarebbe stata la grandissima Honved Budapest, l'atmosfera si carica di elettricità. L'impresa appare proibitiva, ma troppo ghiotta per Billy Wright, che ha dei conti in sospeso.. Capitano della squadra, è l'unico del Club ad aver visto i "sorci verdi" sia a "Wembley" che al "Nepstadion" contro gli ungheresi.
Il 13/12/1954 sono in 55.000 a spingere i "Lupi". La gara viene trasmessa in diretta dalla BBC. I padroni di casa sfoggiano una divisa sfolgorante, satinata, scelta appositamente perchè risplenda alle luci dei riflettori. Il campo è pesantissimo e la Honved fatica ad imporre le trame di gioco. Nonostante ciò va in vantaggio con Sandor Kocsis e addirittura raddoppia con Ferenc Machos. La reazione degli inglesi però e' furiosa: gli ungheresi vengono letteralmente assediati nella loro metà campo. Il tecnico Stan Cullins suona la carica e nella ripresa si compie il miracolo: Johnny Hancocks realizza un calcio di rigore procuratosi per atterramento ad opera di Kovacs e la squadra, spinta da una marea umana, trova il pareggio con Roy Swinbourne, dopo una azione ubriacante. L'attaccante si ripete poco dopo e lo stadio viene letteralmente giù ! Ecco, a distanza di ben sessantacinque anni, ci sentiamo in dovere di rendere il giusto tributo ai "Lupi" di Inghilterra, proprio nei giorni del gradito ritorno in Europa, seppure non dalla porta principale. Il Club, dopo aver raggiunto ormai lustri fa la prima finale assoluta di Coppa Uefa, persa coi connazionali del Tottenham Hotspur, ci riprova oggi nella nuova Europa League, eliminando seccamente il Torino nell'ultimo turno preliminare e accedendo alla fase a gironi.
Il curioso "Titolo dell'orgoglio" conseguito tanto tempo fa potrebbe portare fortuna agli uomini di Espirito Santo..
di Vincenzo Felici


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