9 marzo 2026

"1980 JUVENTUS-ARSENAL. Una sfida ad alta tensione.." di Max Troiani

"Ed ora per la Juventus è notte fonda"
. Così Nando Martellini, mercoledì 9 aprile 1980, sanciva il passaggio del turno dell'Arsenal nella partita di ritorno della semifinale di Coppa delle Coppe tra la Juventus e gli inglesi.
Gli italiani giocarono con il freno a mano tirato, mentre l'Arsenal a tratti cercava di segnare quel gol che sarebbe valso la finale. A due minuti dalla fine, dopo un paio di rinvii di Bettega dalla propria area (e questo la dice lunga sulla tattica attuata quella sera dalla Vecchia Signora), ci fu un'incursione di Graham Rix sulla fascia sinistra. Il cross dal fondo trovò un sorprendente e solitario Paul Vaessen (nella foto il gol) che segnò indisturbato sul secondo palo, per la gioia dei numerosi tifosi inglesi presenti quella sera al Comunale di Torino.
Liam Brady, in procinto di passare proprio alla squadra torinese a fine stagione, commentò: "La nostra vittoria è meritata. La Juventus si è difesa troppo, ha giocato manifestamente per lo 0-0, le andava bene il pareggio ed è per questo che hanno addormentato il gioco. E dire che erano la squadra di casa".

E pensare che la partita d'andata si era conclusa con un pareggio (1-1) favorevole alla Juventus, ma non erano mancate le polemiche durante e soprattutto dopo il match. Un fallaccio di Bettega su David O’Leary al 23' del primo tempo costrinse quest'ultimo a lasciare il campo per Pat Rice. Un gol di Cabrini su rigore all'11' portò in vantaggio i torinesi, e un autogol dello stesso Bettega rilanciò l'Arsenal nel finale. I Gunners ebbero tante occasioni, in special modo grazie a un grande Liam Brady, autore di passaggi smarcanti per gli attaccanti inglesi Stapleton e Rix, che però non riuscirono a concretizzare.
Gli inglesi giocarono a Londra con questa formazione: Jennings, Devine, Walford (Vaessen), Talbot, O'Leary (Rice), Young, Brady, Sunderland, Stapleton, Price e Rix..

Il giorno dopo, i tabloid britannici riversarono tutto il loro astio sulle prime pagine, attaccando gli italiani e in primis Roberto Bettega, definito prima del match "il più inglese degli italiani". Il Daily Mail riportava un "horror-tackle", e i giornali domenicali, tra cui il News of the World, prevedevano a ragione: "A Torino sarà l'inferno". Solo il più titolato Times pensò di analizzare il match in maniera meno pesante e scrisse: "Le speranze dell'Arsenal cominciano a vacillare".
Secondo il "Mail", la cronaca del "fattaccio" degli italiani attirò l'attenzione ancor più della decapitazione della Principessa Saudita Misha da parte del boia di Re Khaled, condannata per un semplice adulterio (in quei giorni questa notizia teneva banco su tutti i giornali del Regno Unito perché ITV, il canale privato inglese, mandò in onda la sera del match di coppa una ricostruzione, e dopo la furia degli Emirati Arabi l'allora Ministro degli Esteri Britannico Carrington dovette chiedere personalmente scusa).
Il tackle di Bettega era stato veramente vergognoso e incomprensibile, non ammetteva scuse. O'Leary, dopo essersi tolto i frammenti dei tacchetti dello scarpino dell'italiano, si dovette imbottire di antidolorifici e antibiotici per essere presente nel match del sabato dopo contro il Liverpool dove, tra l'altro, secondo la stampa giocò anche bene. La preoccupazione maggiore era per la partita di ritorno, ma non solo. 
di Max Troiani

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