30 gennaio 2025

BERT TRAUTMANN. Ehi Fritz, vuoi una tazza di tè?

“Hello Fritz, fancy a cup of tea?”
Con questa frase, puntandogli un fucile contro, un soldato britannico, durante la seconda guerra mondiale, cattura un paracadutista della Luftwaffe: in quel momento ha inizio la leggenda di Bert Trautmann. Questa è la sua storia:
Carl Bernhard Trautmann nasce a Brema negli anni venti, periodo in cui la Germania conosce la miseria piĂą nera, che prelude all’affermazione del nazismo; a soli 17 anni il ragazzo, giĂ  componente della gioventĂą hitleriana, si arruola come paracadutista nella Luftwaffe e partecipa alla seconda guerra mondiale. 
L’avventura militare del soldato Trautmann è tutto un programma: sopravvive, uno dei pochi, al bombardamento di Kleve, sopravvive all’esplosione ravvicinata di una bomba a mano, viene catturato nell’ordine da russi e partigiani francesi ed in entrambi casi scappa; viene catturato nel 1945 dai soldati americani e condannato alla fucilazione, riesce a scappare ancora una volta e dopo varie peripezie viene intercettato dai militari inglesi che lo rinchiudono nel campo di prigionia di Ashton nel Lancanshire. Qui a fine l’avventura del soldato Trautmann e comincia la leggenda del calciatore. 
Nel campo di Ashton, il prigioniero tedesco comincia a giocare nelle gare fra detenuti e si mette in luce come centrocampista, ruolo in cui giocava fin da piccolo; poi un giorno il caso volle che durante una gara venne a mancare il portiere e Bert occupò quel posto: da quel momento iniziò la carriera del primo e piĂą grande portiere tedesco che abbia mai calcato i campi inglesi. Alla fine del conflitto mondiale Trautmann decide di rimanere in Inghilterra e comincia a giocare con il St. Helens Town e da qui viene notato dagli osservatori del Manchester City che gli offrono un contratto. Bert accetta, è il 1949, e nella cittĂ  di Manchester si scatena un putiferio. Le ferite della seconda guerra mondiale sanguinano ancora e l’opinione pubblica inglese non vede di buon occhio un portiere tedesco per di piĂą ex militare. Fu così organizzata una marcia di protesta per impedire che il Manchester City tesserasse Trautmann, vi parteciparono oltre 40.000 persone, ma fortunatamente i dirigenti dei blues tirarono dritto, e fecero bene: avevano trovato un magnifico portiere. 
Gli esordi di Bert con la maglia del City non furono facili, anche perchè doveva sostituire Frank Swift, amatissimo portiere blues dell’epoca; ma alla fine a forza di grandi prestazioni Trautmann convinse tutti e difese la porta del City dal 1949 al 1964, quindici anni di onorata carriera e 545 presenze tra campionato e coppe. Proprio una partita di coppa trasforma Trautmann in leggenda. 5 maggio 1956: a Wembley è in corso la finale della F.A. Cup fra Manchester City e Birmingham City, a 17 minuti dalla fine i mancuniani sono in vantaggio per 2 a 1 quando nella loro area di rigore entra la punta del Birmingham Peter Murphy e Trautmann esce dalla porta e si tuffa tra i suoi piedi; lo scontro è terribile, il portiere perde i sensi ma con il pallone tra le mani. Sgomento tra la folla, si pensa al peggio, ma Trautmann dopo alcuni minuti si riprende e decide di concludere la gara (all’epoca non esisteva il secondo portiere), compie due grandi salvataggi e continua a massaggiarsi il collo colpito nello scontro. Alla fine il Manchester City vince la coppa battendo il Birmingham 3 a 1; nel dopo gara Bert non si sente troppo bene, i medici dispongono degli accertamenti e ci si accorge che la seconda delle 5 vertebre fratturate si è spezzata in due, il portiere era rimasto vivo per puro miracolo (una cosa non nuova nella sua avventurosa vita), insomma aveva terminato la finale di coppa con il collo rotto.
Questo motivo, unito alla vittoria di coppa e alla lunga militanza nella squadra dei blues gli ha conferito tra i tifosi del Manchester City lo status di leggenda e fino a qualche tempo fa nei dintorni del vecchio Maine Road era possibile acquistare una fanzine interamente a lui dedicata. Nel 1964 al suo testimonial game lo saluteranno oltre 60.000 tifosi. 

Oggi Bert ultraottantenne, dopo aver lavorato per la Federazione Tedesca come osservatore in Africa ed Asia, vive con la sua seconda moglie nel litorale spagnolo vicino Valencia e recentemente è stato insignito dalla Regina d’Inghilterra dell’Ordine dell’Impero Britannico, per aver contribuito con il suo esempio di uomo sportivo e coraggioso alla riconciliazione post-bellica anglo-tedesca. Oggi l’arzillo vecchietto che Bobby Charlton definì come il miglior portiere degli anni ’50, dice del mondo del calcio: “Non guardo programmi sportivi, trasmettono solo i gol, e nessun portiere fa bella figura se lo si guarda mentre gli segnano un goal. FANTASTICO BERT!!!!
di Charlie Del Buono, da "UK Football please"

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